ICAO vuole le torri di controllo per i droni

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ICAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per la navigazione aerea a livello mondiale, ritiene sia venuto il momento di integrare per davvero i droni nello spazio aereo. E a Settembre annuncia un simposio per fare il punto sulle tecnologie che possono far s^ che le torri di controllo si prendano in carico anche i nostri droni

Il nome del simposio è tutto un programma: “Drone Enable”, abilitare i droni, e si terrà il 22 e 23 settembre nel quartier generale di ICAO a Montreal, in Canada. Lo scopo dichiarato è quello di dar fiducia agli investitori che intendono scommettere sullo sviluppo del settore unmanned, ed è aperto a Stati, organizzazioni interstatali, università, industria che sono invitare a presentare i loro risultati e le loro esperienze nel settore UTM, che sta per unmanned aircraft traffic management systems.

L’integrazione dei droni nelle rotte degli aeroplani vede coinvolte organizzazioni del calibro della NASA, che è forse la realtà più avanti nella ricerca e sviluppo, ma anche le grandi authority aeronautiche come l’americana FAA e l’europea EASA sono d tempo convinte che sia venuto il momento di affrontare di petto la questione: in particolare negli USA con l’iniziativa NextGen e in Europa con SESAR, entrambe tese allo stesso obiettivo: rivoluzionare il controllo del traffico aereo per far sì che i droni possano essere gestiti dalle reti di controllo aereo, ma in modo totalmente automatico, per evitare di aumentare il già alto carico di lavoro dei controllori di volo umani.

Transponder, radio e geofencing

Nella visione di ICAO, il primo mattone fondamentale per poter costruire il traffico aereo del futuro è l’identificazione remota dei droni, che dovranno avere una specie di transponder a bordo, che peraltro è previsto nella normativa ENAC per i SAPR(i droni professionali) e per tutti nella bozza del regolamento europeo EASA che dovrebbe sostituire i regolamenti nazionali, ENAC compresa, nel 2018. Ma non basta: i droni dovranno avere a bordo sistemi di comunicazione per ricevere le istruzioni dalla torre di controllo e comunicare con lei e sistemi di geofencing per evitare automaticamente gli spazi arei interdetti; anche il geofencing è previsto e regolamentato nella bozza EASA.

L’ingresso dei droni nello spazio aereo di tutti è considerato fondamentale per abilitare operazioni al momento proibite, come per esempio il trasporto di pacchi a distanza e naturalmente i droni passeggeri, che stanno rapidamente diventando una realtà, almeno a livello di prototipi, con l’ingresso nell’arena dai aziende come eHang, Airbus e per ultima Toyota.

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