DJI Europe presenta a Roma il nuovo drone DJI Spark, prime impressioni

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Precisiamo subito che questa non è una recensione del drone DJI Spark, bensì un resoconto che seppur basandosi su considerazioni tecniche, conta molto sull’aspetto emozionale derivante dalle prime prove, dalle prime impressioni visive e anche di pilotaggio del nuovo e piccolo selfie drone della nota azienda produttrice asiatica DJI Innovation.

La presentazione di oggi 1 giugno si è svolta nella prestigiosa sede di Villa Dino sulla via Appia antica a Roma. Evento dedicato ai soli operatori mediatici e interamente sponsorizzato da DJI Europe. Prestigiosa la sede, memorabile il contesto storico, professionale e attento il personale della ristorazione, gentile, cordiale, disponibile e preparato il team tedesco di DJI Europe che ha condotto in maniera magistrale la presentazione del drone DJI Spark.

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Ringraziamenti più che doverosi oltre che per l’ospitalità, ma anche per la pazienza e la disponibilità di tutti i tecnici e responsabili commerciali, nel rispondere alle mille domande, tutt’altro che banali, poste dai vari inviati delle testate giornalistiche e blog online.

Gesture mode, solo scenografiche o davvero utili?

Le prime demo si sono focalizzate per le specifiche e il target al quale è dedicato il piccolo drone della casa cinese DJI, ovvero i selfie aerei. Il comando con le gesture, con i movimenti con le mani, possono certamente essere considerati un feature aggiuntiva forse non necessaria dai piloti più smaliziati. Ma confessiamo che capiti i semplici movimenti da impartire al drone, senza usare il radiocomando e nemmeno lo smartphone ne siamo rimasti incantati.
Al pensiero di quale tecnologia ci sia dietro a un semplice movimento della mano, che se inquadrata dalla camera dello Spark gli imporrà di salire o scendere di quota, piuttosto che spostarsi in avanti o indietro e a destra o sinistra, ci lascia a dir poco a bocca aperta.
Siamo davvero di fronte alla terza generazione di droni.

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Siamo passati dalla stabilizzazione ottenuta con i giroscopi e gli accelerometri, al posizionamento in quota con l’uso dei barometri, coadiuvati dai GPS e dalle telecamere puntate in basso magari con gli ultrasuoni per un hovering perfetto negli ambienti chiusi Si sono aggiunti i sensori per il rilevamento degli ostacoli, il rilevamento facciale e l’Active Tracking, per finire con il riconoscimenti di gesture predefinite che permettono ai nostri piccoli robot volanti di eseguire comandi predefiniti e alcune modalità di volo.

Una fantasia se pensata solo 4 anni fa, una realtà che oggi si chiama Spark
.
Va detto che i gesti non sono sempre perfettamente interpretati dal ultimo nato di casa DJI, ma bisogna considerare il notevole assembramento di persone dietro al pilota, la notevole luce esterna, la non perfetta padronanza nel’eseguire i comandi, insomma direi che rispettando questi parametri e facendo un bel sorriso prima di farsi riconoscere il volto, la Gesture Mode, funziona molto bene e si può far allontanare il drone o richiamarlo con un saluto di addio o di benvenuto. Return to home in caso di perdita di segnaleatterraggio sulla mano, se fatta passare sotto allo Spark.

Link al video del test con le gesture mode

Buona sicuramente la app per la gestione dello Spark, ma che non abbiamo analizzato con attenzione. Certi del fatto che si porti dietro tutte le peculiarità della esperienza DJI in tal campo, con tutte le funzioni oramai tipiche, Active Tracking, Orbit e altre modalità di volo tipicamente cinematografiche sulle quali ritorneremo a tempo debito.

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La buona fede e sopratutto fiducia del pilota ufficiale e DJI è stata messa a dura prova, quando abbiamo chiesto di provare il DJI Spark con il piccolo e leggero radiocomando che poi in realtà è un piccolo amplificatore del segnale WiFi dello smartphone. Fiducia ricompensata avendo riconsegnato il quadricottero in condizioni perfette. appena presa un attimo di confidenza con la risposta dei comandi, davvero troppo lenta per i nostri gusti in modalità ATTI, ma certamente adeguata per un pilota alle prime armi, lo abbiamo messo in modalità sport mode e la guida è risultata davvero molto gradevole e simile ad altri multirotori dedicata ad attività diverse dalle semplici riprese aeree.

Nel video in testa all’articolo il pilota DJI esegue alcuni passaggi spingendo al massimo il DJI Spark, e si possono apprezzare l’ottima manovrabilità e il buon rapporto motori eliche.

Cosa ci ha lasciato perplessi?

Come già detto non siamo amanti del pilotaggio dei droni con devices touch screen, sopratutto se il link radio è presente solo sulle bande del WiFi: 2,4Ghz o 5,8Ghz. Il parco di Villa Dino era un paradiso per la radiofrequenza, ma in un qualsiasi contesto cittadino o urbano in genere la congestione su tali bande potrebbe essere tale da farne perdere il controllo e ci pare che ad inizio demo, sia successa proprio una cosa del genere.

Nessun problema in ogni caso lo Spark o ritorna al punto di Home o se ne rimane bello fermo nel punto nel quale ha perso il link, dipende probabilmente dai settaggi del software che come dicevamo, non abbiamo ancora analizzato.

Una piccolezza, sicuramente migliorabile, nella modalità Gesture Mode, non si effettuano video, ma solo foto.

Il prezzo, capiamo che si tratti di un prodotto molto innovativo, ma avendo il polso dei prezzi in questo settore, ci sono almeno almeno 100/200 euro in più rispetto al suo probabile valore di un ipotetico e giusto mercato.

Cosa ci ha colpito favorevolmente?

La durata della batteria, i minuti dichiarati sono effettivamente quelli, nessuna angoscia da prestazioni durante le attività. Su un oggetto così piccolo e leggero la concorrenza fatica a raggiungere i 5/8 minuti, qui si superano ampiamente i 15 e senza tante interruzioni.
La robustezza dei paraeliche. Non svolgono solo una funzione estetica, ma sono robusti e con un bel sistema di sgancio rapido.
Il ridotto peso e le dimensioni del quadricottero che con le eliche pieghevole, si mette facilmente dentro a un piccolo borsello o ad una tasca grande.

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In attesa di una recensione tecnica approfondita, ringraziamo DJI Europe  per l’accoglienza e l’ospitalità, il meteo particolarmente favorevole, clima mite, soleggiato e ventilato, a proposito lo Spark vola bene anche con un vento di media intensità e DJI Innovation per essere sempre al passo con i tempi, anzi oserermmo dire sempre un passo avanti a tutti i tempi e ai competitor. Quindi un sentito ringraziamento per le sue continue innovazioni e migliorie al fine dire rendere più semplici e performanti i droni volanti.

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