TwoDots Raven, prova in volo di un interessante drone low cost

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Abbiamo testato il drone best seller di TwoDots, piccolo drone consumer da 130 euro, con barometro per la gestione della quota e una bona camera 720p. Ecco come va.

PREZZO: 129,99 sito ufficiale, ma solo 98,49 euro su Amazon

vsicmontatoTwoDots è un’azienda di Varese che sta andando molto forte nei piccoli droni consumer da centro commerciale. Macchine di successo, tanto che il Natale appena trascorso il marchio lombardo ha superato Parrot in volume di macchine vendute nella GDO, cioè in pratica i reparti elettronica dei centri commerciali. Un successo costruito con macchine molto economiche ma dai buoni contenuti tecnici, e sensibilità nei confronti della sicurezza. tanto che, in virtù di un accordo di syndication con DronEzine, il manuale #IoVoloSicuro della nostra Casa editrice è stampato e accluso in tutte le confezioni dei droni TwoDots.

FLIGHTIl drone Raven (corvo in inglese) è stato il best seller TwoDots del Natale scorso, e ben rappresenta la filosofia TwoDots: una macchina semplice, robusta, facilissima da usare. E mantiene le sue promesse, e cioè farci divertire con poca spesa. Certo, niente a che vedere con i gioielli prosumer da mille euro e oltre. I motori sono a spazzole, mancano i sensori per l’hovering di precisione, manca qualsiasi tipo di stabilizzazione dell’immagine, meccanica o digitale. Ma d’altronde, parliamo di un drone da 129 euro compresa la radio, che si guida sia con il cellulare sia con il radiocomando. Che, a proposito, è una solida radio a 2,4 GHz, con un range più che buono, il produttore dichiara 50 metri ma li abbiamo superati di gran lunga nelle nostre prove senza problemi.

Dettagli di stile

bilanciaIl drone pesa davvero poco, 135 grammi in ordine di volo, con la batteria LiPo da 500 mAh 3,7 volt che garantisce un’autonomia di 7-8 minuti. Un design minimale ed elegante, nero come l’uccello da cui prende il nome, ha dei dettagli che ci sono piaciuti subito. Prima si tutto lo sportellino delle batterie. Può sembrare na banalità, ma spesso i droni giocattolo hanno sportellini indecenti, duri da a aprire e fragili, mentre il Raven ha uno sportellino di gran lusso, che si apre e si chiude senza problemi. Ci è piaciuto assai anche il fatto che la camera si può orientare a mano prima del decollo, in modo da decidere se vogliamo riprendere più terra o più cielo. Buono il carrello, molto robusto, un po’ infelice invece a posizione del microscopico interruttore di accensione, incassato tra carrello e camera, abbiamo dovuto cercarlo per un po’ prima di capire come accendere il dronetto.

Due binding e siamo per aria

SELFIE

Selfie del Masali ripreso dal Raven (clic per ingandire)

Per volare bisogna innanzittutto scaricare la app TwoDots Raven, per iOS o Android. Una app intuitiva e molto facile da capire, dove troviamo belli ordinati tutti i tasti virtuali necessari al volo e per le riprese video. Il binding avviene come sempre connettendosi alla rete WiFi della macchina, TwoDots consiglia di mettere il telefonino in modalità aereo e poi accendere il WiFi, tanto per non essere scocciati da telefonate o notifiche delle altre app mentre si vola, ed è un ottimo consiglio. Dopo di che si deve bindare la radio a 2,4 GHz, semplicemente muovendo lo stick del gas.
Il binding non ci ha maI dato problemi, né quello della radio né quello del cellulare.

 

Primo decollo

In volo nella cucina del Masali

In volo nella cucina del Masali

Fatti i binding, si può volare. In realtà il drone può essere pilotato anche solo con il cellulare o solo con la radio, ma a noi gli stick piacciono di più delle ditate, probabilmente per ragioni anagrafiche. E  mettendo il cellulare nel supporto fisso della radio si ha il meglio dei due mondi: un ottimo video di ritorno di quello che inquadra la camera di bordo sullo schermo del telefonino e la comodità degli stick e dei pulsanti fisici della radio. Oltretutto, i pulsanti (virtuali) per fare foto o riprendere video sono solo sul cellulare, non sono disponibili sulla radio. E questa è un cosa che ci è piaciuta poco, avremmo preferito poter riprendere anche se il telefonino magari si è scaricato o l’abbiamo lasciato a casa.

