Droni ostili: ENAC rinnova l’intesa con la Polizia di Stato

Nel panorama attuale, in cui i droni sono sempre più diffusi e si parla sempre più spesso del fatto che possano essere utilizzati anche per scopi criminali, mettendo a rischio la sicurezza pubblica, cresce la necessità di controllo efficace e dello sviluppo di sistemi di riconoscimento standardizzati che consentano una veloce consultazione delle banche dati da parte delle autorità.

In quest’ottica, nella giornata di ieri, ENAC ha rinnovato il “Protocollo d’Intesa” già siglato l’anno scorso con la Polizia di Stato. Il documento è stato firmato dal Direttore centrale anticrimine, Prefetto Francesco Messina, e dal Direttore Generale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, Alessio Quaranta.

L’intesa è finalizzata alla pubblica sicurezza, che in questo caso specifico significa agevolare l’individuazione di droni ostili e facilitare l’accesso, da parte delle Sale operative delle Questure, alle informazioni in possesso dell’Ente sui droni e rispettivi piloti.

Come riporta il sito dell’ENAC, “Da quando è stata formalizzata la collaborazione tra le due Amministrazioni, le Sale operative degli Uffici prevenzione generale e soccorso pubblico delle Questure, hanno standardizzato procedure d’intervento attraverso una specifica istruzione operativa”.

Si tratta di una felice conferma del passo in avanti e della bontà del lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno sui due fronti coinvolti, visto che nel commento all’intesa siglata nel 2022 con la Polizia di Stato l’ENAC affermava che “Il documento, di natura sperimentale, individua, tra le altre cose, le procedure di accesso da parte delle sale operative delle questure, per finalità di pubblica sicurezza, alle informazioni disponibili in tema di registrazione dei droni e dei relativi piloti”.

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