Verso la fine dello scorso luglio, gli scienziati del Northwest Plateau Institute of Biology, dell’Accademia delle Scienze Cinesi, hanno svolto uno studio sulle antilopi tibetane, una specie minacciata dall’estinzione, in un’area situata nella regione del Sanjiangyuan, a oltre 4500 metri di altitudine.
Per farlo hanno deciso di seguire i loro spostamenti migratori estivi verso le zone di riproduzione, un viaggio che si sviluppa lungo un altipiano caratterizzato da un territorio morfologicamente ondulato che rende il monitoraggio manuale costante mediante i sistemi tradizionali di video ripresa molto complicato durante il giorno, e praticamente impossibile nel durante la notte.
Per questo i ricercatori hanno deciso di cambiare prospettiva e avvalersi di una strumentazione d’eccezione, ossia un drone DJI M300 RTK equipaggiato con Zenmuse H20N. Il drone ha offerto un punto di vista aereo grazie al quale è stato possibile attutire di molto le difficoltà visive determinate dal susseguirsi di colli e valli, che risultavano in questo modo appiattiti, mentre il payload, grazie alla termocamera con visione notturna è stato fondamentale per seguire e registrare la traversata delle antilopi non solo alla luce del sole, ma anche dopo il calare delle tenebre.
Con una strumentazione del genere i ricercatori hanno potuto monitorare gli animali a una distanza di almeno 500-600 metri, quindi senza disturbarli, ma al contempo assicurandosi immagini chiare che hanno consentito un conteggio più accurato del numero di antilopi e un’identificazione dei singoli esemplari. Grazie ai dati raccolti sarà possibile stabilire nuove misure finalizzate a proteggere le specie e gli altri animali degli altipiani dall’invasione della presenza umana.




