Che vergogna quelle multe ai turisti che riprendono con i droni la natura italiana

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Di Sergio Barlocchetti

Questa volta il link-loss c’è veramente. E’ quello tra l’esistenza della normativa italiana sugli Apr e chi abita fuori dai confini nazionali ma sceglie lo Stivale per trascorrere le vacanze. L’episodio è quello di Manarola, Cinque Terre, dove si multano a raffica gli stranieri che pensano di riprendere la scogliera con il loro innocente dronetto da hobbisti. Che se cade al massimo finisce in mare e costringe il proprietario a farsi una scalinata di qualche migliaio di gradini.

Una punizione più che adeguata, oltre a quella di spendere per una “piastrella” di focaccia di Recco quanto avrebbero pagato per la stessa superficie fatta in argento e Svarowski. Il punto è che anche sapessero della normativa, difficilmente potrebbero conoscere anche il delirante impianto degli spazi aerei nazionali e soprattutto quello dei divieti di sorvolo dei parchi: alcuni regolati a ore, altri stagionali, altri ancora permanenti. Infine ignorerebbero comunque la presenza dei “rangers de noaltri” – i mariti delle fornaie di Tiffany – appostati nella boscaglia con binocolo e block-notes delle contravvenzioni. La legge è legge però sarebbe simpatico e corretto conoscere le ragioni per le quali sia vietato il sorvolo del parco con gli Apr. Non c’è infatti distinzione con gli altri aeromobili, per i quali in Italia il divieto scatta per le ragioni più disparate. Cito da quelle che sono riuscito a trovare durante la mia carriera: accoppiamento dei camosci, ripopolamento degli anfibi, riserva bio-diversificata dei mammiferi chirotteri (pipistrelli), disturbo mediante vibrazioni dell’impollinazione, area di contemplazione del silenzio (giuro, in Trentino Alto Adige vietano il volo anche agli alianti e chiudono un passo carrabile), infine area soggetta a limitazioni per ragioni di pubblica sicurezza… uguale “presenza della villa del vip di turno”.

Siamo alle solite e dunque diamo un consiglio ai turisti stranieri: se vi fanno la multa ma non c’è il cartello di divieto di volo fate ricorso, subissate gli enti italiani di carta e, se avete un bravo avvocato, appellatevi alla libera circolazione all’interno dell’Unione Europea e al dovere di informazione. Pensare che un Phantom disturbi come un elicottero a bassa quota è da trattamento sanitario obbligatorio, ma i nostri uomini in divisa applicano sovente la regola 3F: fate faccia feroce. Di questi tempi di turisti per i nostri parchi con drone e merenda di Tiffany sarebbe auspicabile ce ne fossero tanti. Contribuiscono non poco all’economia, a controllare il territorio e possono dare l’allarme in caso di eventi funesti. E occhio ai Carabinieri, che da quest’anno possono essere vestiti di verde anche loro.

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