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Vale la pena approfittare di dei dati forniti da questo studio per tracciare una fotografia aggiornata dell’intero settore mondiale dei droni, con un focus specifico sull’ambito professionale italiano.
Il settore dei droni a livello mondiale
A livello globale, le applicazioni di droni censite tra il 2019 e il 2022 sono 1137, +27% nel 2022. Nel segmento operativo, l’unico che al momento genera profitti e costituito da droni medio/piccoli in grado di svolgere attività a valore aggiunto per i settori più tradizionali, i casi applicativi sono 823 (il 72% del totale) di cui il 31% è in fase di sperimentazione, il 31% con un utilizzo una tantum, il 18% in fase operativa e il restante 20% dichiarazioni di intenti e interessi preliminari.
Le principali applicazioni dei droni nel mondo includono:
- ispezioni e sopralluoghi (43%);
- sicurezza e sorveglianza (18%);
- ricerca-soccorso (12%);
mentre per quanto riguarda i settori l’utilizzo principale è suddiviso principalmente fra:
- Pubblica Amministrazione (38%);
- salvaguardia ambientale (19%);
- intrattenimento e media (10%).
Rispetto agli anni precedenti ci sono da registrare le prime applicazioni che prevedono il contatto tra drone e superfici o oggetti, come la manutenzione (15 casi) e la raccolta (2 casi). Tra questi, vale la pena sottolineare che a fare da traino sono le applicazioni dei droni nell’agricoltura, come ad esempio la raccolta di frutti dalle piante.
Il trasporto di merci e persone

Il segmento costituito da droni di grandi dimensione conta 314 applicazioni, di cui l’82% riguarda il trasporto di merci con droni e il restante 18% il trasporto di persone. L’Italia è al secondo posto per numero di casi (9%), dopo gli Stati Uniti (25%), seguita dal Regno Unito (6%) e dall’Australia (5%). Anche nel mercato italiano stanno iniziando ad affacciarsi droni di dimensione molto importante (superiore ai 100kg di peso al decollo) utili per lo sviluppo di servizi in ottica di Advanced Air Mobility. Nel corso del 2022 sono stati registrati su d-flight 5 UAS con queste caratteristiche, di cui 2 europei e 3 cinesi.
I progetti di Advanced Air Mobility (AAM), con droni più grandi in grado di effettuare trasporti di beni e persone, sono 314 (il 28% del totale): l’82% riguarda il trasporto di merci con droni e il restante 18% il trasporto di persone.
Come spiega Marco Lovera, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata, “Il 2022 è stato un anno cruciale per il mercato professionale dei droni. Se da un lato il valore del mercato operativo non è ancora esploso e il mercato dell’Advanced Air Mobility non ha ancora iniziato a generare ricavi per le imprese, diversi Paesi europei e l’Unione Europea stessa hanno iniziato a delineare strategie e roadmap per l’introduzione di servizi con droni: sono cresciute le sperimentazioni, sono nati ecosistemi in grado di mettere a fattor comune le competenze dei singoli attori e le imprese hanno iniziato a comprendere in modo più chiaro i benefici che questa tecnologia può portare alle loro attività”.
E come si colloca l’Italia nel mercato globale dei droni, sia in generale che nello specifico ambito AAM?
Il mercato italiano
Il confronto con gli altri Stati europei
L’ecosistema italiano risulta essere ben posizionato rispetto ad alcuni importanti mercati europei. Secondo gli 11 Paesi rispondenti alla survey erogata con JEDA, il valore del mercato professionale italiano è paragonabile a quello di Germania e Portogallo e superiore rispetto a quello di altri 6 Paesi tra cui la Francia. Anche in termini di numero di attori, il nostro ecosistema risulta essere più ampio rispetto a quello di 8 Paesi, anche se più piccolo rispetto ai mercati francese e finlandese.
Advanced Air Mobility in Italia
L’Italia è tra le nazioni più avanti su questo fronte, un ambito ancora acerbo che per il momento attira grandi investimenti, senza però generare profitti per le imprese interessate, ma che nei prossimi tempi vedrà sviluppi sempre più frequenti e concreti. Dopo che l’anno scorso abbiamo finalmente registrato il primo test di volo di drone eVTOL per il trasporto di persone presso l’Aeroporto di Roma Fiumicino (con annessa inaugurazione del primo vertiporto italiano, uno dei 6 attualmente attivi a livello mondiale), la roadmap prevede a breve di effettuare le prime dimostrazioni nel 2024, sempre nella capitale, in occasione del Giubileo, mentre l’obiettivo finale è quello di rendere il servizio operativo nel 2030, trasportando passeggeri in 20 minuti dall’aeroporto al centro cittadino.
