Collisione con i droni: i jet passeggeri resistono bene, gli elicotteri no

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L’improbabile, e mai verificatasi nella realtà, ipotesi di una collisione tra un aeromobile e un drone crea paure non sempre giustificate, e la fantasia gioca brutti scherzi (ultimo esempio, un pilota superficiale e incompetente ha scambiato un pipistrello per un drone). Ben venga quindi una ricerca scientifica inglese che fa un poco di chiarezza su quel che possiamo aspettarci se mai questo spauracchio diventasse realtà.

Non è mai successo che un drone urtasse un aereo, la stessa Faa, l’Enac statunitense, lo ha categoricamente escluso. E ogni volta che si va a fondo delle denunce di mancata collisione, si scopre -sempre- che l’oggetto visto dai piloti, sempre che qualcosa abbiano visto davvero, non era un drone ma qualcos’altro: ultimo caso, uno sfortunato pipistrello ucciso da un aereo da turismo australiano.

Ma se dovesse mai succedere che un drone fuori controllo urtasse un aereo, che accadrebbe? Finora abbiamo solo ricerche parziali, che comunque sul lato aerei passeggeri ci tranquillizzano. Il Department for Transport e la Military Aviation Authority di Sua Maestà Britannica hanno fatto una ricerca approfondita dalla quale impariamo che, al di là di ogni ragionevole dubbio, i finestrini dei jet passeggeri non hanno nulla da temere dai droni, almeno non alle quote e velocità in cui è ragionevole supporre che possano incontrare un drone, quindi in decollo e atterraggio.

CatturaPer la ricerca, i tecnici inglesi hanno ottenuto un modello matematico del finestrino del jet a partire da uno vero, e tenendo conto della velocità, della pressione aerodinamica, delle temperature in gioco e della pressurizzazione della cabina, hanno concluso che un drone comunemente inteso, del peso di 1200 grammi (il solito Phantom, insomma) può nei casi peggiori danneggiare il vetro ma mai romperlo, a nessuna quota e velocità. Solo in un caso, ad altissima velocità, il parabrezza del jet avrebbe ceduto sotto l’urto di un drone da 3,5 kg con telaio in metallo, quindi gli esperti inglesi invitano i fabbricanti di droni a non impiegare metallo.

Va notato che i finestrini dei jet sono certificati per resistere all’impatto con un uccello da 2kg sparato da un cannone pneumatico a 900 km h, quindi non ci sorprende che il drone non lo metta in crisi. Ben più a rischio sono invece risultati gli elicotteri, i loro finestrini hanno ceduto addirittura mentre l’elicottero era in hovering e il drone lanciato alla sua massima velocità, nel caso di finestrini non certificato per resistere agli uccelli, come è il caso degli elicotteri da turismo. Quelli invece certificati contro i pennuti hanno resistito meglio, ma in alcuni casi hanno ceduto quando l’elicottero era vicino alla sua velocità  di crociera massima, e addirittura un ala fissa molto veloce potrebbe mandarlo in pezzi anche se l’elicottero è in hovering.

Un altro elemento fragile dell’elicottero è il rotore di coda, che può essere danneggiato da qualsiasi drone. anche se, ammettono i ricercatori, si tratta solo di simulazioni al computer, senza nessun test reale che possa calibrare il modello matematico.

In conclusione, avvisano i ricercatori inglesi, i droni potrebbero essere più rischiosi in caso di urti con gli aeromobili rispetto agli uccelli di pari massa a causa del diverso comportamento delle componenti del drone rispetto alle ossa e organi animali, elementi come le batterie risultano particolarmente densi e pesanti e possono fare molti danni. Non mancano dati sorprendenti, come il fatto che un drone con la telecamera appesa sotto è meno pericoloso in caso di urto contro il finestrino di uno con la camera montata sopra, e che a volte basta poco, come dei paraeliche di plastica a limitare il danno ai finestrini, probabilmente perché assorbono gran parte della botta prima che il motore, più denso e pesante, urti contro il vetro.

Insomma, una ricerca ancora embrionale, imprecisa finché ai test al simulatore non si affiancheranno anche i test al vero  che possano aiutare a calibrare i modelli, ma già si possono trarre le prime conclusioni e le prime indicazioni all’industria: i paraeliche non sono un optional e le telecamere vanno protette.

→LEGGI LA RICERCA COMPLETA

 

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