Ponte di Rialto, sequestrato altro drone di un turista

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Ancora droni a Venezia; non è solo Piazza San Marco ad attirare i turisti con le loro telecamere volanti, ma anche il ponte di Rialto che a quanto pare fa innamorare non solo le giovani coppie, ma anche gli appassionati turisti stranieri muniti di droni per le riprese aeree.

Venezia – succede sempre più spesso che ignari (?) turisti, finiscano per venire pizzicati dalla Polizia Municipale, piuttosto che dai Carabinieri come in questo caso, e si vedano sequestrare il drone con il quale più o meno coscientemente svolazzavano sopra i canali della città lagunare.

Stando a quanto riportato da Venezia Today martedi verso le 15 un giovane turista ventenne statunitense è stato prima individuato anche grazie all’aiuto di alcuni passanti che lo avevano visto armeggiare con il velivolo a pilotaggio remoto e poi denunciato.
Con la violazione delle norme ENAC che regolano tutta la navigazione aerea comprensiva quindi anche dei velivoli pilotati remotamente, gli è stata sequestrato il drone utilizzato per le riprese del ponte di Rialto.

Servono segnalazioni e cartelli con i divieti indicanti le No Fly Zone per i droni

Venezia è una bellissima città, così come altrettanto lo sono Roma e Firenze e moltissime altre cittadine o località del nostro Bel Paese  e oramai notizie di confische di droni da parte delle autorità nei confronti di turisti stranieri, sono quasi all’ordine del giorno.
la legge non ammette ignoranza, questo è vero, ma se l’ENAC in primis, e a seguire anche le amministrazioni locali, iniziassero a fare una campagna di informazione, iniziando già dai principali scali aeroportuali, proseguendo quindi con cartelli, adesivi o altri mezzi di comunicazione, brevi e incisivi nei luoghi di maggiore interesse, forse il fenomeno potrebbe essere ridotto.

No Drone Zone sulla capitale Washington

esempio di cartello con divieto di volo per i droni emesso dalla FAA americana

Un semplice “Qui non so può volare con i droni” in due o tre lingue con una bella grafica, al pari dei cartelli con scritto divieto di fare fotografie nei musei o altri luoghi dove vigono simili divieti, sarebbero certamente più utili che non le attuali confische o pene pecuniarie – ammesso che siano state applicate – nei confronti degli stranieri amanti della fotografia aerea.

 

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