Lo scoop di Statewatch: la UE ha speso 400 milioni in un piano segreto sui droni

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Statewatch, un gruppo internazionale impegnato sul fronte delle libertà civili, lancia la bomba: l’Unione europea ha investito 400 milioni in un piano segreto sui droni di sorveglianza senza consultare l’Europarlamento. Per i contribuenti italiani si tratta di un esborso da circa 50 milioni, E la stessa Statewatch ha scoperto anche un fondo segreto da 70 milioni inserito nel budget europeo sul controllo del traffico aereo per dare “priorità politica”  allo sviluppo di droni per la sorveglianza delle frontiere, polizie europee e servizi di sicurezza.

“Nonostante i gravi rischi sulle libertà civili e la privacy che derivano dall’uso dei droni, non c’è stato un solo voto del parlamento europeo su questa materia” afferma Ben Hayes, uno degli autori del rapporto di Statewatc. La ricerca ha messo in evidenza che “almeno una dozzina” di funzionari europei ha ricevuto premi per il proprio “sforzo e contributo personale” in materia di droni da parte di Unmanned Vehicle Systems (UVS) International, una lobby che rappresenta i produttori di ricognitori robot. Statewatch ha anche identificato un fondo di almeno 315 milioni per finanziare ricerche europee su droni per la difesa e la sorveglianza.
Non ci scandalizza per nulla che l’Europa investa in droni ricognitori, ma preferiremmo che lo facesse alla luce del sole; già nell’opinione pubblica i droni sono visti come assassini robot sinistri e micidiali, se poi le autorità europee li finanziano da carbonari, senza trasparenza, allora qualche dubbio sulle reali intenzioni degli euroburocrati viene anche a noi.

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