Oklahoma: i padroni di casa potranno abbattere impunemente i droni che volano sulle loro proprietà?

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Giorni fa abbiamo condiviso su Facebook il breve video di una signora che si accorge di un drone che vola vicino casa sua e tenta di abbatterlo con tutto ciò che ha a tiro.

Basta fare un salto su Youtube per scoprire che sono davvero molti i video del genere, in cui i droni filmano in diretta delle persone che tentano di colpirli (ricordate il video della ragazza colta a prendere il sole in topless in terrazzo?). Spesso si tratta di gente comune che vede minacciata la propria privacy da un oggetto volante che invade lo spazio aereo della sua proprietà, finendo spesso vicino alle finestre come se il pilota volesse effettivamente sbirciare all’interno.

Video: drone filma ragazza che prende il sole in topless

In molti casi, insomma, la reazione di queste persone appare motivata e comprensibile, e potrebbe a breve persino diventare legalmente giustificata, se è vero che in America, nello stato dell’Oklahoma, al Senato è arrivata una proposta di legge che, in caso di ragionevole timore per la propria privacy, intende accordare l’immunità civile ai padroni di casa che distruggono i droni che volano sulla loro proprietà privata.

senatore ralph shortey

Il Senatore Ralph Shortey, promotore della proposta di legge anti-droni

Il promotore dell’iniziativa è il senatore Ralph Shortey, che nel presentare il documento ha ricordato un episodio del 2015, in cui il drone che volava per conto di un’associazione animalista venne abbattuto durante un evento di tiro al piccione tenutosi per raccogliere fondi per il senatore Jim Inhofe. In quel caso, il drone stava filmando la manifestazione mentre volava in una proprietà privata.

Il testo della proposta di legge è semplice e chiaro. All’interno si legge che “La persona, che possiede o controlla una proprietà privata, che volontariamente danneggia o distrugge un drone che si trova sulla superficie o sui locali della sua proprietà, o comunque all’interno del suo spazio aereo privato, non diversamente regolato dalla Federal Aviation Administration, non deve essere ritenuta civilmente responsabile per i danni arrecati alla proprietà altrui“.

“Non importa come danneggi quella cosa”, ha dichiarato il senatore Shortey. “Come privato cittadino, hai una ragionevole aspettativa di privacy sopra tua proprietà, dove il pubblico non può avere accesso e che si trova al di sotto dei 400 piedi di altezza” (circa 120 metri).

Il testo non specifica il modo o il mezzo col quale il drone “intruso” possa essere danneggiato. Ad esempio non chiarisce se possa trattarsi di un colpo di arma da fuoco (soluzione sempre molto popolare negli USA), di una semplice rete o di un altro oggetto. Allo stesso tempo, però, Shortey precisa che la proposta non assolve in nessun modo la persona che compie un’attività criminale, come ad esempio scaricare un’arma da fuoco in luoghi e in casi in cui è proibito, se non per difesa personale.

La classica “Americanata”

Dobbiamo prepararci a vedere legalizzato “il tiro al drone” sulle proprietà private americane? Fortunatamente sembra di no. Nonostante il problema reale della tutela della privacy da cui prende le mosse, infatti, la proposta di Shortey appare decisamente esagerata.

È addirittura il Presidente del Consiglio del Governatore per i Sistemi Aerei Unmanned, Stephen McKeever, ad osteggiare la misura proposta da Shortey, chiamando in causa in difesa dei droni proprio quella vecchia e inadeguata definizione presente nel regolamento americano, che li classifica come “aircraft” e che finisce spesso per considerare un piccolo quadricottero alla stregua di un aeroplano. McKeever ricorda che è contro le leggi federali abbattere un aeroplano, e sottolinea pure come una legge come quella proposta da Shortey incoraggi l’uso di armi da fuoco all’interno di aree residenziali, che va contro le leggi dello stato. Non solo, perché la proposta anti drone sostiene che l’intruso possa essere colpito e abbattuto a qualsiasi altitudine, il che è chiaramente in contrasto con le regole federali dello spazio aereo, per cui è competente la FAA. Infine, conclude McKeever, “La proposta offre un’impressione molto negativa dell’Oklahoma, perciò il Consiglio si oppone fortemente”. Entro un paio di settimane circa, tempo in cui Shortey ha detto che porterà la questione ai voti, sapremo come andrà a finire.

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