Marco Ferrara: Il mio drone sulla Stramilano

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Di Sergio Barlocchetti

Il giornalista aerospaziale Sergio Barlocchetti incontra per DronEzine  Marco Ferrara, giovane operatore riconosciuto che ha volato sulla Stramilano nel bel mezzo del centro della metropoli milanese. L’abbiamo intervistato per capire come ci sia riuscito. E scoprire che è stato molto più semplice di quanto si potesse pensare.
(foto di Massimo Lari)

Di questi tempi vedere un Phantom che volteggia tra piazza Duomo e il Castello Sforzesco è cosa rara: tra security, permessi e corrdinamento molti operatori avrebbero desistito. Ma non Marco, titolare di HighView, che incontriamo per sapere – davvero – come sia andata.


DSC_0120Dronezine: Chi è Marco Ferrara, come ti sei avvicinato al mondo APR e da quanto operi in questo settore?
Marco Ferrara: Quest’anno compirò 36 anni, sono di Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Sono laureato in ingegneria informatica e da sempre sono appassionato di modellismo dinamico, ho cominciato da bambino con le automobiline Mini 4WD, con le quali facevo anche le gare, per poi passare alle macchine radiocomandate). Tre anni fa il titolare dell’azienda per cui lavoravo mi chiese d’informarmi su “questi droni” poiché era interessato ad acquistarne uno. Dopo molte ricerche su internet capii di che cosa si trattasse ma non trovai lo spunto per iniziare. L’anno successivo, un’associazione di cui tutt’ora faccio parte ebbe l’idea di riprendere dall’alto una banda musicale durante l’esibizione nel campo sportivo locale, trovai così lo stimolo per acquistare il mi
o primo modello, molto economico, senza conoscere la normativa né quanto potesse essere difficile pilotare un drone, ma iniziai a fare le mie prime prove nei campi vicino casa. Scoprendo che mi piaceva, ma scoprii che le riprese nel campo sportivo non si sarebbero potute fare sia per la normativa, sia per la difficoltà del volo. Nel febbraio 2016 ho acquistato il mio Phantom 3 e ho iniziato a fare le mie uscite da “appassionato”. Successivamente mi sono iscritto a un gruppo Facebook dove ho trovato molti appassionati come me. Ho scoperto così il mondo delle abilitazioni e, nella giungla delle risposte contrastanti alla domanda “Ma il Phantom può considerarsi un Aeromodello?” decisi che, anche se il mio scopo principale non sarebbe stato lavorarci, conseguire l’attestato di pilota sarebbe stato utile. Dal giugno 2016 sono operatore riconosciuto per le cosiddette operazioni non critiche, e da settembre 2016 sono abilitato per il volo in ambiente urbano.
17692842_1864623346888577_1289879626_oD: Dove ti sei formato, quante missioni hai compiuto per lavoro finora?
M.F.: Ho avuto la fortuna di avere vicino casa la scuola volo AGV di Senago (si parla di maggio 2016 ora é centro di addestramento APR Enac.CA.APR.033), e sapendo che a breve non si sarebbe più potuto prendere nessun attestato a causa della celebre “riapprovazione delle scuole” mi iscrissi al volo. Nel mio logbook ho circa 140 missioni, quasi tutte con la dicitura “allenamento”; parlare di lavoro un po’ mi fa sorridere anche ora; anche facendomi pubblicità non ho trovato i potenziali clienti che facevano la fila per fruire di un servizio con il drone. Diciamo che la mia prima missione importante in ambiente critico è stato il parco EXPerience (ex area Expo 2015 Milano), dove ho fatto le riprese dell’Albero della vita, ed ora la Stramilano 2017.
D: Quale è stato il tuo investimento finanziario per diventare operatore?
M.F.: Considerando il mercato e la percezione che si ha del pilota ho speso anche troppo. Tra scuola, visita, assicurazione, manuali eccetera ho investito una cifra vicina a 1.500€.
DSC_0149D: Veniamo all’attualità, una missione nuova: contattato via Facebook per volare sulla stracittadina. Come è accaduto?
M.F. : Faccio parte del gruppo facebook DJI Phantom Italia, molto frequentato, e un giorno, durante la pausa pranzo, tra le notifiche compare un post che chiede: “Esistono dronisti autorizzati a volare in centro a Milano durante una manifestazione pubblica?” Conoscendo il tenore di questi post ho riso pensando all’ennesimo “flame”. Quando ho visto che l’autore non scherzava più e non riceveva risposte sensate ho provato a contattarlo in privato chiedendo chiarimenti. Da lì in poi è iniziato il tutto.
DSC_0350D: I tuoi interlocutori avevano bene in mente che cosa significasse assumere un professionista?
M.F.: Il mio primo contatto, Giacomo, è un appassionato e un po’ di regole le conosceva, quando poi ho parlato con l’organizzazione ho dovuto affrontare l’argomento semplificando quello che comportano le riprese con drone. Credo che il problema maggiore in Italia non sia la regolamentazione e, come ho dimostrato, seppure non senza difficoltà si possono eseguire operazioni anche complicate. Purtroppo la quasi totale ignoranza da parte dei non addetti ai lavori rispetto a ciò che è un drone e la sua normativa, vengono quasi sempre richieste riprese video sopra le persone e, a volte, diventa difficile spiegare il perché non si possono fare. Il risultato è che quasi sempre il cliente rinuncia alle riprese aeree.
17622583_1864622596888652_958494346_oD: Milano: volare in un contesto affollato è stato diverso dal solito?
