Giorni fa la Stazione di Ricerca Rothera ha accolto un team che sta per avviare i test del nuovo drone autonomo ULTRA di Windracers in Antartide. Se riuscirà con successo nel suo intento, darà nuova linfa vitale alla capacità scientifica del British Antarctic Survey, consentendo di spingere la sperimentazione più avanti, con meno costi, e riducendo l’eco-impronta rispetto all’aviazione tradizionale con equipaggio.
Questo progetto è finanziato dal programma pilota di Innovate UK’s Future Flight 3 Challenge, ‘Safeguarding Environments with Uncrewed Aerial Vehicle Swarms’. Si tratta di un’iniziativa volta a testimoniare come la tecnologia drone avanzata possa essere utilizzata per raccogliere dati ambientali in Antartide.
Come è fatto il drone ULTRA
Il drone ULTRA di Windracers è stato pensato per sfide estreme come l’Antartide. É un veicolo aereo senza pilota (UAV), bimotore, completamente autonomo con una lunghezza alare di 10 metri. Capace di sollevare fino a 100 kg di carico o sensori su distanze fino a 1000 km, ha in sé un livello di ridondanza elevato, permettendogli di continuare il volo anche nel caso in cui uno dei motori o componenti subisca un danno o smetta di funzionare. Inoltre, può essere riparato in loco con un numero minimo di parti.
Per riepilogare e completare le specifiche tecniche principali di questo modello, ecco le informazioni che riporta il produttore sul sito ufficiale:
- Distanza: Fino a 1.000 km
- Carico utile: Fino a 100 kg
- Volume del carico interno: 700 L
- Decollo e atterraggio: 150 m in qualsiasi direzione
- Materiali strutturali: 95% alluminio
- Superfici di controllo: 24 superfici di controllo intercambiabili
- Motore: 2 motori a due tempi
- Emissioni di CO2: 30% delle emissioni di CO2 per chilo di carico utile (in confronto agli aerei leggeri bimotore)
- Peso a vuoto: 300 kg
- Massimo peso al decollo: 450 kg
- Velocità di crociera: 135 km/h
- Decollo e atterraggio: 200 m (senza vento)
- Autonomia nominale: Più di 12 ore
- Potenza elettrica: 350 W
- Pista: Terra, erba, asfalto e ghiaccio
Vantaggi di ULTRA
Il sistema di pilotaggio automatico Masterless, sviluppato e brevettato da Distributed Avionics, permette a ULTRA di decollare, spiccare il volo e atterrare in sicurezza con un’interazione minima da parte dell’operatore a terra. Inoltre, rispetto all’aviazione con equipaggio, ULTRA vanta un minore impatto ambientale e potrebbe giocare un ruolo cruciale nei piani del British Antarctic Survey per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2040.
I droni, una volta implementati, saranno il mezzo principale per le indagini aerospaziali scientifiche, sfruttando la flessibilità di configurazione della piattaforma per ospitare una varietà di strumenti scientifici. Attualmente, il British Antarctic Survey svolge gran parte del suo lavoro di indagine con aerei Twin Otter, che però opera sotto un regime logistico e scientifico intenso solo durante la stagione di campo, mentre i droni potrebbero permettere importanti aumenti nel tempo di volo e nella copertura geografica, assieme a una riduzione delle emissioni di CO2 per ora di volo di circa il 90%.
Il minor costo e la sicurezza di volare con i droni UAV per lunghi periodi rendono possibile la raccolta di dati scientifici nuovi e di alta qualità. Inoltre, numerosi droni autonomi potrebbero essere schierati come un unico sistema unitario “a sciame” utilizzando la tecnologia AI-driven SWARM.
“L’idea che gli UAV possano raccogliere vari tipi di dati in maniera robusta e costante rappresenta un passo avanti entusiasmante per la scienza antartica”, ha affermato il dottor Tom Jordan, geofisico del British Antarctic Survey specializzato nella raccolta di dati aerei. “La scienza polare ha bisogno urgentemente di nuovi dataset ad alta risoluzione per capire come la calotta glaciale antartica stia cambiando e in che modo questo impatterà le comunità di tutto il mondo. Questo rappresenta il nostro primo passo per abbattere quegli ostacoli logistici”.
Tom Reed, responsabile della tecnologia di pilotaggio automatico presso Windracers Group, e membro del team di test in Antartide, ha dichiarato: “Dopo aver completato otto settimane di test rigorosi e addestramento, siamo entusiasti di essere arrivati in Antartide. Speriamo ardentemente di dimostrare che i droni autonomi ad alta resistenza e capacità di carico hanno un ruolo importante da giocare nel futuro della ricerca ambientale”.
Vista anche la recente iniziativa italiana dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) nello stesso affascinante ed estremo continente, l’Antartide si conferma terra ideale dove testare nuove tecnologie aeree di monitoraggio ed ispezione, mettendole allo stesso tempo anche di fronte ad ambienti che presentano condizioni atmosferiche estreme.




