Dopo un periodo di apertura alla pubblica consultazione, durante il quale sono stati raccolti circa 90 commenti provenienti da produttori UAS, operatori, istituti di ricerca e autorità nazionali dell’aviazione, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea ha annunciato di aver rilasciato le nuove linee guida per determinare i livelli di rumore dei droni nella categoria “Specific” con un peso inferiore ai 600 kg.
Il documento, liberamente consultabile e scaricabile direttamente sul sito ufficiale di EASA a questo link, contiene un insieme di criteri e procedure armonizzate per misurare il rumore dei droni impiegati in operazioni a basso e medio rischio nella categoria “Specific”.
Non solo, perché oltre alle linee guida EASA ha messo a disposizione anche:
- un modello utile a chi voglia fare un rapporto sul rumore per inviarlo a EASA via email all’indirizzo noise@easa.europa.eu, indicando [UAS Noise] nell’oggetto dell’email (link al file)
- e un foglio di calcolo adatto a facilitare le procedure di adeguamento del rumore (link al file).

Con questa mossa, EASA conferma la sua attività in prima linea nell’intento di normare il rumore prodotto dai droni (e dagli altri velivoli eVTOL come gli air taxi) che nel prossimo futuro voleranno nelle nostre città nell’ambito della AAM (Advanced Air Mobility), un aspetto che non solo avrà oggettivamente un impatto significativo, ma che peraltro era stato sempre identificato come una delle più diffuse preoccupazioni da parte dei cittadini nelle risposte ai (pochi) sondaggi fatti sul futuro dei droni in Europa.
Vale la pena sottolineare che queste linee guida investono esclusivamente i droni operanti nella categoria Specific, anche perché i droni usati in categoria Open devono già sottostare a un livello massimo di decibel per ottenere la marcatura CE (potete vedere in foto la la marcatura e il numero dei decibel del DJI Mavic 3 Pro).




