A1 Antigravity la recensione del drone che fa dire WOW

Ha fatto un gran parlare di sé il drone A1 Antigravity che con una camera anteriore a 360 gradi ha letteralmente lasciato a bocca aperta i piloti che lo hanno provato facendo loro esclamare “WOW”.
Senza usare titoli o espressioni eclatanti come oramai prassi comune, dobbiamo riscontrare che  effettivamente la possibilità di visualizzare in tempo reale tutto il panorama come se si fosse seduti sul drone in volo, potendo guardare a destra, a sinistra e anche sopra e sotto; è una sensazione molto emozionante.

Entriamo subito in argomento con la recensione testuale e anche il video relativi ad un drone dal peso inferiore a 250 grammi, destinato sia ad un pubblico amatoriale sia ad un pubblico professionale.
Parleremo quindi di A1 che è prodotto da Antigravity, una nuova società che ingloba la collaborazione di svariati produttori capitanata da Insta360.
Insta360 è ben conosciuta dai videomaker per essere l’azienda di riferimento nelle riprese a 360 gradi e produttrice di molteplici actioncam quali la X3, X4 e X5.
Non sono noti i nomi della partecipazioni aziendali, e non se ne parla nemmeno nei siti pubblicati da Antigravity che sono decisamente moderni e accattivanti e si trovano a questi link: https://antigravity360.com e pure https://www.antigravity.tech e ovviamente anche su quello di Insta360: https://www.insta360.com/blog/news/antigravity-launches-a1-8k-360-drone.html

Se volessimo redigere una recensione come da canoni standard a questo punto dovremmo parlare delle prime aspettative leggendo le schede tecniche e paragonandolo con i concorrenti.
Solo che ad oggi, non esistono concorrenti per questa tipologia di drone!


Prime impressioni fuori dalla scatola

Appena estratto dalla confezione e dalla sua borsa di trasporto,che dobbiamo ammetterlo è molto comoda capiente e sapientemente realizzata; ci siamo accorti che quello che avevamo tra le mani non era affatto un giocattolo.
Non era per nulla una “cinesata“, ci perdonino gli asiatici per aver usato un termine purtroppo di uso comune per identificare qualcosa di mal realizzato.
Tolto il fatto che oramai i prodotti cinesi, Antigravity compresa, hanno una qualità davvero paragonabile se non superiore alle produzioni occidentali.
In ogni caso spicca subito, una grande accuratezza dei particolari, un uso di plastiche robuste e un gradevole aspetto estetico.
Insomma impressioni più che positive e questo vale anche per il motion controller che in verità si chiama Grip Controller che va a sostituire integralmente il controller tradizionale (il radiocomando con gli stick).

Design e qualità costruttiva

Come già anticipato, siamo rimasti piacevolmente stupiti per la realizzazione del drone e del controller, ma una punto di attenzione particolare va indirizzato anche ai visori.
Essi sono completamente diversi da quelli prodotti da altre aziende asiatiche (inutile citarle, il loro nome inizia con la D e termina con la la I).
Sono presenti infatti oltre alle lenti interne che ingrandiscono due schemi micro Oled, anche due schermi LCD anteriori uno dei quali volendo, può rappresentare e riprodurre quello che vede il pilota che indossa gli speciali occhiali, mentre pilota il drone A1 Antigravity.

Schermo LCD esterno nei visori

250 grammi, quindi nessun obbligo di patentino

Una breve nota per non annoiare i lettori relativa alla normativa che dovranno rispettare coloro che acquisteranno e vorranno usare questo drone che riprende a 360 gradi.
Si tratta di un drone con marcatura di classe C0, quindi pienamente rispondente agli attuali regolamenti  EASA 947/2019 e 945/2019 e successive modificazioni.

