USA: la NASA investe oltre 1 milione di dollari per tracciare i droni

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Nessun altro oggetto fa schizzare al massimo il desiderio di controllo quanto i droni. Sarà perché sono piccoli e possono volare agili sopra luoghi che prima erano quasi impossibili da raggiungere, o per via dei molti piloti irresponsabili che più o meno consapevolmente infrangono i regolamenti portandosi in spazi aerei strettamente vietati per motivi di sicurezza, fatto sta che il budget destinato ai sistemi anti droni, inclusi quelli per la loro individuazione, cresce ogni anno in tutto il mondo.

Una rincorsa nella quale anche la NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha intenzione di dire la sua. Per questo l’agenzia americana famosa per le missioni spaziali ha recentemente investito la somma di oltre un milione di dollari nella ricerca per tracciare i droni nello spazio aereo statunitense.

Il finanziamento, per una cifra esatta di 1,33 milioni di dollari, è stato indirizzato alla North Carolina State University, il cui progetto mira a sviluppare dei sistemi di gestione del traffico aereo, comunicazioni ad alte prestazioni e networking. Nello specifico, i ricercatori vorrebbero usare il buon vecchio radar per individuare e categorizzare i piccoli droni consumer, ma le loro piccole dimensioni rendono il compito particolarmente arduo, al punto che sarà probabilmente necessario un parsing del segnale computazionale. Un’altra tecnica sarà quella di individuare e agganciare i segnali video e di controllo remoto generati dai droni, in modo da poterli seguire.

A differenza dei lanci spaziali, nei quali può considerarsi in prima linea, in questo caso la NASA si muove alla ricerca di una tecnologia che già viene sviluppata in molte altre parti del mondo. Ci si domanda come mai, allora, l’agenzia americana scelga di finanziare nuove ricerche quando potrebbe farlo per integrare la tecnologia già disponibile. Sotto questo aspetto, va comunque considerato che la NASA potrebbe non disporre di informazioni sufficienti sullo stato di sviluppo di progetti simili, o non ritenere affidabile – magari anche solo in linea di principio – il fatto che i propri progetti poggino su dati e tecnologie fornite da terze parti. In ultimo, va considerato anche il fatto che, in qualità di agenzia governativa, la NASA non può finanziare un’impresa privata. Potrebbe senz’altro negoziare un contratto di collaborazione, ma in quel caso non potrebbe utilizzare i fondi statali disponibili per le attività di ricerca.

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