Triphibian WL Toys, drone giocattolo anfibio low cost

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Tre giocattoli in uno: drone, macchinina radiocomandata e barchetta. Un giocattolo davvero ben riuscito, naviga e vola molto bene, mentre le corse a terra sono possibili solo sull’asfalto. Che volere di più per 62 euro?

Schermata 2017-04-11 alle 17.13.18Estate, voglia di giocare con l’acqua. E se possiamo giocarci con un drone, meglio ancora. Abbiamo quindi accolto con interesse la macchina che il sito TomTop.com ci ha proposto di recensire, il Triphibian di WlToys, brand cinese ben noto nel settore dei giocattoli radiocomandati. Un drone dal prezzo decisamente conveniente, 71 euro, che diventano 62,02 per i lettori di DronEzine che usano il coupon di sconto CXDYZL20.

Il Triphibian ci arriva in una bella scatola di cartone robusto, in cui troviamo la macchina, la radio (in 2,4 GHz), il caricabatterie, un set di eliche di ricambio e persino il cacciavite, oltre a uno scarno figlio di istruzioni in inglese e cinese. Il drone ha una certa massa, quasi 400 grammi, ed è molto robusto. Il telaio è in plastica, mentre gli scafi – uno centrale e due galleggianti laterali che nascondono anche delle piccole ruotine per correre sull’asfalto – sono in una schiuma simile al polistirolo ma più morbida e robusta, scelta che condividiamo visto che  ogni grammo risparmiato è una piccola vittoria, su un done giocattolo. I motori sono a spazzole, e ci sta su una macchina di queste caratteristiche.

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Niente camera? Ci mettiamo la nostra

IMG_8920Il drone non ha una telecamera, quindi per le nostre prove usiamo una piccola action cam cinese, una delle cosiddette keychain (“portachiavi” in inglese), camere piccole ma adeguate ai nostri scopi. Oltretutto quella che abbiamo noi, e che ha volato su un sacco di droni, sappiamo essere molto buona, in fullHD e ben superiore come qualità di ripresa alle solite camere che montano i giocattoli volanti cinesi. Ce ne sono di più piccole e pratiche, la nostra ormai ha qualche annetto, e pesa ben 40 grammi, il 10% del peso del drone: ce la farà a portarla per aria? Qualche dubbio ce l’abbiamo, ma come possiamo vedere dal filmato in realtà il Triphibian è piuttosto potente e la camera non gli da nessun fastidio. Visto che non abbiamo l’esigenza di fare riprese particolari, ma solo di documentare le nostre prove, attacchiamo la camera con il velcro robusto al tetto del drone. In questo modo la camera inquadra anche eliche e muso, ma pre quel che dobbiamo fare non è un problema. Volendo si può sollevarla di qualche centimetro costruendo una torretta in polistirolo, senza esagerare con l’altezza. Oltretutto qualche centimetro più in alto significa anche maggior protezione dagli spruzzi, il che male non fa visto che la nostra camera non è stagna. In fondo, che manchi la camera non è detto che sia un difetto: meglio poter scegliere la camera che più ci piace che non doverne per forza comperare una modesta insieme al drone. Ci resta la curiosità di scoprire se può portare in aria anche una GoPro session: sono 74 grammi, un po’ tanti, ma chissà…

Radio

RM4213GR-EU-5Sulla radio c’è poco da dire: una onesta radio giocattolo a 2,4 GHz, con una portata ragionevole, tutta in plastica, in mode 2. Si alimenta con sei pile stilo (non incluse) ha un display monocromatico facile da leggere, più i led per lo stato delle pile. Si impugna ragionevolmente bene e fa bene il suo dovere. Non ha funzioni di flip, le acrobazie, probabilmente perché vista la massa non trascurabile del drone e la reattività non da urlo dei motori a spazzole, potrebbero essere pericolosi.

Non avendo una camera, e quindi un ritorno video, una volta tanto il cellulare non ci serve: come ai vecchi tempi dell’aeromodellismo, radio e modello, altro non serve.

Carichiamo le batterie

IMG_8919Per garantire la tenuta stagna dello scafo, non c’è modo di aprire il drone e accedere alle batterie. La carica avviene attraverso uno sportellino stagno in gomma, molto convincente, che nasconde sia il connettore per la carica sia il pulsante per l’accensione. Ciò significa che non possono essere sostituite le batterie, e nemmeno portarsene al campo più di una: una volta che è scarico, fine del gioco. A meno di non tovare una presa di corrente dove infilare il caricabatterie: quello fornito con il drone ha solo la spina per la corrente di casa, ma naturalmente nulla vieta di usare un caricabatterie per modellismo. La batteria è una 7,4 volt da 1200 milliampére, sufficienti per 6/7 minuti di volo. Per la ricarica completa, usando il carichino in dotazione, occorrono due ore.

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Pronti? Via!

Il drone con le eliche in posizione "corsa", inclinate in avanti per correre, navigare e saltare. Ma volendo ci si può anche volare.

Il drone con le eliche in posizione “corsa”, inclinate in avanti per correre, navigare e saltare. Ma volendo ci si può anche volare.