  • Quindi riassumendo nessun Attestato A1-A3 (alias patentino), ma consigliamo di conseguirlo ugualmente per avere maggiore consapevolezza.
  • Obbligo di registrazione dell’operatore sul portale D-flight e applicazione del Codice Operatore e relativo QR-Code sul drone.
  • Assicurazione obbligatoria, quelle di Dronezine vanno benissimo e offrono anche la Tutela Legale.
  • Ultima nota, il drone A1 Antigravity però per offrire il massimo della immersione deve essere pilotato con i suoi visori o maschera che dir si voglia. Ebbene ciò non è vietato dal regolamento EASA, ma comporta l’obbligo di avere un osservatore a fianco del pilota che possa controllare lo spazio aereo circostante, l’ambiente a terra e avvisi prontamente il pilota in caso di pericolo.
immagine di libretto easa
Libretto classe C0 come previsto da EASA

Applicazione di controllo e prima configurazione

Sul Play Store e sull’Apple Store sono presenti le applicazioni AntiGravity per i relativi sistemi operativi.
Il primo setup o configurazione è decisamente molto semplice: si connette lo smartphone alla presa USB dei visori e si seguono le istruzioni.
Sono anche presenti alcuni manuali cartacei con le Quick Start Installation e il manuale in formato Pdf sul sito del costruttore. In poche parole è impossibile sbagliare.

Fotocamera, videocamera e qualità delle immagini

Il sensore fotografico, stando a quanto riportato dal costruttore, ha una dimensione di 1/1,28 pollici con una apertura dell’obiettivo di f 2,2. La massima risoluzione delle foto è di 55 Mpx e i video possono arrivare sino a 8K: 7680×3840@30fps con un bitrate massimo di 170 Mbps.
Possiamo dire che il formato grezzo è quello di una sfera o di un globo, che viene poi interpretato dall’apposito programma Antigravity per PC o MacOs o della apposita app che si chiama sempre Antigravity. Con tale programma o applicazione si realizza la “magia” di estendere la “palla” e visualizzare, tutto ciò che è stato registrato a bordo a proprio uso e piacimento, esportando poi il video nel formato o risoluzione che si preferisce.

Come vengono registrate le immagini e i video nel formato INSV
Come vengono registrate le immagini e i video nel formato INSV

Gimbal e vibrazioni

Vista la diversa natura del sistema video-fotografico, il gimbal sostanzialmente non esiste in quanto non c’è necessità di muovere la camera. Il supporto antivibrazione invece, svolge un ottimo lavoro probabilmente assistito anche da una correzione software.
Nei fatti possiamo affermare che di mosso o micromosso nel file registrati a bordo, non se ne vede proprio.

Drone A1 Antigravity in fase di decollo
Drone A1 Antigravity in fase di decollo

Come vola

Non lo abbiamo provato con la Bora di Trieste, ma nemmeno in una di quelle giornate ventose che spesso ci impensieriscono quanto dobbiamo testare droni con un rapporto peso potenza dei motori, molto sfavorevole.
Quindi non possiamo dare un giudizio definitivo e scolpito sulla pietra, però possiamo dire che con un brezza sostenuta, il drone A1 Antigravity, contrastava senza sforzo e con decisione le folate di vento.

Hovering, stabilità e precisione di volo

Di pari passo possiamo affermare che il volo stazionario è preciso e senza esitazioni.
Il volo è naturale e sincero. Sulla sincerità del volo dei droni potremmo scrivere un capitolo a parte, intendiamo dire che compie traiettorie che non lasciano dubbi su come il drone interpreti il movimento della mano e del braccio.
Ricordiamo che non è possibile avere una grande precisione e controllo di A1, in quanto il Grip Controller non offre per questioni tecniche, lo stesso millimetrico posizionamento derivante dall’uso dei tradizionali stick che contraddistinguono un radiocomando standard.
Da veterani del settore, passateci questo termine, preferiamo avere tra le dita un controller tradizionale, ma dopo qualche minuto di disorientamento alla fine ci si abitua e ci si gode il volo.

