In vacanza in Croazia con il drone: cosa dice la legge croata

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Dopo Grecia e Portogallo, continuiamo la nostra carrellata sulle regole principali del volo ricreativo nelle principali località turistiche.

La Croazia, anticipando quelle che sembrano essere le linee guida del futuro regolamento europeo EASA, non fa molta distinzione tra droni usati per lavoro e aeromodelli, piuttosto si concentra sugli scenari operativi

La Croazia non è per nulla amichevole nei confronti dei droni e degli aeromodellisti. Prima di volare nel Paese balcanico è necessario darne comunicazione alla CCAA, l’equivalente croato dell’ENAC riempiendo e inviando il modulo .FOD-FRM-005.

Fare foto aeree anche personali è complicato e costoso, è necessario richiedere un permesso speciale (a pagamento) alla State Geodetic Administration (http://www.dgu.hr/) in pratica il catasto croato, sito rigorosamente in lingua croata piuttosto oscuro da comprendere, e il materiale girato sarà vagliato per assicurarsi che non contenga immagini non di dominio pubblico.  

Per volare per divertimento in Croazia, bisogna avere obbligatoriamente una polizza assicurativa, come quella proposta da DronEzine, che copre in tutti i Paesi europei (intesi come area geografica, non come appartenenti alla Ue). Ai droni ultraleggeri, che sviluppano una energia inferiore ai 79 joule – in pratica se pesano meno di 250 grammi – sono completamente liberi nel loro uso, tutti gli altri  aeromodelli (quindi i droni usati per divertimento) fino a 5 kg di peso sono ammessi  a volare solo di giorno in quella che la legge croata definisce Classe I e Classe II:

CLASSE I
Aree senza strutture elevate (case, torri, fari, tralicci evvetera) e senza persone, eccetto il pilota e le persone correlate alle operazioni

CLASSE II
Aree con edifici non residenziali o alberghi e senza persone, eccetto il pilota e le persone necessarie alle operazioni, è permesso il passaggio di estranei (pedoni, escursionisti, ciclisti eccetera) ma non stanziali.

I droni sotto i 5 kg non hanno bisogno di targhetta di identificazione, se superano questa massa invece bisogna applicare una targhetta ignifuga con i dati del proprietario: nome, cognome, indirizzo e dati di contatto.

Regole e distanze di sicurezza

Il volo deve essere sempre nel raggio visuale del pilota, alla distanza massima di 500 metri. non ci si può avvicinare a meno di 150 metri dagli assembramenti di persone, a 30 da animali, persone sparse, case, strade eccetera e 3 km dagli aeroporti. Come in Italia, non si deve entrare negli spazi regolamentati (CTR e ATZ aeroportuali, per esempio) senza autorizzazione della CCAA, l’Enac croata. Il volo FPV è permesso, ma serve un osservatore che non perda mai di vista il drone nel suo volo.

SCARICA IL REGOLAMENTO CROATO COMPLETO (in inglese)

 

 

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