Recensione stampante 3D Anet A8 clone I3 prusa

0

Con questo articolo entriamo con un balzo nel settore della stampa 3D. Riteniamo che la stampante 3D sia un utile accessorio per il professionista di SAPR i droni civili o anche per l’hobbysta che desideri realizzare una sua idea, un accessorio, un telaio o un drone intero magari per fare FPV drone racing.

Droni e stampa 3D, sono sempre più spesso associati e presenti nelle varie fiere del maker faire o in appositi FabLab sparsi in giro per tutta Italia. Passato l’entusiasmo iniziale che accomuna gli appassionati di queste due categorie, droni e stampa 3D, siamo certamente convinti e sostenitori, che gli oggetti realizzati o su proprio disegno o grazie alla creatività e alla disponibilità di esperti progettisti possa risolvere tanti piccoli problemi quotidiani.

Con il 2017 diamo quindi il via a una nuova rubrica che tratterà la stampa 3D e la sua attinenza con il mondo dei droni. Tra i contenuti di questa rubrica si alterneranno consigli utili per iniziare  stampare in 3D completamente da zero. Supportati da esperti provenienti dal connubio dei due mondi, cercheremo di dare risposta alle molte domande e anche alcuni piccoli consigli per non prendere le inevitabili fregature iniziali per chi si avvicina a un settore nuovo. All’interno di questa categoria che troverà ampio spazio anche tra le pagine della rivista Dronezine, cercheremo di dare spunti e idee per quegli accessori che possano essere utili alla vita di tutti i giorni del nostro drone preferito. Metteremo a disposizione una libreria scaricabile gratuitamente con porta camere, gimbal a mano, eliche o altri parti di ricambio, arrivando sino a telai interi per droni.

drone-stampato-in-3d

Micro drone con telaio stampato in 3D come da progetto su http://www.thingiverse.com/thing:1221911

Essendo novizi anche noi, ci avvarremo del supporto di, Paolo Pinsone, un esperto stampatore, anziano modellista e dronista. Paolo inoltre è l’amministratore del gruppo che sempre più spesso citeremo in questa rubrica e cioè: Stampa 3D per i comuni mortali.

Parleremo anche della teoria che regola le principali operazioni di stampa 3D, ovvero i principi di base che permettono al disegno su computer o alla scansione effettuata tramite scanner in 3D, di essere trasformato in uno speciale codice e inviato alla stampante. Ma per avere un risultato accettabile, bisogna farsi le dovute esperienze. Al contrario di una normale stampante per computer, non è sufficiente assicurarsi di avere la carta inserita e di avere le cartucce dell’inchiostro cariche.

La nostra avventura nel mondo della stampa in 3D inizia dopo aver atteso per quasi due anni, e nascondendo le timide attese di avere una stampante in 3D a disposizione per realizzare accessori per i droni. Attesa durata due anni e sempre procrastinata per i soliti motivi: mancanza di spazio, costo eccessivo, poca salubrità dell’ambiente di lavoro. Poi a novembre di quest’anno, una offerta irrinunciabile e forse irripetibile: dalla Cina una stampante 3D dal costo davvero provocante: 150 euro spedita e sdoganata.
L’offerta presentata poco prima del Black Friday, la giornata buona per fare acquisti online o di persona, compariva sulle pagine di Facebook e come pubblicità di Google praticamente su tutti i siti e riguardava la stampante Anet A8 clone della Prusa I3. Fatte le dovute ricerche e comunque dando un calcio nel fondoschiena della signora prudenza e cautela, si finisce per cliccare sulla offerta di GearBest, noto rivenditore di elettronica internazionale e comprare il kit in scatola di montaggio.

anet-a8-clone-prusa-i3-700

L’attesa è stata lunga, quasi 30 giorni prima che il trasportatore consegnasse il pacco abbastanza ingombrante e abbastanza pesante, ma con gli oneri doganali già assolti dal venditore. Inutile cercare di resistere, nonostante le feste natalizie fossero oramai alle porte. L’apertura del pacco costituito da un paio di cartoni e una notevole quantità di polistirolo non si poteva rimandare. Nei tre scomparti separati dal bianco involucro, risiedevano davvero tanti pezzi di svariate dimensioni, oltre che i 4 motori, l’elettronica di controllo, il display LCD, cavi cavetti e alimentatore.