Foto ripresa da drone A1 Antigravity
Foto ripresa da drone A1 Antigravity

Come si pilota con il Grip Controller

Sempre sull’argomento, dobbiamo dire che l’effetto Wow di cui parlavamo all’inizio è valido anche per il modo in cui si pilota questo drone A1. Il Free Motion, così lo definiscono in casa Antigravity, è una modalità che non coinvolge solo la mano e i movimenti del polso, ma tutto il corpo del pilota.
Per far girare la prua del drone a destra o a sinistra, occorre fare una rotazione proprio del busto.
E questo per inciso ci ha lasciato inizialmente abbastanza perplessi, perché indossando i visori e concentrandoci sulla vista delle telecamere di bordo a 360 gradi, potrebbe succedere che in un terreno accidentato si possa mettere un piede in fallo.
Nessun problema con la modalità di volo definita FPV, nella quale si inclina solamente la mano e il polso come il motion controller della concorrenza.
Tuttavia dobbiamo rilevare che la modalità predefinita dalla fabbrica all’accensione del drone, è quella con il Free Motion.

Rotazione del busto nel modo di volo FreeMotion
Rotazione del busto nel modo di volo FreeMotion

Aggiungiamo per completezza che la rotazione del busto e di tutto il pilota con i visori in testa sui quali sono piazzati le antenne di controllo e ritorno video, potrebbe comportare una perdita parziale del segnale di pilotaggio.
Purtroppo ci è capitato non essendo nemmeno troppo lontani (solo qualche centinaio di metri).
In effetti può succedere che ci si trovi con il drone sugli angoli a sinistra o destra del pilota e di conseguenza delle antenne. Che infatti in quella posizione hanno un lobo di radiazione molto scarso.
Meglio in quei casi settare la modalità di controllo FPV  rimanendo posizionati di fronte al drone in volo con le antenne nella giusta direzione.

Modo di volo FPV o FreeMotion
Modo di volo FPV o FreeMotion

Sensori anticollisione

Il sistema per il rilevamento degli ostacoli, pur essendo solo anteriore e inferiore, funziona bene e fornisce un ulteriore supporto alla sicurezza del pilotaggio di A1 Antigravity.
Ricordiamo che i sensori anticollisione non devono mai e poi mai sostituire l’attenzione del pilota durante il volo.
Sarebbe come guidare una automobile senza porre attenzione agli ostacoli, perché tanto ci sono gli ADAS e il sistema di frenata automatica.

RTH preciso e affidabile

Return To Home
Return To Home

Sempre parlando di sicurezza, non possiamo non menzionare il sistema di Return to Home con relativo atterraggio di precisione. Volendo semplificare al massimo, affermiamo che in caso di perdita di segnale o premendo l’apposito pulsante sul Grip Controller, si attiva il ritorno sul punto di Home senza indugi e alla altezza prefissata nella configurazione del sistema.
Anche l’atterraggio di precisione funziona regolarmente.
Prima non abbiamo parlato del ritorno sul punto di decollo perché A1 Antigravity prevede anche un punto di Home dinamico.
Ovvero se ci si trovasse su una barca o un altro mezzo in movimento, il drone se opportunamente configurato nelle impostazioni, tornerebbe dove si trova il pilota con i visori e non nel punto da dove è decollato.
A proposito del pilotaggio con mezzo in movimento; permetterci un’altra piccola pillola normativa:
non è permesso a nessun pilota di condurre un drone, mentre guida un altro veicolo.
Quindi ok a imbarcazioni o moto o autovetture, ma solo come passeggeri e visto che il pilota indossa gli occhiali dovrà esserci un altra persona che funga da osservatore con la visuale libera dell’ambiente circostante e che non stia guidando l’auto o l’imbarcazione.

Volo silenzioso

Ci ha piacevolmente stupito, considerando le ridotte dimensioni delle eliche, la silenziosità del drone A1.
Certamente non è una cosa che un “dronista” standard apprezza o nota, ma sicuramente è un punto favore di questo drone che già a qualche metro di altezza da terra, si vede e si sente poco.

immagine di visori a1

Occhiali per visione a 360 gradi

I visori che permettono la visione in lungo e in largo di quanto catturato dalle telecamere a 360 gradi che secondo la tradizione Insta360 nascondono la carlinga del drone, sono davvero da effetto Wow.
O meglio lo sono sicuramente per le persone che non hanno mai avuto la possibilità di pilotare nel suddetto modo.
Facendo un piccolo passo indietro di circa 20 anni, dobbiamo ricordare che all’epoca, pilotando in FPV (cioè in prima persona) avevamo installato una paio di servocomandi sugli aeromodelli che si muovevano grazie ad uno speciale headtracker (con giroscopi e accelerometri) situato sopra agli occhiali.
In sostanza muovendo la testa a destra e a sinistra o in alto e in basso, potevamo vedere diverse porzioni del cielo e della terra sottostante. Certamente innovativo per il 2006.

