In vacanza in Spagna con il drone: cosa dice la legge spagnola

0

La legge spagnola sui droni è molto simile alla nostra, anche in Spagna è profondamente diverso il caso del volo professionale e quello hobbistico. Due sono le differenze fondamentali tra Italia e Spagna: per prima cosa, in Spagna anche gli aeromodelli (i droni usati per hobby) sono considerati aeromobili, mentre in Italia no. E ogni drone, senza eccezione alcuna, deve avere una targhetta identificativa con i dati del drone e del pilota.

In Spagna, proprio come in Italia, il volo hobbistico è permesso solo a vista, di giorno, nelle zone non popolate, fuori dalle città, lontano dalle persone ed è strettamente proibito il volo sugli assembramenti di persone, come processioni, cortei, pubblico degli avvenimenti sportivi, spiagge piene di bagnanti, sagre di paese eccetera. Le multe sono allucinanti, fino a 225 mila euro, quindi meglio non scherzare con la legge spagnola.

Una delle principali differenze tra Italia e Spagna è la necessità di mettere sul drone una targhetta identificativa obbligatoria per tutti, senza eccezione alcuna, che riporti il numero di serie del drone (se esiste) e i dati del pilota: nome, cognome, indirizzo e dati di contatto. E’ il pilota a dover fare questa targhetta, e non è specificato come deve essere se non che sia indelebile e chiaramente visibile.

L’altezza massima di volo è 120 metri (400 piedi) e la distanza massima dal pilota 500 metri. Bisogna stare a una distanza minima di 8 km dagli aeroporti, e non si può volare se c’è traffico aereo a bassa quota (per esempio voli di ultraleggeri, paracadutisti, deltaplani, elicotteri eccetera).

1167 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: