Svizzera: WWF contro i droni che spaventano gli animali

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Non siamo contro i droni, – spiega il Wwf Svizzera – anzi li adoperiamo anche noi contro i bracconieri o per controllare animali a rischio di estinzione che non possiamo avvicinare. Però in quel caso si tratta di esemplari di taglia più grande che non si spaventano, e i droni che usiamo sono tendenzialmente silenziosi. In Svizzera al momento non esiste una regolamentazione, per questo Wwf ha voluto sollecitare le istituzioni a regolamentare l’uso dei droni, soprattutto nelle aree di quietanza in montagna”.

Alcuni volontari avrebbero riferito l’aumento di episodi in cui i droni, pilotati da operatori o semplici appassionati, abbiano sorvolato aree protette nell’area dell’Alpstein, che si estende fra l’Appenzello e il canton San Gallo. Il problema è che i droni, in questi casi, si sostituiscono alla presenza fisica dell’uomo nell’ambiente, disturbando gli animali non solo per via del rumore prodotto (che a seconda del modello può arrivare anche a 70 decibel), ma anche solo con la loro presenza, persino nel caso dell’ombra che proiettano sul terreno. È successo che i branchi di animali, ad esempio i camosci, si siano spaventati e dati alla fuga, consumando inutilmente delle energie vitali che in inverno, con il freddo, la neve e la scarsa disponibilità di cibo, si sforzano invece di centellinare.

Di diverso avviso la Federazione svizzera droni civili, che ricorda come su una vasta area dell’Alpstein sia già in vigore il divieto di sorvolo, e che punta invece il dito contro i grandi eventi che hanno luogo nella regione o i numerosi parapendisti.

Il problema però non sembra riguardare solo le aree protette, già interdette per legge agli esseri umani anche in base ai periodi dell’anno (inverno, riproduzione), ma in senso lato il discorso della sopravvivenza coinvolge tutti gli animali selvatici che vivono al di fuori di esse, per i quali le autorità possono al massimo fare affidamento sul buon senso dei piloti.

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