Un aereo del 2006 cn possibilitò di muovere la telecamera
Un aereo del 2006 con la possibilità di muovere la telecamera

Tornando ad oggi, il vantaggio di questo sistema di registrazione è che ci si può guardare intorno anche a posteriori. In sostanza un pilota che voglia fare un ripresa professionale o anche amatoriale e segua e superi ad esempio una autovettura in movimento, potrà in sede di montaggio video, ottenere inquadrature che magari non aveva previsto in fase di volo.
Lo stesso video potrà essere realizzato in tantissimi modi inusuali e diversi dalla ripresa iniziale.

Regolazione interpupillare
Regolazione interpupillare

Concentrandoci sugli occhiali che pesano solo 340 grammi, non sono per nulla fastidiosi da indossare. Inoltre potendo modificare la distanza interpupillare e le diottrie (correzione della vista da +2.0D a -5.0D), si adattano a tantissime persone con problemi di vista non troppo gravi.
La batteria che alimenta i visori, viene collegata con un cavo alla presa  USB-C e grazie ad uno speciale cordino rimane appesa al collo, rendendo quindi il peso dei visori meno impegnativo.
Però per contro, ci si trova con una cavo penzolante, che certamente non da un eccessivo fastidio, ma bisogna ricordarsi di averlo addosso.

Quello che si vede con la telecamera frontale dei visori
Quello che si vede con la telecamera frontale dei visori

Una altra funzione utile consiste nella visualizzazione di fronte al pilota, senza doversi togliere gli occhiali. Grazie ad un pulsantino laterale, il pilota che indossa i visori, potrà vedere davanti a lui grazie alle telecamere anteriori.
Si tratta di una visione in bianco e nero, di piccole dimensioni rispetto alla visuale immersiva, ma certamente utile per svolgere alcune funzioni pratiche, vedere dove si poggiano i piedi, trovare la giusta allocazione dei pulsanti del Grip Controller eccetera.
Comoda anche la funziona anti appannamento che d’inverno o nelle giornate molto umide preserva la visione chiara e limpida.

Menù di configurazione
Menù di configurazione

Il menù di configurazione e l’head display ci hanno veramente stupito. In modo particolare il menù che non occupa tutto lo schermo e non è piatto, ma concavo. Inoltre si muove in base a come si orienta la testa.
Si attiva premendo un apposito tasto sul lato destro del Grip Controller e tramite l’inclinazione dello stesso, ci si sposta nelle varie configurazioni. (si vede una raggio bianco che punta sulle varie voci del menù).
Con il grilletto dell’acceleratore si confermano le opzioni scelte.
Molto semplice e intuitivo. Una volta completate le impostazioni, si esce dal menu premendo nuovamente lo stesso pulsantino.

Il Grip Controller

Qualche volta anche la stessa Antigravity lo chiama motion controller. E in effetti proprio di questo si tratta.
E’ una piccola cloche che il pilota tiene nella mano, e grazie agli accelerometri e ai giroscopi, quindi con una piccola IMU inerziale al suo interno, trasmette i movimenti via radio ai visori che a loro volta lo ritrasmettono al drone.
In sostanza il Grip Controller non emette la radiofrequenza necessaria per arrivare sino al drone in volo, ma questo compito è relegato agli speciali occhiali che si tengono in testa.
Esattamente come nel sistema della nota concorrente.
Sul motion sono presenti tutti i controlli necessari per pilotare il drone per avviare o interrompere le registrazioni video, effettuare foto, attivare il Return to Home e ricentrare la visione sulla prua del drone.

