Purtroppo, anche quest’anno si è ripresentata in Lombardia la necessità di tenere sotto controllo la popolazione di cinghiali, visto che possono essere veicolo di trasmissione della peste suina e di conseguenza mettere a rischio i numerosi allevamenti di suini presenti nella regione, che conta oltre il 50% del comparto suinicolo nazionale.
Già l’anno scorso, in piena estate, vi avevamo riportato delle misure di controllo e monitoraggio dei cinghiali messe in campo in Lombardia, che quest’anno sono state replicate e anche potenziate.
Come riporta il sito internet di notizie locali Cremonaoggi.it, infatti, nella notte dello scorso 11 luglio si è svolta un’operazione molto particolare di controllo e monitoraggio dei cinghiali, che ha richiesto nientemeno che l’intervento del Reparto Operazioni del Comando Operazioni Aerospaziali dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara.
Ma cosa c’entra un organo tanto specializzato con la peste suina? Il suo coinvolgimento si è reso necessario su iniziativa del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana, che avvalendosi del coordinamento del Gruppo Operativo Territoriale di Regione Lombardia, ha deciso di ricorrere addirittura ad un drone di tipo militare per svolgere le operazioni previste.
Ecco allora che per la prima volta in Italia un Predator One – un drone militare di fabbricazione americana – è stato impiegato allo scopo di avvistare dall’alto gli esemplari di cinghiale, comunicando la presenza e la posizione degli esemplari alle squadre dislocate sul campo (aziende incaricate e Polizia Provinciale) che sono poi intervenute per l’abbattimento.

Il Predator One, più specificamente noto come MQ-1C, è stato utilizzato nel corso di alcuni degli ultimi conflitti avvenuti in diverse zone del mondo, ma si tratta ormai di un modello superato, tant’è che già a gennaio del 2023 avevamo riportato al notizia del suo “pensionamento” rispetto al lavoro che svolgeva per le forze armate italiane.




