Zone di guerra: gli affamati potranno mangiare i droni?

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Ad oggi gli unici droni che l’immaginario di ognuno di noi è in grado di collegare alle aree belliche sono quelli militari, ma le cose stanno per cambiare. Domani potrebbe fare la sua comparsa negli scenari bellici Pouncer, un drone concepito per raggiungere le zone di guerra per portare cibo alle popolazioni assediate afflitte dalla fame. Non un costoso drone ultra-tecnologico per sganciare piccole quantità di cibo col paracadute, però, perché per questo ci sono già gli aerei e i risultati non è che siano proprio impeccabili. I paracadute infatti sono molto meno precisi di quello che si pensi. “Si dice che possano arrivare a trecento metri dall’obiettivo, ma spesso atterrano più lontani”, rivela Nigel Gifford, ideatore del Pouncer.

Secondo l’articolo riportato su Internazionale, l’idea del Pouncer è nata casualmente da una conversazione che Gifford, imprenditore, ha avuto con un ufficiale della RAF (Royal Air Force) britannica. Visti i parziali insuccessi del Joint precision airdrop system, ossia il sistema congiunto di consegna aerea di precisione, l’ufficiale della Raf ha fatto menzione della sua idea di far volare degli aerei telecomandati nelle città assediate, ciascuno con appena 2 kg di cibo. A quel punto Gifford gli ha detto: “Io costruirei dei droni con del cibo”.

Pouncer: il drone che si può mangiare

Il Pouncer verrà prodotto in 3 misure, per trasportare 20, 50 o 100 kg. Allo stato attuale è realizzato in gran parte in legno, ma Gifford è convinto che si possano sostituire alcune componenti del telaio con del cibo. La pasta, ad esempio, che possiede il 10 per cento della forza tensile dell’alluminio. In questo modo il Pouncer sarà il primo drone “edibile”, e ciò spiega pure il motivo per cui potrà svolgere una sola missione di volo. Dopo il lancio, che avverrà a mezzo di una catapulta, di una mongolfiera o di un aereo, il drone giungerà nei pressi del punto della consegna (l’azienda produttrice parla di range di precisione di circa 7 metri), e le parti in legno verranno usate per accendere un fuoco con cui cucinare le parti commestibili.

Per la riuscita del progetto, sarà fondamentale rendere il drone riconoscibile come strumento esclusivamente umanitario e quindi innocuo, impossibile da utilizzare in altri scopi. Solo così, infatti, aumenteranno le chance di un trattamento non ostile da parte degli eserciti che assediano le città affamate.

L’idea è rivoluzionaria, e in ambito umanitario il successo di un progetto come il Pouncer rappresenterebbe una svolta epocale. Per questo il Ministero della difesa britannica ha annunciato di aver predisposto un fondo di 800 milioni di sterline per finanziare le aziende che risolvano il problema delle consegne “nell’ultimo miglio”. Windhorse, l’azienda che lavora al progetto Pouncer, spera di produrre i primi droni commestibili entro Natale.

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