Ancora una volta DJI ha fatto le cose in grande, anzi sarebbe meglio dire “in alto”, visto che nel video postato sul canale ufficiale Youtube possiamo apprezzare il volo ininterrotto del Mavic 4 Pro, che è partito dal North Col Glacier a 6500 metri di altitudine ed è arrivato circa a quota 8800 metri, quasi sulla vetta dell’Everest.
E visto che per i droni DJI l’Everest non è certo una prima volta assoluta, visto che negli ultimi anni abbiamo visto svolazzare intorno alla vetta della montagna più alta del mondo prima il Mavic 3 e poi anche il modello da delivery FlyCart 30, allora la sfida è diventata filmare tutto con un unico, fluido e singolo take, raggiunto mai raggiunto prima da un drone.
Dietro l’obiettivo: Ma Chunlin e il suo progetto “Himalayan film”
Il progetto è firmato dal pilota e fotografo Ma Chunlin, che ha definito questa impresa “il mio progetto cinematografico himalayano più impegnativo fino ad oggi”. Racconta di aver camminato da Base Camp fino al “Devil’s Camp” (6.500 m), affrontando notti a –25 °C senza ossigeno e coordinando tre fattori critici: condizioni meteo ideali, tempi perfetti rispetto al sorgere del sole e posizioni dei climber sul percorso.
“Un singolo errore avrebbe significato perdere un anno intero”, spiega Ma, che dopo diversi tentativi con riprese a segmenti è finalmente riuscito a realizzare un unico volo continuo.
Cosa rende il Mavic 4 Pro all’altezza della sfida
- Fino a 8000 metri l’aria rarefatta, il freddo (-30 °F) e il rischio di ghiaccio sulle eliche rappresentano limiti severi
- DJI ha probabilmente disattivato i limiti di quota originali del drone e aumentato velocità e portanza delle eliche
- Particolare attenzione è stata data al consumo delle batterie e al rischio di congelamento: il volo è riuscito senza pause o interruzioni.
Se volete approfondire le capacità di questo drone, vi consigliamo di leggere la nostra recensione sul Mavic 4 Pro.
DJI sull’Everest: non solo shooting
Come accennavamo in apertura di articolo, DJI ha scelto l’iconico scenario dell’Everest non solo per girare video spettacolari, ma lo scorso anno è stato il drone FlyCart 30 a sperimentare missioni di supporto come consegne al Campo 1 (5300 m) e trasporto di oltre 500 kg di rifiuti in discesa, parte della campagna “Clean Himalaya”.
Certamente ognuna di queste missioni audaci è stata di successo e ben raccontata, confermando una volta di più che i droni sono validi strumenti operativi reali in ambienti estremi, utili per portare ossigeno, cibo e gestire i rifiuti in zone dove i voli di elicotteri sarebbero rischiosi o impossibili. A questo si aggiunge ora anche il video memorabile dell’Everest, che non è solo un’impresa cinematografica, bensì la vetrina di un’evoluzione tecnologica, dove DJI, col Mavic 4 Pro sotto i riflettori, dimostra quanto lontano si possa spingere la prestazione dei droni, trasformandoli in strumenti concreti per esplorazione e supporto in condizioni proibitive.




