Un drone autorizzato per gli scenari standard si può usare per le non critiche?

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1383616_10202445466883799_1548071800_nIn collaborazione con Alpha Lima Aviation, OC riconosciuta ENAC,  DronEzine offre ai soci il servizio Il Consulente riconosciuto da ENAC risponde. Le risposte alle domande che riguardano i dubbi sull’applicazione del regolamento ENAC sono fornite da Paolo Omodei Zorini di AlphaLima, pilota di jet commerciali e istruttore di volo anche per SAPR e membro del Comitato scientifico di DronEzine. Oggi risponde a un lettore che si chiede se un drone riconosciuto per gli Scenari standard sia automaticamete utilizzabile per le operazioni non critiche.

Salve. Ho queste -in realtà due – domande, ma direi la prima dalla risposta banale e scontata ma per sicurezza la faccio.
A) Un drone autorizzato a scenari standard è implicitamente utilizzabile per operazioni non critiche, giusto? Oppure devo effettuare entrambi gli step, mi spiego:

  1. Prima dichiararlo per operazioni non critiche usando l’apposita procedura enac
  2. Successivamente autorizzarlo per scenari (critici) standard con apposita procedura Enac

B) Seconda domanda: nella domanda di autorizzazione si parla di Configurazione SAPR/Certificato di Progetto ENAC. Nel mio caso – un drone della DJI – che non ha certificato di progetto Enac è sufficiente indicare il titolo del documento dove ho indicato qual è la mia configurazione di volo ed in questo mio documento c’è semplicemente scritto: Sapr: riferimenti del drone e riferimenti del radiocomando che uso per il volo.  Corretto?

La prima domanda è sicuramente legittima ma merita un approfondimento in quanto non è effettivamente cosí scontata come possa sembrare. E’  possibile utilizzare un SAPR autorizzato per operazioni critiche anche in operazioni che di fatto non lo siano, se e solo se vengono applicate le procedure previste nei manuali per la specifica tipologia (critica) di operazioni. Spesso questo comporta numerose limitazioni (volume di spazio aereo, cavo di ritenuta, venti e temperature…) e pertanto la quasi totalità degli APR vola con un riconoscimento per operazioni non critiche e un’autorizzazione nel caso si necessiti di operazioni critiche.
In pratica se il drone è autorizzato per le operazioni critiche ma non ha il riconoscimento per quelle non critiche occorre sempre operarlo come se l’operazione fosse critica anche quando non lo sia.
La strada proposta dal lettore (prima riconoscimento poi autorizzazione per scenari standard) permette di avvalersi di numerose semplificazioni quando le operazioni non critiche non debbano essere necessariamente essere in linea con le limitazioni definite per le specifiche tipologie di scenario, applicando peró sempre e comunque quanto previsto dal regolamento SAPR specialmente agli articoli.9, 24 e 27
Veniamo ora alla seconda domanda: il documento di configurazione può essere efficace quando non si disponga di un SAPR dotato di certificato di omologazione del progetto ma deve contenere almeno i dati necessari a definire correttamente l’architettura generale dell’aeromobile, sia in termini di hardware sia di software. Le informazioni generiche su APR ed SPR fornite dal lettore potrebbero non essere sufficienti.
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