Rapida retromarcia della FAA: ok ai droni dei giornalisti sulle proteste di Standing Rock

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Avevamo dato qualche giorni fa la notizia che l’Authority aeronautica statunitense avesse proibito i voli dei droni sulle proteste di Standing Rock, dove da mesi gli indiani Dakota protestano contro la costruzione di un oleodotto che a loro dire metterebbe in pericolo le riserve d’acqua potabile della tribù. Travolta dalle proteste la FAA fa marcia indietro e permette di volare a un famoso fotoreporter volante.

La libertà di stampa segna una vittoria importante. Con una decisione improvvisa la FAA, l’Enac americana, permette al famoso fotoreporter e pilota certificato di droni Robert Levine di volare su Standing Rock, il simbolo della resistenza degli indiani Dakota alla costruzione di un oleodotto che attraversa le loro terre. La protesta è montata da che un video diventato virale fatto con un drone ha mostrato la crudele brutalità della polizia (vedi qui sotto), che ha innaffiato con idranti di acqua fredda i manifestanti in piena notte (e i due Dakota sono tra gli Stati più gelidi degli Stati Uniti). Una vergogna che Levine comunque secondo il permesso che ha ottenuto non avrebbe potuto documentare, visto che è avvenuto di notte e lui può volare solo di giorno.
Ma comunque è un passo avanti verso la libertà di informazione e il diritto di cronaca. Levine secondo le regole FAA potrà volare alla quota massima di 400 piedi (120 metri circa) e senza perdere di vista il suo drone, regole molto simili a quelle dei nostri piloti di SAPR.

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