M.F.: Non a livello tecnico, ma per tutto ciò che mi circondava. Fare un volo in Duomo, in un paese, piuttosto che in un campo, non cambia la tecnica di pilotaggio, la preoccupazione e la tensione derivano dal contesto oltre anche dalla presenza dello staff da coordinare e per l’importanza dell’evento e della sua popolarità.
D: C’era qualcosa in particolare che ti preoccupava?
M.F.: Il mio unico timore era l’infiltrazione di persone nell’area delle operazioni che, soprattutto in una manifestazione di questo tipo, sono difficili da controllare. Tanto che il mio staff era composto da nove addetti che si occupavano di mantenere la sicurezza.
D: Per Volare legalmente nel pieno centro di Milano quanto hai impiegato e quanto denaro hai speso per ottenere i permessi? E a chi li hai dovuti chiedere?
M.F.: Per quanto riguarda i permessi mi sono attenuto alle indicazioni che mi venivano date man mano che effettuavo i passaggi. Il primo contatto è stato con Enac, Sezione Sapr di Roma, che mi ha detto di contattare la persona competente dell’area di appartenenza. Quest’ultima, molto disponibile e competente, mi ha seguito in tutto il processo indirizzandomi a tutti gli altri enti: Enav, Prefettura e Ministero della Difesa. Per quanto riguarda le tempistiche e la preparazione della documentazione sono stato occupato quasi per un mese, ho inviato 26 tra email e Pec, oltre a tutti i contatti telefonici. I costi sono stati solamente quelli dei diritti Enac per l’accettazione della pratica, 94 euro.
DSC_0140D: Quali le limitazioni richieste dai vari enti?
M.F.: A parte le limitazioni dettate dallo scenario critico tipo S01, Enav ha richiesto un’altezza massima di 40 metri dal suolo (Agl). Non che salire oltre questa altezza sia impossibile, ma i tempi per richiedere il Notam sono di gran lunga superiori rispetto a quelli di cui disponevo.
D: Quali accorgimenti hai adottato per la mitigazione del rischio?
M.F.: Un cavo di vincolo sovradimensionato rispetto ai criteri forniti da Enac, per la ripresa della partenza della corsa dei 10 Km, per il resto, come già detto, uno staff di nove persone e diverse aree segregate. La fortuna è stata anche avere a disposizione l’App Ground Station Pro di DJI che mi ha semplificato di molto la gestione del Geofencing.
D: Come hai preparato il tuo APR il giorno prima della missione?
M.F.: Gli ho controllato la pressione dell’olio, che il radiatore fosse pieno…. scherzo! Ho impostato nell’applicazione Ground Station Pro le missioni Virtual Fence oltre che a tutti i controlli di rito che effettuo prima di ogni missione (telaio, viti, motori, eliche, batterie, eccetera).
D: Quali sono stati e come valuti tuoi i risultati artistici?
M.F.: La risposta a questa domanda l’ho chiesta a Giacomo Costa, regista del video della Stramilano: “Le riprese realizzate col drone sono state fondamentali per spezzare il ritmo serrato che ho scelto per il montaggio e dargli respiro, raccordare i diversi momenti della giornata e mostrare al meglio la moltitudine di runners che ha invaso Milano.”
D: Un pregio e un difetto del Regolamento attuale?
M.F.: Un pregio, direi che ho dimostrato che rispettare il regolamento, nonostante tutti i vincoli e fare riprese in sicurezza in piazza Duomo con una moltitudine di gente sia possibile, quindi non penso ci sia molto da aggiungere. Più che del regolamento sono rimasto sorpreso dal personale di Enac che mi ha seguito durante il processo di autorizzazione: non mi hanno mai ostacolato né creato problemi all’operazione. Un difetto? Sicuramente la troppa documentazione da creare.
DSC_0112D: In questo momento di stasi del settore, che cosa vorresti modificare del regolamento Enac?
M.F.: Come dicevo, la troppa documentazione da creare che può scoraggiare. A volte diventa davvero difficile spiegare la motivazione dei compensi al cliente; tra sopralluoghi, analisi del rischio eccetera, per un volo di dieci minuti ci vogliono quasi tre giorni di lavoro e molti potenziali clienti rinunciano al servizio con il drone o lo fanno fare a chi non compila tutte queste carte. Se conto i preventivi che ho inviato dall’inizio dell’anno, solo questo della stramilano è andato a buon fine. Addirittura alcuni potenziali contatti mi hanno risposto: “Ma cosa vuoi che sia, vieni lì, fai bzzzz bzzzz per dieci minuti e scendi, 50€ sono già tanti.”
D: Un consiglio per chi comincia oggi?
M.F.: Differenziate la vostra attività e spingetevi a fare anche quello che nei centri di formazione dicono sia impossibile. Tutti, addetti e non addetti ai lavori, mi avevano scoraggiato nell’affrontare il volo su Milano, dichiarato quasi impossibile. Eppure sono qui a raccontarlo.
D: Vuoi ringraziare qualcuno?
 M.F.: La mia compagna Alessandra che mi supporta, e anche un po’ sopporta, ascoltando tutte le mie “menate”. Poi tutte le persone che sono venute in mio aiuto facendo parte dello staff, tra i quali Diego, Salvatore, Fabrizio, Alessandro, Gionata, Gaia e, ultimo ma non per importanza, Massimo Lari che con le telecamere di DroneChannelTv.com ha documentato tutta la missione in modo discreto e senza interferire con le mie operazioni.
Sergio A. Barlocchetti
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