Parrot Disco AG: un successo la presentazione pubblica organizzata da DronEzine e dal Club Astra

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Mezzana Bigli (Pavia): solo posti in piedi per la presentazione del drone agricolo low cost di Parrot, il Disco AG, mostrato a un pubblico selezionato composto da scuole di volo per SAPR, importanti realtà agricole del Nord Italia e professionisti del settore droni. Un pomeriggio istruttivo ma anche divertente, terminato con una graditissima sangria dopo tanto, fin troppo sole

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Il Disco Pro AG ha fatto il suo debutto ufficiale in Italia, raccogliendo consensi e interesse da parte dei potenziali utilizzatori: scuole di volo, innanzitutto, che prevedono di utilizzarlo per i corsi per il conseguimento dell’attestato di pilota remoto VL/Ap, quello necessario per pilotare professionalmente droni ad ala fissa fino a quattro chili di peso, agricoltori e professionisti che vedono interessanti prospettive di lavoro nel settore agricolo.

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IMG_9532All’ottima riuscita evento, organizzato dalla rivista DronEzine e dalla scuola di volo Club Astra di Mezzana Bigli, ha contribuito la professionalità e preparazione dei piloti di Parrot Italia, che hanno mostrato come in effetti del pilota non c’è proprio bisogno in questo caso, visto che la missione – la mappatura di vigore di uno dei campi di mais vicini alla pista dell’aviosuperfice pavese – si è svolta in modo totalmente automatico: unico intervento umano il lancio del drone, affidato al padrone di casa, l’ingegner Nando Groppo responsabile della formazione della scuola di volo per SAPR Club Astra. Ma sappiamo che per legge il pilota deve esserci, anche se non ha molto da fare se non ammirare come tutti gli altri il volo della macchina, guidato dal software di volo Pix4D: vista la rarità dei piloti con attestato VL/Ap, quello che serve per i tuttala, il pilota è stato gentilmente fornito dalla scuola veronese Airpower di Paolo Bellamoli, una delle poche realtà in Italia a offrire corsi di pilotaggio per ala fissa.

2017_Parrot_NA_Field-45077_UNKNOWN_45077_NDVIGuest star il CEO di Airinov, Romain Faroux, che ha sospeso le vacanze in Italia per venirci a raccontare come la sua azienda, basata a Parigi, trasforma i dati raccolti dalla camera multispettrale Sequoia del Disco Pro AG in mappe di vigore, cioè mappe che danno al coltivatore e agli agronomi le informazioni cruciali su come sta il raccolto. Mappe facili da leggere, chiunque è un grado di capire al primo sguardo se la coltivazione è in salute o se ci sono problemi, ma nel caso in cui non sia tutto perfetto è necessario l’intervento di un agronomo o per lo meno dell’esperienza dell’agricoltore, visto che il drone può dire che c’è un problema e dove, ma poi sta all’esperto trovare il rimedio. Il drone è un po’ come il termometro, può dirci che il nostro raccolto ha la febbre, ma poi serve il medico per stabilire la cura, come ci ha

L'agronomo Donatello Sandroni (a destra) con il pilota Parrot Francesco Sciuto

L’agronomo Donatello Sandroni (a destra) con il pilota Parrot Francesco Sciuto

spiegato l’agronomo Donatello Sandroni, contributor della rivista mensile Macchine e Trattori, partner di DronEzine per quel che riguarda i droni agricoli. Il poter guardare il campo dall’alto, e il poter avere semplicemente schiacciando un bottone le mappe di vigore belle e pronte ha un impatto notevole sui conti a fine anno delle aziende agricole: sia Faroux sia Claudio Canella della scuola di volo padovana Cardtech concordano su un dato fondamentale: l’uso dei droni, grazie ai quali si può ottimizzare la quantità di acqua, fertilizzanti e fitofarmaci spruzzandoli solo dove serve, nella quantità che serve e quando serve, consente un risparmio intorno al 10% nel costo della coltivazione, che su un ettaro di mais può arrivare a 120 euro: considerando che il Disco Pro G in una missione da 40 minuti può analizzare 80 ettari, i conti son presto fatti.

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