La Svezia rinsavisce: marcia indietro sull’assurdo ban ai droni con telecamera

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Una sentenza pazza ha fatto danni enormi alla comunità svedese dei droni. Con una decisione assurda, inspiegabile e anacronistica, nelle settimane scorse la Suprema Corte Amministrativa del Paese nordico aveva equiparato i droni con telecamera a strumenti di videosorveglianza, di fatto mettendoli tutti a terra. Finalmente oggi Stoccolma rinsavisce e fa una rapida retromarcia.

Stoccolma: Fine dell’incubo. Ci pensa la politica a mettere una pezza alla miopia dei giudici amministrativi, che l’ottobre scorso avevano messo al bando in Svezia i droni con camera a bordo considerandoli alla stregua di strumenti di videosorveglianza, con motivazioni cervellotiche e ben poco aderenti alla realtà (leggi in proposito l’analisi legale dell’avvocato Ballirano).



L’improvvida decisione aveva scatenato una montagna di critiche, da parte di tutti: operatori, venditori, appassionati, televisioni. E il governo non ha potuto che prendere atto dell’assurdità della decisione, che tra l’altro ha messo a rischio molti posti di lavoro. Non potendo sconfessare l’operato della Corte, il governo ha annunciato in tempi rapidissimi una legge sui droni che “non richieda più il permesso per fare videoriprese”, anche perché in Svezia è difficilissimo, se non impossibile, ottenere permessi per fare videosorveglianza, che sono costosissimi e rilasciati solo in casi eccezionali.

L’annuncio è del Ministro per la Giustizia Morgan Johansson, e i provvedimento deve passare al vaglio del Parlamento svedese, il Riksdag, ma non dovrebbero esserci problemi per arrivare ad avere la nuova legge sui droni entro la prossima estate, tanto col freddo che fa sono davvero pochi gli svedesi che volano d’inverno. Il presidente dell’associazione svedese degli operatori di SAPR, Johan Lindqvist, si dice (cautamente) ottimista: “La legge sulle videosorveglianze è vecchia, risale agli anni ’70, e da allora il mondo è cambiato” dichiara. Ma sostiene anche che molti posti di lavoro sono già stati persi, e altri piloti professionisti si troveranno disoccupati prima che la legge termini l’iter parlamentare. Nella nuova legge saranno vietati i voli che mettano a rischio l’incolumità delle persone o l’invasione nella sfera della privacy altrui, e questo ci sembra logico e normale. Mentre vietare di fare riprese per lavoro e per hobby ci sembrava un’ingiustizia. E siamo contenti di vedere che il governo svedese la pensa come noi.

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