Può accadere infatti che durante il pilotaggio nella modalità FPV si perda l’allineamento con la direzione del drone e pertanto senza accorgersene si volasse “scarrocciando“. Ci perdonino i velisti per questo paragone, ma di fatto potrebbe capitare e a noi è successo spesso.
Ad esempio abbiamo volato verso est, mentre con i visori guardavamo verso nord; quindi era come se si stesse volando di traverso.
Per ritornare con la visuale anteriore e nella stessa direzione della prua del drone o si setta la modalità di volo Free Motion, quindi uscendo dalla modalità FPV oppure si preme per qualche secondo la rotella che si trova sul Grip Controller.

Autonomia e batterie

Siamo rimasti gradevolmente sorpresi anche dalla durata delle tre batterie presenti nel bundle. In effetti la durata di volo si avvicina molto ai 24 minuti indicati sui dati di targa per la versione C0.
L’hub di ricarica è molto ben realizzato e con una serie di display che mostrano lo stato di avanzamento di ricarica o delle batterie.
Ingegnosa anche la sua realizzazione: due batterie sono alloggiate anteriormente e all’interno, una esternamente e dietro.
La batteria dei visori si ricarica separatamente con un presa USB di tipo C. La sua durata è notevole (2,5 ore) e non impensierisce il pilota.
Lo stato di carica si visualizza grazie a 4 led verdi disposti a forma di quadrifoglio. Tutti a 4 accesi significano batteria al 100% e uno solo batteria al 25%; meglio ricaricare.

Trasmissione video e controllo remoto

Non ci stancheremo mai di dirlo sui social e si scriverlo sulle nostre pagine, non eseguiamo test di massima distanza raggiungibile dai vari droni che recensiamo.
Considerando l’uso del drone A1 Antigravity, e pilotandolo in prima persona (First Person View) le distanze potrebbero essere notevoli e il pilotaggio  eseguito nella massima sicurezza.
Infatti il pilota può in qualsiasi istante guardare anche sopra e sotto.
Ma la normativa parla chiaro in tal senso e l’osservatore avrà gli stessi vincoli del poter vedere il drone e il suo orientamento spaziale, senza l’ausilio di dispositivi esterni.
Quindi nel raggio di qualche centinaio di metri, considerando le dimensione di A1 Antigravity, ad eccezione della volta in cui abbiamo messo le antenne situate sui visori di lato rispetto al drone, non abbiamo mai avuto LAG (latenze) del video ricevuto o mancanza del segnale di controllo.
La trasmissione avviene secondo i principi di un protocollo proprietario denominato Omnilink 360 e la banda dei 5,8 Ghz e le potenze di trasmissione sono adeguate alla Regione nella quale si vola.
Quindi in Italia ciò avviene rispettando i requisiti previsti dalla normativa CE.

Modalità di volo intelligenti

Modo di volo SkyPath

Anche per A1 Antigravity sono disponibili le modalità di volo semiautomatiche che permettono al drone di allontanarsi dal pilota secondo una altezza e distanza prestabilita, di muoversi intorno ad un soggetto, insomma tutte le cose per le quali oramai da anni siamo abituati.

Utile e facile la modalità semiautomatica denominata SkyPath. In poche parole effettuando un volo con il drone A1, tramite il Grip Controller si riescono a salvare alcuni punti o waypoint, che verranno poi utilizzati per creare un vero e proprio percorso. Da qui il nome SkyPath, che volendo sarà salvato e ripercorso ogni qual volta si desideri.
Utile oltre che per svago, anche per attività lavorative, volendo controllare lo stato di avanzamento di alcuni lavori o banalmente lo scorrere delle stagioni in un certa località.

Ma Antigravity ci ha messo anche del suo, introducendo in sovraimpressione alla ricezione delle immagini video ricevute dal drone, un drago, un cockpit di aereo, un serpente.
Insomma una serie di gadget che potrebbe ingolosire qualche appassionato di video giochi o di film fantasy.

Non siamo riusciti a provare la modalità Deep Track l’equivalente del Follow Me, cioè l’inseguimento da parte del drone di un soggetto in movimento.

