Singapore si prepara a gestire il traffico aereo di centinaia di droni che affolleranno i cieli della città

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Ispezioni di impianti, sorveglianza, consegne, pronto soccorso e chissà cos’altro ancora: la diffusione dei droni continua inarrestabile e il loro numero cresce vertiginosamente. Presto o tardi i cieli delle nostre città cominceranno ad affollarsi. Si parla sempre di più della necessità di un sistema di gestione del traffico aereo, un bisogno che a Singapore, città ad alta densità e di popolazione e spazio aereo molto ristretto, è più urgente che mai.

Per questo i ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore studiano il modo in cui permettere a centinaia di droni di volare tutti insieme in maniera sicura ed efficiente. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema di management del traffico aereo, basato su corsie e blocchi, proprio come le strade e i semafori delle automobili, ma anche su tecnologie avanzate come selezione automatica degli itinerari più sicuri e meno congestionati, sistema di riconoscimento ed evitamento di ostacoli, insomma una gestione ultra smart del traffico aereo. Il professor Low della Nanyang Technological University conferma che il progetto prosegue spedito e il suo team ha già sperimentato con efficacia il volo di convogli di droni in diverse formazioni.

Tra le soluzioni che vengono studiate, ci sono le stazioni di coordinamento, delle specie di torri di controllo in grado di seguire il volo di tutti i droni, programmando il flusso del traffico e monitorando la loro velocità. Indirizzando i droni nei corridoio aerei meno congestionati, questi impiegheranno meno tempo a svolgere le loro funzioni e verrà ridotto anche il rischio di collisioni tra loro. In un futuro del genere, come quello che probabilmente attende Singapore e tante altre grandi città del mondo nei prossimi anni, saranno sempre più fondamentali le regole, per questo i team di ricerca stanno considerando anche gli standard di sicurezza, come ad esempio quanto i droni debbano volare alti, quanto lontano debbano tenersi dagli edifici, e stanno valutando gli inevitabili rischi collegati alla privacy. Un’altra tecnologia chiave che i ricercatori stanno valutando è rappresentata dal geofencing, ossia la costituzione di barriere virtuali (basate su perimetri geografici identificati via gps) necessarie per assicurarsi che i droni non finiscano in spazi aerei a loro vietati, come nel caso di aeroporti o zone militari.

lo studio e i test proseguono con una certa urgenza, dal momento che – almeno a Singapore – le previsioni parlano di un vero e proprio boom dei droni entro la prossima decade.

 

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