Lo scopo di questi articoli è anche quello di avvicinare coloro che possono essere titubanti relativamente a questa nuova materia, così come lo eravamo noi, completamente sprovveduti e a digiuno anche delle più normali nozioni di stampa. Una volta sistemati tutti i pezzi su un tavolo veniamo presi dallo sconforto, non ci sono istruzioni di montaggio, solo una fotocopia delle connessioni elettriche verso la scheda di controllo che al suo interno contiene i driver e i transistor di potenza che permettono ai motori passo passo di muoversi, il microprocessore che governa tutto il sistema, le tensioni in uscita per l’estrusore e per il piatto o letto riscaldato.

Nelle caratteristiche della Anet A8, risultava essere presente il letto o piatto riscaldato, che per le estrusioni di materiali come l’ABS risulta una condizione “sine qua non”; mentre per il meno tossico e meno resistente PLA è opzionale. Comunque se si lavora in ambiente freddi, il piatto riscaldato settato a 60 gradi, anche per il PLA male non fa.

Passato il disappunto iniziale, diamo il via ai vari tutorial presenti in rete e troviamo ben 9 video che spiegano sin dall’inizio come assemblare questo clone cinese. Il link a dire il vero si trova anche sul sito di GearBest, nella pagina dedicata a questa stampante 3D.
La costruzione avviene con qualche intoppo, nel nostro caso ci cade un piccolo pezzettino che costituisce il supporto di un motore da una altezza di quasi 1 metro e immediatamente si rompe. Il materiale che costituisce il telaio della stampante è acrilico, una specie di plexyglass, molto duro, ma poco resistente. Nella fase iniziale occorre spellicolare i pezzi che sono di colore nero lucido, prima di iniziare a metterli insieme seguendo le istruzioni del bravo e paziente David Dan autore del video. A proposito ecco il link.https://www.youtube.com/watch?v=AXyZLaHBEMQ

Qualche pezzo mancante, ma attrezzi presenti nella dotazione della stampante

Sempre in fase di montaggio abbiamo riscontrato la mancanza di un grano, una vite particolare che va inserita nel giunto congiunziine di uno dei 2 motori dell’asse Z. Nonostante siano state eseguite le opportune ricerche e viste le festività natalizie, abbiamo optato per una soluzione radicale e forse poco elegante, ma certamente risolutiva. Abbiamo preso una vite con un passo simile, la abbiamo tagliata a misura con un trapano a disco, un Dremel per gli addetti ai lavori e abbiamo risolto un problema costruttivo. Da segnalare la ampia presenza di attrezzi per il montaggio: 2 cacciaviti uno grande interscambiabile tra piatto e croce, un piccolo solo a croce, una serie di chiavi a brugola, una chiave inglese una pinza troncatrice e un set di fascette.

La costruzione è andata avanti senza intoppo se non che ogni tanto bisogna osservare il PDF con le istruzioni aggiornate, presente dentro all’adattatore USB micro SD presente nella confezione. Il modello di stampante di David Dan, differisce per alcune cose. Ad esempio il sistema di tendi cinghia dell’asse X è stato modificato. Ora si usa mettere solo un paio di viti avvitate nel supporto acrilico, si tende la cinghia e si lega su se stessa con una fascetta. Il sistema non ci fa impazzire, ma questo è quello che passano i frati cinesi – il convento.

Prestando molto attenzione ai cablaggi, controllando che i cavi non interferiscano con il normale movimento dei motori e dei carrelli, si procede abbastanza spediti. Nel nostro caso, ci abbiamo messo quasi 7 ore, con notevoli e inopportune interruzioni quali il pranzo di Natale, la vigilia, e il Santo Stefano. Comunque si arriva prima o poi al punto nel quale è necessario collegare la presa di corrente alla spina di casa.

