Evade dal carcere, si sospetta l’aiuto di un Drone

Un detenuto è evaso nella notte dal carcere di Teramo. La notizia non sarebbe poi così rara nel suo genere, se non fosse che secondo gli inquirenti l‘uomo, per fuggire, avrebbe ricevuto aiuto dall’esterno e in particolar modo –  sospettano – da un drone.

In base a quello che riporta ChietiToday, infatti, “Si sospetta l’aiuto di un drone per la consegna di strumenti utili con i quali in detenuto albanese ha effettuato l’evasione in nottata dal carcere di Teramo. La scoperta della fuga è avvenuta solo questa mattina”, riferisce Gino Ciampa, della Fp Cgil polizia penitenziaria per l’Abruzzo, che poi aggiunge “In questo momento sono al vaglio le registrazioni di tutte le telecamere del penitenziario di Teramo per cercare di comprendere l’esatta dinamica dell’evasione messa in atto dal detenuto albanese, ristretto per reati comuni, che questa notte è evaso dal penitenziario. Dalle prime analisi, potrebbe essere stata fondamentale la consegna di strumenti con un drone”.

Da tempo, la tendenza di usare i droni per volare sopra le carceri e far arrivare prodotti di contrabbando ai detenuti, non è più una novità. Già diverse volte, in passato, abbiamo riportato notizie del genere riguardanti tentativi falliti di consegne all’interno dei perimetri penitenziari di droga, ma anche smartphone. Uno degli ultimi episodi su questa scia è sicuramente quello che ha coinvolto il carcere di Ariano Irpino, quando un drone che trasportava droga è andato a schiantarsi contro un albero quando i criminali che lo pilotavano dall’esterno erano stati scoperti e si erano dati alla fuga. Per questo, anche se per il momento la complicità del drone esterno per favorire l’evasione del detenuto è solo un’ipotesi, l’eventuale conferma di questo fatto non sorprenderebbe nessuno.

Da tempo infatti ci troviamo anche a riportare le ormai note preoccupazioni degli addetti alla sicurezza delle prigioni, che da tempo denunciano non solo carenza di risorse da investire nelle attività di contrasto di questo fenomeno, ma in particolare l’arretratezza tecnologica dei mezzi a loro disposizione.

Rispetto al recentissimo caso dell’evasione dal carcere di Teramo, infatti, Mirko Manna, del direttivo nazionale della Fp Cgil polizia penitenziaria, ha spiegato che “Se fosse confermata la versione che vede l’utilizzo di un drone per l’evasione di questa notte, ci troveremmo di fronte ancora una volta alla prova evidente del ritardo tecnologico con cui la polizia penitenziaria è costretta a lavorare per garantire la sicurezza delle carceri italiane. Il mix devastante di carenza di personale e mancato adeguamento delle tecnologie, sta creando un confronto impari tra chi ha commesso reati e la polizia penitenziaria che ha il compito di garantire l’espiazione della pene più gravi nelle carceri”.

Categorie News