Montaggio video

Una grande differenza del drone A1 di Antigravity consiste, nel caso non lo abbiate capito, nel fatto di poter registrare tutto quello che viene visto intorno al drone.
Qui famosi 360 gradi che permettono sia in fase di pilotaggio, ma anche e soprattutto di editare i video registrati con una miriade di punti di vista differenti.
Questo lascia ai videomaker più creativi enormi possibilità di esprimere il loro potenziale. Oltre alle diverse prospettive e inquadratura, pensate ad esempio, alla creazione di un tonneau (cioè una rotazione del aeromobile sullo stesso asse), una rotazione verso destra o verso sinistra mentre si avanza o volendo anche mentre si retrocede.
Una manovra che A1 non può fisicamente svolgere, ma che si può simulare in post produzione.
O una discesa verso il basso sempre con una rotazione guardando verso l’alto.
Insomma infinite idee creative di contenuti alle quali bisogna dedicare parecchio tempo e attenzione.

Montaggio video con programma AntiGravity
Montaggio video con programma AntiGravity

Tanto tempo per l’appunto  significa che per i meno fantasiosi è un passaggio in più obbligatorio che bisogna per forza fare, se si vuole realizzare un video tradizionale in 16:9 o in 9:16 ritratto o quadrato 1:1 prima di poterlo pubblicare.
Il programma per MacOs e Pc chiamato Antigravity, non un vero editor di video, ma serve proprio per acquisire le immagini o video nel formato INSV di Insta360 e convertirle e tagliarle e poi esportarle nel formato prescelto.

Prezzi e setup disponibili

Il drone A1 Antigravity viene venduto in due configurazioni:

  • Versione Standard che costa euro 1399,00 e comprende: 1 drone, 1 visore, 1 Grip Controller, 1 batteria, 1 custodia per il trasporto del drone, 1 kit di ricambio per le eliche, 2 supporti per le lenti correttive
  • Versione Explorer che costa euro 1599,00 e comprende tutto quello contenuto nella versione Standard a cui aggiungere 2 batterie aggiuntive per un totale di tre, 2 kit di ricambio per le eliche e 1 borsa di trasporto per portare tutto il necessario.

Il tutto disponibile dal rivenditore italiano PersonalDrones.it o sugli store di Antigravity indicati poco sopra.

Considerazioni finali

Arrivati al termine delle recensione, ci vediamo costretti ad esprimere il nostro parere su questa tipologia di drone con telecamera a 360 gradi, che siamo certi avrà aperto un vaso di Pandora e non sarà certo il primo della sua categoria.
Quali sono i suoi punti di forza?

Pregi

  • Certamente quello relativo alla innovazione, non solo per la camera, ma anche per il sistema di visione tramite il visore, per l’apparenza estetica, la bontà dei materiali di costruzione.
  • La semplicità di pilotaggio che rende la guida di A1 Antigravity alla portata di tutti.
  • Il fatto di essere un drone marcato C0, gli permette di volare anche sopra a persone non coinvolte e non informate.
  • E’ silenzioso e non invasivo.
  • Può essere usato da content creator dotati di buona fantasia per realizzare decine di versione di un video registrato in tanti modi differenti.
  • I visori sono comodi da indossare, creano curiosità anche nei confronti di amici e passanti, considerando i loro display LCD anteriori.

Difetti

Per quanto riguarda i difetti, sicuramente come possiamo trovare:

  • il prezzo, decisamente molto alto per la categoria del drone. Tuttavia bisogna considerare che occorre comprare anche il Grip Controller e i visori, ma forse ci sono qcirca due o trecento euro in più di quello che ci aspettavamo per l’acquisto di un oggetto simile.
  • Il secondo difetto, che però è anche un pregio che abbiamo appena evidenziato è relativo al passaggio in più che è necessario fare per poter pubblicare un video registrato dal drone.
    Comunque va processato o dalla applicazione per smartphone o dal programma per pc windows o MacOs. Ma non lo potremmo considerare un vero e proprio difetto, ma va comunque evidenziato.
  • Certamente il fatto di dover a fianco uno spotter (osservatore) che ci assista durante tutto il volo, potrebbe creare qualche difficoltà anche a videomaker professionisti, abituati a lavorare in solitudine.

Concludendo, si tratta certamente di una porta aperta e spianata che siamo certi scatenerà anche altri produttori di droni nella direzione, anzi nelle multiple direzioni delle riprese a 360 gradi.

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