Gli Emirati Arabi aprono ai droni passeggeri

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Laila Bin Hareb Al Muhairi, Assistente Generale della GCAA

Tra le sabbie del deserto cade l’ultimo tabù dell’aviazione: la GCAA, l’Enac degli Emirati Arabi Uniti, sta preparando le regole per l’uso di droni passeggeri, autonomi o pilotati in remoto, nei cieli del Paese.

La situazione dei droni è controversa nella federazione araba, dove ogni emiro fa di testa sua: in Abu Dhabi è proibita la vendita dei droni, che invece sono comuni nei supermercati del Dubai. “Sì, abbiamo dovuto mettere dei limiti all’uso dei droni per ragioni di sicurezza, ma il futuro è lì” ha detto l’Assistente Generale della GCAA, Laila Bin Hareb Al Muhairi (nella foto). “Non vogliamo fermare il futuro, ma arrivarci preparati. Non vogliamo imporre multe, vogliamo pensare attentamente a delle regole che garantiscano la sicurezza di tutti. Noi stessi usiamo droni per la nostra attività, e in futuro ci sarà uno sviluppo incredibile. Avremo anche droni passeggeri, i droni personali ci porteranno ovunque rendendo obsolete le auto. Questo è il futuro”.

E in effetti, il piano strategico  2017-2021 della GCAA sembra un romanzo di fantascienza: non solo droni passeggeri ma anche aerei solari, auto volanti, “jet men” che volano sostenuti da uno zaino a razzo, cabine che caricano i passeggeri prima ancora che l’aereo arrivi, e poi viene agganciata alle ali, motori e timoni.

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