Potenza del barometro

Schermata della app di controllo

Schermata della app di controllo

E’ incredibile quanto sia comodo avere un barometro per mantenere automaticamente la quota. L’asse Z, quello del su-e-giù, è il più ostico e difficile da gestire per un principiante: non solo perché per sua natura, senza barometro, il drone tende a perdere quota ogni volta che si inclina per spostarsi avanti, indietro, a destra e a sinistra, a causa dell’ovalizzazione della proiezione delle eliche rispetto al terreno che fanno perdere portanza alla macchina. Ma anche perché la gestione della quota ha sempre un suo ritardo dovuto all’inerzia del drone, quindi il principiante tende fatalmente all’overcontrol. Una situazione complicata, che possiamo sintetizzare così: il drone scende, il pilota da gas, il drone scende lo stesso per via dell’inerzia, il pilota da più gas finché il drone non sale troppo, il pilota allora toglie gas, il drone sale lo stesso per via del ritardo alla risposta dei motori, ne toglie troppo e viene giù come un sasso. Senza barometro ci vuole allenamento, pazienza e autocontrollo per superare questa fase e imparare a dosare il gas indipendentemente da quello che il drone combina in quel preciso momento. Con il barometro invece tutto ciò appartiene al passato: non solo il Raven non perde neanche un centimetro di quota quando si inclina, ma sale e scende esattamente come ci si aspetta che faccia usando lo stick del gas, senza il ritardo che porta all’overcontrol, ci pensa la logica di bordo a dosare le accelerazioni in modo da copiare fedelmente quello che facciamo con lo stick. Una piccola magia, per chi viene dall’elimodellismo e ha sempre dovuto combattere con l’inerzia sull’asse Z.

Decollo e atterraggio automatico
landIl barometro consente un’altra piccola comodità: il decollo e l’atterraggio automatico. Si attiva con un pulsante della radio oppure cliccando sull’icona della app, a scelta. Il drone si alza e sta fermo a un metro di quota aspettando comandi.
L’atterraggio, sempre automatico, funziona allo stesso modo, con lo stesso pulsante. Oppure, in modo molto naturale, tirando tutto in basso lo stick del gas. Il drone scende molto lentamente, fin troppo per i nostri gusti, e si posa delicatamente a terra. A dire il vero, il più delle volte appena toccato terra si ribalta, ma vabbé, non è elegante ma non succede assolutamente nulla.

Ci fidiamo così tanto del barometro e della precisione del Raven che il primo decollo lo facciamo alla pista 01 del jet Propulsion Lab di DronEzine, cioè il tavolo della cucina del Masali. Che è piccola, angusta e ingombra di pentolame. Oltre ad avere un lampadario strategicamente piazzato proprio sul sentiero di decollo del drone. Insomma l’ultimo posto dove uno sano di mente farebbe il primo volo di un drone che non conosce, ma il Masali come sempre fa di testa sua, e vi lasciamo alle immagini del filmato in apertura per vedere come è andata (sempre che il Masali non abbia tagliato dal filmato gli altri dieci tentativi dove il drone si è spiaccicato da qualche parte, ne sarebbe anche capace). Il drone è molto stabile, anche se l'”hovering automatico” ci sembra promessa da marinaio: nella cucina del Masali il drone sta ragionevolmente fermo, ma all’aperto la musica cambia. Ed è logico: per mantenere la quota il barometro è eccellente, ma per mantenere la posizione gli accelerometri fanno quello che possono, ci vorrebbero i sensori ottici che montano i droni più sofisticati (e li hanno anche i giocattoli del concorrente Parrot, ad essere sinceri). Cioè una telecamera che guarda in basso e si comporta esattamente come il sensore ottico di un mouse, “leggendo” gli spostamenti del drone rispetto al suolo, per rimetterlo subito in carreggiata. Il Raven non ce li ha, quindi se c’è vento tende a derivare portato dalla brezza. Comunque pilotarlo è davvero facile, consigliamo di partire dalla velocità più bassa (ce ne sono due, selezionabili sia dalla radio sia dalla app) se non si è mai pilotato nulla prima, e il drone si rivela davvero amichevole e piacevole da volare. Per i principianti c’è anche la funzione headless, quella che permette di evitare di trovarsi i comando rovesciato quando il drone punta verso di noi: diciamo che funziona, e questo non è affatto scontato su un drone privo di GPS come il Raven.

Qualità di foto e riprese

Fotogramma di una ripresa del Raven

Fotogramma di una ripresa del Raven

Questa è la nota dolente di tutti i droni giocattoli, e il Raven non fa eccezione. La camera è superiore alla media, la risoluzione non è male (720p) e i colori sono saturi, lo apprezziamo anche nell’urfida giornata di metà febbraio in cui abbiamo svolto i test. Come si vede dal filmato, anche nella scarsa illuminazione dell’antro del Masali la camera non va in crisi, i colori sono naturali e il rumore ragionevole. Ma la mancanza di qualsiasi tipo di stabilizzazione delle immagini, sia quella meccanica del gimbal sia quella digitale, si sente eccome. Le immagini sono sempre ballerine, e il fatto che il drone sia così leggero e quindi per sua natura un poco in balia delle correnti,  non aiuta. Ma per quello che il drone deve fare, cioè farci divertire e condividere sui social le riprese delle nostre scampagnate, va più che bene. Le immagini e le riprese vengono salvate su una schedina microSD (non inclusa) e via app si possono trasferire tramite WiFi al cellulare, per poi spedirle su qualsiasi social ci aggradi. Oppure, si possono scaricare su un computer, un tablet o quel che ci pare usando l’adattatore (incluso) tra microSD e USB.

Dimensioni 36x36x11cm
Massa al decollo 135 g
Batteria 1S 3,7 V 500 mAh LiPo
Autonomia 7/8 minuti
Camera 2 MP, foto 1280×720 2 MP
Link controllo 2,4 GHZ e/o WiFi per pilotaggio con smartphone, 50 m raggio
Sensori Giroscopio 6 assi, barometro

 

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