Un gruppo di cittadini critica pesantemente i gestori della diga sul Lago Medina, in Texas, accusandoli di svuotare il lago. E per dimostrarlo postano video ripresi con il drone. Furente reazione del gestore dell’impianto, che minaccia di pesanti azioni legali i piloti e li diffida di non volare sulla diga, invocando persino le leggi antiterrorismo.
Il lago Medina è un grande bacino artificiale del Texas, lungo 30 chilometri e largo 5, che ha visto le sue acque ridursi del 5% nel triennio 2010-2013 a causa del prelievo eccessivo delle acque vendute agli agricoltori. Ora il lago sta molto meglio, grazie alle abbondanti precipitazioni del maggio scorso. Ma un gruppo di abitanti del luogo che vivono lungo le sponde del lago vorrebbero non vedere più lo scempio degli anni passati. E hanno fondato un’associazione, “Save Medina Lake“, che deciso di verificare con un drone come i gestori della diga, il consorzio Bexar/Medina/Atascosa County Agricultural District (BME) sfruttano le acque del bacino, visto che – a loro dire – non hanno avuto nessuna risposta ufficiale alle loro domande.
I voli dei cittadini non sono piaciuti per niente a BME, che ha ingiunto ai piloti di non volare sulle dighe, citando ragioni di interesse nazionale e persino di potenziali rischi di terrorismo.
Chiudere la bocca al giornalista volanteJohn Parisoff, texano verace, sostenitore sfegatato di Trump è un personaggio alquanto pittoresco
Il principale nemico di BME è il giornalista John Parisoff, che ha creato una piccola azienda di videoriprese, nata un paio di anni fa proprio per denunciare lo stato del bacino texano. BME, tramite il suo ufficio legale, ha ingiunto al giornalista di consegnare tutto il materiale video raccolto con il drone, per indagare su come siano stati ripresi i video e di rimuovere immediatamente da Internet foto e riprese delle dighe. Il pretesto legale è che la FAA, l’ENAC americana, proprio come l’authority di casa nostra vieta il sorvolo di infrastrutture sensibili, quali sono ovviamente le dighe.
Parisoff non si fa intimidire e rimanda la lettera al mittente: “Non ho mai volato direttamente sulle dighe” dice. “Lo dicono loro, e scommetto che è esattamente quello che non gli piacerebbe che facessi, per questo mi negano il permesso di sorvolare il lago”. E rifiuta di piegarsi al diktat dei padroni della diga: “se gli dessi retta e consegnassi loro il mio materiale, sarebbe come ammettere di essere colpevole. Ma non è così, sono operatore riconosciuto dalla FAA e volo su proprietà private o demaniali, non sulle loro dighe”. L’associazione Save Medina Lake accusa BME di voler intimidire il pilota, e chiede con forza che BME riveli al pubblico quando e per quanto tempo le chiuse vengono spalancate, dati che BME rifiuta di rivelare a chiunque. “L’unico motivo per cui usiamo i droni è per dare all’opinione pubblica informazioni vitali” dicono. “informazioni che BME, in aperta violazione delle leggi del Texas sulla buona amministrazione rifiuta di rendere pubbliche”.
Pesante accusa di terrorismo
BME tace sulla quantità di acqua che preleva, si limita a un secco comunicato che recita “Le operazioni del consorzio sulla diga e la chiusa avvengono nel rispetto della legge del Texas e i termini e condizioni della licenza che BME ha sull’uso delle acque”. E ribadiscono che l’azione legale contro Parisoff è solo per ripristinare diritto e legalità, non perché abbia qualcosa da nascondere. E se in principio ammette di non avere motivi di preoccupazione per i danni che il drone potrebbe fare alla diga, poi si scatena in un affondo pesantissimo: “Il problema con i terroristi è che non mandano avvisi prima di colpire”. Una violenza verbale incredibile per chi davvero non ha nulla da nascondere.