Caricate le batterie e messo pile nuove alla radio, andiamo al laghetto per fare le prove sul campo. E scopriamo qual è il segreto che consente al drone di correre, navigare e volare: sono i bracci dei motori posteriori, che possono inclinarsi in avanti grazie a un pulsante sulla radio (in alto a sinistra). Le posizioni sono due: avanti (incinazione 45° circa) e verticale, come qualsiasi altro drone. Quando le eliche sono inclinate in avanti, il drone corre e naviga. ma volendo anche vola, nulla vieta di decollare con le eliche in posizione “corsa”, anche se il volo in questo caso avrà sempre una notevole componente di spinta in avanti e sembra una via di mezzo tra quello di un drone e un aeromodello ad ala fissa. Inoltre, la manovrabilità è molto limitata. Ma il bello è che si può passare da “corsa”a “drone” anche in volo! In compenso, navigando o correndo con le eliche in “corsa”, il drone può fare degli eleganti salti sull’acqua o sulla terra, mantenendo un assetto fortemente cabrato che aiuta anche a non ingavonare quando si rituffa nell’acqua. Molto divertente.

Speedy Gonzales
wheelsCominciamo la nostra sessione di prove con quello che ci rende più scettici: riuscirà il nostro piccolo drone a correre davvero sull’asfalto, con quelle ruotine così minuscole? Uomo di poca fede, ce la fa eccome. E va pure veloce, anche se non dobbiamo esagerare a pestare sul gas sennò decolla. A terra va bello dritto, il raggio di curvatura è abbastanza ampio e come previsto ci stufiamo subito, ci sono obiettivamente macchinine più divertenti, ma comunque il test è passato, per correre, corre.

E allora una sterzata verso il laghetto e splash, vediamo come naviga. Anche in acqua il piccolo drone se la cava bene: un vero motoscafo, dalla corsa elegante, e se diamo gas come abbiamo visto salta e decolla dall’acqua.

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navigazioneUna cosa molto interessante è che se si alzano i bracci posteriori mentre si naviga, il drone può fare anche marcia indietro in acqua. Una cosa che può toglierci da situazioni fastidiose, se si incaglia in un’ansa troppo stretta per decollare, tra le canne o magari sotto un pontile. naturalmente è una manovra da fare sulle uova, per evitare decolli non voluti.

La navigazione è piacevole, rilassante e il drone può prendere velocità interessanti senza decollare, certo se pestiamo troppo decolla, ma non è certo un problema, anzi.

In volo

Ammaraggio un po' troppo "deciso" visto dalla camera di bordo

Ammaraggio un po’ troppo “deciso” visto dalla camera di bordo

Va da sé, la cosa che più ci incuriosiva era scoprire come se la cavasse in volo il nostro Triphibian appesantito dalla telecamera. E dobbiamo dire che vola bene. I bracci molto alti, una necessità per tenere le eliche e soprattutto i motori fuori dall’acqua, regalano una grande stabilità al drone, abbassandone di molto il centro di gravità. Non è molto reattivo, massa e resistenza si sentono, ma vola bene ed è molto stabile, il che è importante quando si vola anche per fare videoriprese. La massa rende l’atterraggio abbastanza delicato, specie in acqua, dove un eventuale ribaltamento potrebbe rendere difficile il recupero del mezzo. Abbiamo fatto decolli e atterraggi sia con i bracci in posizione drone sia in posizione corsa, e per gli ammaraggi sull’acqua forse la posizione corsa è più indicata: una certa componente di moto traslato in avanti rende più sicuro il contatto con l’acqua, senza contare che in questo modo di volo il drone è in assetto molto cabrato, quindi non c’è rischio di ingavonare e cappottare. Nonostante il peso aggiuntivo della camera, il drone non ha nessuna difficoltà a decollare dall’acqua, né verticale né in corsa, e una volta per aria ha una bella riserva di potenza per tutte le situazioni di volo.Sentiamo comunque la mancanza di una funzione di atterraggio automatico.

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E dunque?

imagesPer una sessantina di euro, il drone ci ha divertito e fatto passare un piacevole pomeriggio al laghetto. Il pensiero inevitabilmente va al drone aliscafo di Parrot, l’Hydrofoil Minodrone. Dimensioni simili, entrambi acquatici, entrambi privi di telecamera. Ma le similitudini si fermano qui: a parte che costa tre volte tanto, il Parrot ha di bello che è un aliscafo, è un piccolo gioiello di ingegneria. Ma non vola: il drone è solo un accessorio, per volare bisogna staccarlo dallo scafo. Sostanzialmente, il Parrot è un piccolo aliscafo radiocomandato che come propulsione usa un quadricottero, che tra l’altro non è davvero il massimo per l’efficienza. Il Triphibian è invece un vero e proprio drone idrovolante, vola eccome, e ha anche una radio vera, a nostro avviso ben più ergonomica del cellulare come sistema di guida. Insomma macchine diverse, forse un paragone non sarebbe nemmeno giusto farlo. Ma ad essere sinceri, ci è piaciuto di più il cinesino. 

Tra i pro ci mettiamo sicuramente le ottime doti in volo e in aria, la potenza dei motori che non hanno difficoltà a portare in aria anche il peso aggiuntivo della telecamera, il geniale sistema di orientamento dei motori posteriori sia a terra sia in volo, il meccanismo di chiusura stagna di presa e interruttore.

Tra i contro, il fatto che non si possa cambiare la batteria senza imbarcarsi in operazioni di chirurgia maggiore, la mancanza di una camera integrata e il fatto che non ci sia una funzione di atterraggio automatico, che su un idrovolante sarebbe davvero gradita.

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