L’alleanza dei produttori di droni non digerisce il nuovo regolamento canadese

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Il nuovo regolamento canadese sui droni ricreativi è stato un fulmine a ciel sereno. Di colpo, gli aeromodellisti canadesi si sono ritrovati al cospetto di una normativa molto più rigida, entrata in vigore con effetto immediato e che prevede multe fino a 3 mila dollari in caso di infrazione.

Il Ministro dei trasporti canadesi Marc Garneau, convinto che questo cambiamento non avrà ripercussioni sull’industria dei droni commerciali, ha motivato le nuove regole col bisogno di combattere “L’uso spericolato dei droni che sta mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini canadesi”, visto anche l’aumento del numero di avvistamenti di droni in volo nei pressi degli aeroporti, ma un provvedimento del genere – peraltro comparso in modo così improvviso –  non poteva non suscitare le polemiche di molti addetti del settore.

drone manufacturers alliance

Ad esempio non si è fatta attendere la risposta della DMA (Drone Manufacturers Alliance), associazione creata dai principali attori del settore come DJI, Parrot, 3DRobotics e GoPro, che – sottolineando che in Canada non risulta una sola collisione confermata tra un drone e un aereo – ha duramente condannato il nuovo regolamento. Secondo la DMA, le nuove regole porteranno un aumento del tutto trascurabile in termini di sicurezza, mentre limiteranno pesantemente la possibilità dei canadesi di esplorare e fotografare il loro paese, e di insegnare ai loro figli la scienza e la tecnologia.

“Queste improvvise regole, imposte senza alcun input da parte delle decine di migliaia di responsabili piloti di droni canadesi, colpirà l’innovazione e l’educazione senza un corrispondente miglioramento della sicurezza”, ha dichiarato Kara Calvert, direttore dell’associazione di lobby. La stragrande maggioranza dei piloti canadesi volano in sicurezza e responsabilmente, e saranno soprattutto loro quelli che verranno colpiti dalle nuove restrizioni, non il piccolo numero dei piloti che già hanno violato la precedente normativa. I nostri anni di esperienza mostrano che la tecnologia e l’educazione offrono una soluzione migliore di un divieto scritto frettolosamente”.

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