Droni agricoli, un mercato gigantesco che mette d’accordo tutti gli analisti

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I droni “verdi” entusiasmano gli analisti. Escono a raffica studi che dimostrano come il settore agricolo sarà il più grande sbocco professionale dei droni, una torta da 31 miliardi di dollari

Non è una novità che i droni agricoli saranno nel medio periodo una industria importante e forte. ma quello che impressiona è vedere così tanti studi di grandi think thank internazionali esaltati dalle prospettive di questo mercato che promette molto per il futuro ma fa vedere molto poco nel presente.

Quattro sono le principali ricerche di mercato del settore:

  1. Bank of America Merrill Lynch ritiene che l’agricoltura sarà l’80% del mercato mondiale dei droni, e potrebbe generare 82 miliardi di dollari solo negli USA da qui al 2025.
  2. Goldman Sachs ritiene che il settore agricolo sarà il più grande negli USA e il secondo nel mondo nei prossimi cinque anni
  3. Markets and Markets stima che il mercato dei droni agricoli crescerà a tassi del 30% annui fino al 20122.
  4. PwC ritiene che il mercato dei droni agricoli negli USA arriverà alla stratosferica cifra di 32 miliardi di dollari, secondo solo a quello delle infrastrutture

L’industria americana dei droni è uscita con le ossa rotte dai tentativi – in verità piuttosto goffi e approssimativi – di ritagliarsi una nicchia nel mondo dei droni consumer, da cui è stata praticamente estromessa dopo gli autogol del 3DR e di GoPro, entrambi fallimentari sia sotto il profilo commerciale che tecnico. E ora cerca il riscatto nel settore agricolo. Stavolta però fa sul serio e mette in campo aziende che vengono dal settore militare e aeronautico, e quindi i droni li sanno fare, a differenza dei fabbricanti di action cam e i guru della new economy che han fatto più che altro pasticci. per esempio AeroVironment, nota per piccoli droni militari adottati anche dall’esercito italiano che di recente ha mostrato un interessantissimo drone ibrido per l’agricoltura. DuPont, una delle maggiori multinazionali della chimica applicata all’agricoltura al mondo, ha investito una cifra rimasta segreta in un altro grande produttore americano, PrecisionHawk, che collabora da tempo con la NASA. E non è una cosa di tutti i giorni che una azienda del settore agricolo senta la vocazione di fare il venture capitalist. Insomma l’industria americana si prepara a ritagliarsi delle belle fette della torta verde, anche se dovrà vedersela con i giganti asiatici, non solo lasolita” DJI ma anche la giapponese Yamaha, che noi conosciamo per pianoforti e motociclette ma in Giappone ha la più grande flotta al mondo di elicotteri robot usati per spruzzare fitofarmaci sulle risaie. E l’europea Parrot che con i droni SenseFly e i sensori multispettrali Seqoia si è ritagliata una importante presenza nei campi europei.

 

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