E se i droni capissero le nostre emozioni e interagissero direttamente con noi?

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Oggi il rapporto di comunicazione uomo-drone è gestito quasi esclusivamente attraverso il radiocomando, o comunque mediante uno strumento tecnologico che agisce da intermediario, come ad esempio lo smartphone con l’app di controllo.

Se però in futuro i droni saranno oggetti sempre più comuni nel nostro vivere quotidiano, allora è lecito aspettarsi che i loro software siano in grado di riconoscere i nostri comportamenti, interpretando i nostri stati d’animo in base alla nostra gestualità, o all’espressione dei nostri volti, sgretolando di fatto una barriera, quella tra uomo e macchina, che le tecnologie di smart gesture introdotte su droni come lo Spark e il Mavic della Dji hanno già iniziato ad incrinare.

Sono queste le valutazioni alla base del percorso di ricerca di Eirini Malliaraki, studentessa del Royal College of Art & Imperial College di Londra, che ha condotto “Natural Human-Drone Interaction”, ossia un esperimento sull’interazione tra droni ed esseri umani.

L’idea di Eirini è nata dall’osservazione dei falchi ammaestrati e di come questi si rapportano ai falconieri e alle prede. Su questo pattern di reazioni, ha poi immaginato che i droni fossero falchi e quindi sviluppato una serie di risposte automatiche in base alle interazioni gestuali degli esseri umani. Ad oggi sappiamo che un drone può essere in grado di interpretare i comandi di un essere umano rispetto alla direzione da prendere (destra-sinistra-sopra-sotto-avanti-indietro), oppure alla possibilità di scattare una foto, oppure di restare in hovering e fare una panoramica a 360 gradi del paesaggio.

“Natural Human-Drone Interaction”, però, ci teletrasporta in un mondo di interazioni molto più complesse, in cui i droni rispondono al comportamento umano in maniera più articolata, ad esempio allontanandosi di colpo in caso di minaccia, oppure fermandosi e quasi atterrando in caso la sua presenza improvvisa spaventi una persona. In questo modo, i droni di domani potrebbero essere dotati di “un modo di comportarsi”, quasi come animali. In questo senso è molto significativo il passaggio del video in cui il drone, di fronte al ragazzo felice che lo saluta, gli svolazza intorno compiendo evoluzioni e piroette, dando l’impressione di essere un cane che festeggia scodinzolando.

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