Si verifica, prima, che la tensione fornita dall’alimentatore sia quella di 220 Volt e si da fuoco alle polveri. Nel nostro caso non è successo nulla perché per errore abbiamo collegato tutti e due i fili al negativo. Trovato e sistemato subito il problema, finalmente vediamo il display LCD accendersi e la ventola iniziare a girare.

lacca-nastro-carta-per-adesione-stampa-3d

nastro carta e colla stick oppure vetro a lacca per capelli, sono due metodi per far aderire l’oggetto da stampare al piatto

Un altro consiglio gratuito che possiamo dare è quello di non staccare il nastro adesivo situato nella parte del bed o piatto con l’alluminio. Esse serve da protezione, ma anche e sopratutto per stamparci sopra. nel nostro caso abbiamo dovuto testare soluzione alternative. Soluzioni che poi sono quelle adottate dalla maggior pare degli stampatori. O si usa il nastro carta con la colla a stick da carta, oppure un piano di vetro da almeno 4 mm dimensioni cm. 22×22, meglio se temperato o borosilicato. Se non si superano i 50/60 gradi tipici necessari alla stampa del PLA, si può usare anche un vetro normale dal contro di circa 7 euro contro i 40 euro di quello temperato.

Consumi, temperature e criticità della elettronica.

Su molti gruppi Facebook, alcuni utenti, anche se a noi sembra uno solo, si sono lamentati del fatto che la stampante abbia preso fuoco e che alcuni cavi sotto dimensionati, abbiano intaccato alcuni connettori del piatto riscaldato. Abbiamo quindi effettuato alcune prove di tensione e temperatura per capire se ci siano effettivi rischi in tal senso.

stampa-2d-anet-a8-preso-fuocoUsando un termometro istantaneo a infrarossi abbiamo in più occasioni, durante l’utilizzo intensivo della stampante, misurato le temperatura delle alette di raffreddamento situate sui mosfet che forniscono potenza ai motori passo passo e anche all’alimentatore generale. Il processore rimane sempre sui 20 gradi e alcuni mosfet o meglio le alette raffreddanti di alcuni transistor di potenza, arrivano a malapena a 38 gradi. Temperatura più che accettabile considerando i 19/20°  della stanza. Magari in estate tale temperatura potrebbe crescere, ma rimane sempre entro un certo range di sicurezza. Per l’alimentatore che sempre alcuni utenti considerano poco affidabile, abbiamo letto invece una temperatura di 30 gradi.

Abbiamo quindi voluto capire, visto che la sezione dei cavi che vanno verso l’estrusore e il piatto non è particolarmente grande, quale fosse il consumo generale della scheda. Abbiamo quindi collegato una pinza amperometrica in corrente continua, attenzione quelle economiche su Ebay leggono solo corrente alternata; e abbiamo visto un picco di 10/11 ampere. Il consumo non è continuo data la natura del funzionamento dei motori passo passo. Quindi i 20 ampere erogati dall’alimentatore dovrebbero essere sufficienti. Sempre sui gruppi consigliano di saldare direttamente alcuni cavi di maggiore diametro sulla piastra del HotBed, cosa fattibile e non troppo onerosa, ma non necessaria sul modello a nostra disposizione. La sicurezza non è mai troppa e gli incendi non piacciono a nessuno invitiamo altri possessori di Anet A8,i a presenziare durante le stampe e anche se non in possesso di un termometro di passare un dito sulle alette e  verificare come in effetti la temperatura sia molto bassa.

Migliorie e accessori indispensabili

Come per tutte le cose, sopratutto considerando che stiamo parlando di una stampante 3D entry level che potrebbe essere utilizzata anche per la stampa di pezzi per i droni, si possono effettuare alcuni miglioramenti. Secondo lo stile di vita del perfetto stampatore, esistono in rete sul sito Thinginverse ad esempio, moltissimi pezzi da stampare per aumentare le prestazioni della Anet A8.

porta-bobina-anet-a8-700
Per prima cosa suggeriamo di stampare i supporti da inserire all’interno della bobina del filo. Uno dei motivi che possono mettere in crisi l’esito di una buona stampa è certamente la difficoltà del motore dell’estrusore di trascinare il filo. La bobina che nel nostro caso ha un diametro interno di 52 mm. necessita di una riduzione a 8 mm, che è il diametro della vite di supporto da inserire nel telaietto di acrilico in dotazione al kit.

Dopo aver realizzato questi, certamente e con poca difficoltà si potrà procedere a stampare uno o due anellini che servono a far seguire al filo un percorso obbligato e quindi a far sforzare il meno possibile il complesso dell’estrusore. Per completare l’opera un piccolo copri vite che serve a sbloccare la molla dell’estrusore per cambiare il filamento.
A seguire consiglierei: telaio copri elettronica per la scheda di controllo con predisposizione di ventolina di raffreddamento e stessa cosa per l’alimentatore.
Per i più tecnici certamente un sistema, ce ne sono diversi che seguono differenti filosofie di funzionamento, per i tendicinghia dei due assi: X e Y. Sempre per chi lo desidera ci sono anche i sistemi anti Whobble sull’asse Z, che dovrebbero impedire oscillazioni che possono rovinare la stampa.

Come lavora la stampante 3D Anet A8?

Diciamo che se settata a dovere, funziona benino. Certo non è una stampante professionale e necessita spesso di calibrazioni e tarature, ma per 150 euro e se si è interessati a questo mondo certamente è un muletto che serve per farsi le ossa.
Detto questo, che problemi abbiamo avuto? Non pochi; ad esempio il processo di calibrazione e arricciamento del filo caldo, o poca aderenza sul piatto. Che poi sono conseguenze nella maggioranza dei casi, di una errato livellamento del piatto di stampa o eccessiva distanza del ugello sul piatto.

Come si arriva a capire quale sia la misura giusta? Si leggono i forum, si cerca di farsene una ragione poi o si incontra un Paolo Pinsone a caso che da appassionato ti spiega che tra il piano, sia esso riscaldato o meno e l’ugello estrusore deve passare un foglio di carta, arrivando quasi fino a farlo strisciare e poi si leva qualche decimo di millimetro. Oppure sono guai.

faccia-y-ok-con-cinghia-tensionata-700

a sinistra il cubo realizzato con la cinghia lenta e destra il risultato con la cinghia alla giusta tensione

Sul nostro esemplare ad esempio chiarito il problema della distanza, avevamo un asse del classico cubetto XYZ usato per le calibrazioni, con una faccia che veniva sempre male e sempre quella. Sempre il buon samaritano Paolo e il suo gruppo Facebook, ci ha spiegato che il problema avrebbe potuto derivare da una o più cinghie tirate male: troppo o troppo poco.

Come sapere quale tensione applicare alle cinghie di trascinamento?

Paolo Doc Pinsone suggerisce di muovere il piano con gli stepper disabilitati e prestare attenzione  ai piccoli rumori a scatti provocati dal movimento dei motori. Se non avvengono subito, allora  bisogna tirare la cinghia.
A tutti queste difficoltà hardware vanno sommate quelle informatiche e per le quali troveremo risposta nei prossimi articoli grazie ad una serie di domande e risposte che rivolgeremo al nostro esperto.

Pro e Contro della stampante 3D, Anet A8

Tra i pregi:

  • certamente il basso prezzo
  • il fatto che sia un clone di una stampante ultra conosciuta, si trovano moltissimi pezzi per gli upgrade già disegnati sul sito Thinginverse o similari
  • meccanica di facile comprensione
  • piatto riscaldato

Nella lista dei difetti segnaliamo:

  • una costruzione meccanica non troppo robusta.
  • la difficoltà oggettiva di tendere le cinghie di trascinamento, esistono infatti diversi kit di upgrade. Le barre filettate sull’asse Y non sono mai perfettamente in squadro e loro geometria potrebbe essere migliorata. Upgrade stampabile anche per questo problema.
  • Livellamento del piatto da eseguire frequentemente
  • scorrevolezza non esemplare, mancando i cuscinetti, sugli assi X e Y

Conclusione della recensione. Consigliamo la stampante 3D Anet A8 clone Prusa I3?

Direi che se ci si vuole avvicinare al mondo della stampa 3D, se si vogliono conoscere i meccanismi che fanno la differenza nella difficile arte di realizzare un buon prodotto rispetto a uno scadente , se vuole fare scuola, o comunque spendere poco, certamente è un oggetto per i quali 150 euro sono ben spesi. Se costasse 400 o 500 euro forse si potrebbe scegliere di meglio, ma per questa fascia di prezzo è imbattibile. Al momento della scrittura di questo articolo su GearBest costa intorno ai 200 euro.
Per ora godiamoci questa stampante 3D Anet A8 clone Prusa I3 e iniziamo a produrre pezzi per i nostri droni volanti.

 

 

 

6644 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: