Il contributo dei droni nell’ambito delle ricerche archeologiche si è più volte rivelato utilissimo per scoprire nuovi siti e nuove testimonianze che, sepolte da secoli di storia, si erano integrate così bene con la vegetazione e l’ambiente circostante da risultare praticamente impossibili da riconoscere usando il tradizionale punto di vista sul campo. Da questo punto di vista, uno degli esempi più eclatanti da menzionare è senza dubbio la scoperta di una nuova figura gigante nel deserto di Nazca, avvenuta circa 2 anni fa.
Ma senza andare sino in Perù, l’utilizzo dei droni a fini archeologici può dare frutti importanti anche sul territorio italiano, ancora oggi ricchissimo di reperti da scoprire in ogni angolo della penisola e delle isole. L’ultima notizia a questo proposito arriva dalla Toscana e più precisamente dalla Val di Chiana. Sembra infatti che, per cominciare, sarà il territorio di Chianciano Terme a vedere presto volare nel cielo un “archeodrone“, che avrà il compito di censire le zone archeologiche e raccogliere dati dall’alto, concentrandosi principalmente sullo studio del monumentale sito d’età romana in località Mezzomiglio, identificato dagli esperti con le terme frequentate dal poeta Orazio.
Il progetto, chiamato Archeodrone Lab, nasce dalla sinergia tra Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, la Duke University. L’ateneo statunitense, pur avendo la sua sede a Durham, North Carolina, è presente anche all’interno del laboratorio di restauro del Museo di Chianciano.
Il vantaggio di questo innovativo programma, basato su nuove metodologie digitali che saranno applicate sia nella ricerca che nella diffusione scientifica e nella divulgazione per fini di pubblica utilità, sta nell’utilizzare sistemi non distruttivi e dati sicuri.
L’assessore alla cultura di Chianciano Terme, Rossana Giulianelli, spiega che “Questo potrà permettere un’acquisizione di importanti dati propedeutici alla ripresa delle indagini sul terreno che a seguito dell’acquisizione dell’area da parte del Comune potrà divenire un sito archeologico attrezzato rivolto alla conoscenza del termalismo romano e del paesaggio antico”.
Giulio Paolucci, direttore del Museo Archeologico, aggiunge infine che “L’ambizioso progetto che coinvolge la Soprintendenza deputata alla tutela del patrimonio archeologico, la Duke University che possiede i mezzi più sofisticati per ricerche di questo tipo e il Museo di Chianciano permetterà una lettura del territorio e dei suoi monumenti più rilevanti nel lungo periodo con informazioni altrimenti non rilevabili”.