Paola Olivares, Direttore dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata, riassume la situazione con queste parole: “L’Italia sta assumendo un ruolo di primo piano nel panorama europeo trainando lo sviluppo del segmento dell’Advanced Air Mobility grazie a forti investimenti, sperimentazioni concrete e programmi per l’introduzione dei servizi, a partire da dimostrazioni in eventi a grande visibilità come il Giubileo del 2024 e le Olimpiadi invernali del 2026. Nel prossimo futuro sarà però fondamentale la conversione delle strategie e delle sperimentazioni in piani e progetti operativi in grado di portare sul mercato servizi innovativi”.
Le imprese italiane
Secondo i dati della ricerca, nel nostro Paese si contano 706 imprese attive nel settore droni, numero sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (nel 2021 erano 713 del 2021), ma in controtendenza rispetto alla crescita di valore. Nel complesso, le imprese sono così suddivise:
- 81% operatori;
- 8% produttori di piattaforma;
- 11% distributori, produttori di software, integratori e produttori di payload.
Sono invece quasi 60.000 i droni registrati sul portale d-flight dal 2020 ad oggi, (13.921 nel 2022), di cui il 92% per droni a uso ricreativo e solo l’8% per droni a uso professionale in imprese e PA. Gli operatori registrati e attivi in piattaforma a dicembre 2022 sono 87.007 (+34% rispetto al 2021).
Voli BVLOS
Sono quelli in cui il drone viene pilotato ad una distanza che non permette al pilota remoto mantenere il contatto visivo diretto e costante con il velivolo, e anche su questo fronte possiamo registrare buone notizie. Nel corso del 2022 infatti ENAC ha autorizzato 27 sperimentazioni contro le 11 del 2021, dato che testimonia la volontà di investire in questo ambito, fondamentale per lo sviluppo del trasporto di merci e persone.
Abbiamo parlato di un caso concreto di volo BVLOS in occasione dell’operazione di sorvolo e acquisizione di 80 km di linea elettrica nella zona Vignola, in provincia di Modena (trovate qui la nostra intervista a Mattia Ventimiglia).
Cosa pensano le Imprese
Infine c’è anche lo spazio per le aspettative, con lo studio che fotografa un settore più maturo, consapevole e ottimista sul futuro:
- solo il 14% delle imprese ha difficoltà nel comunicare i benefici della tecnologia nel rapporto con i clienti (nel 2019 era il 28%);
- il 78% degli attori del settore reputa il mercato in forte crescita entro i prossimi 3 anni;
- il 60% delle imprese ritiene che il mercato dell’Advanced Air Mobility avrà uno sviluppo dirompente entro i prossimi 5 anni;
- il 35% delle aziende sostiene che i loro clienti hanno scarsa conoscenza delle possibili applicazioni, contro il 50% dell’anno precedente*.
Un sunto della situazione lo fa Cristina Rossi Lamastra, Responsabile Scientifica dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata, che afferma “Dopo alcuni anni di stallo, nel 2022 si iniziano a raccogliere i frutti delle molte attività, di imprese e istituzioni, per sviluppare il settore. Da un lato, si stanno sviluppando ecosistemi di competenze che raggruppano attori della domanda, dell’offerta e istituzioni per tradurre le attuali sperimentazioni in servizi operativi. È questo il caso della creazione del primo spazioporto nazionale presso l’aeroporto di Taranto-Grottaglie che ha l’obiettivo di sviluppare progetti di Advanced Air Mobility e legati all’attività spaziale”.
Non mancano le difficoltà, tra cui quelle legate alla normativa e in particolare alle autorizzazioni e relative tempistiche, non ritenute idonee all’erogazione dei servizi. Un altro aspetto sollevato è l’assenza di fondi o incentivi governativi a livello nazionale per attivare progetti innovativi, con la principale alternativa rappresentata dal programma UE Horizon Europe e quindi dai bandi della UE, che finora ha messo sul piatto oltre 1 miliardo di euro e pubblicato 362 bandi per lo sviluppo di progetti con droni. Di questi 22 sono stati attivati nel corso del 2022 per un valore complessivo di oltre 86 milioni di euro e altri 12 (40 milioni di euro) sono in attivazione nel 2023.
In generale, comunque, anche sul fronte normativo e strategico l’Italia è più avanti della media, visto che l’ENAC è stata la prima Authority in Europa ad aver steso un Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata. Oltre a noi, degli 11 Paesi europei rispondenti alla survey erogata in collaborazione con JEDA, finora solo la Germania ha già sviluppato un piano. Francia e Irlanda lo stanno realizzando, il Portogallo ha un forte interesse sul tema, mentre i restanti 6 Paesi ritengono questo mercato ancora troppo immaturo per pianificare degli investimenti.
(*Si ringrazia la dottoressa Barbara Balabio, del Politecnico di Milano School of Management, per l’assistenza fornita per un chiarimento)




