Soccorso in Alta Quota: Drone salva Escursionista 19enne lanciandogli una torcia in mezzo alla tempesta

Ancora una volta il binomio droni e luci si è distinto in modo netto nell’ambito delle operazioni di ricerca e soccorso in montagna.

Infatti, dopo che la settimana scorsa abbiamo riportato la notizia di come un drone abbia contribuito a salvare un’escursionista rimasta bloccata col buio su una ferrata in provincia di Vicenza, illuminando la parete dalla quale era sospesa fino all’arrivo dei soccorritori, adesso un fatto simile, avvenuto invece negli Stati Uniti, mette ancora una volta in primo piano quanto, in modo concreto, i droni possano fare la differenza quando le condizioni ambientali diventano estreme.

Il caso di cui parliamo oggi arriva invece dal Colorado e ha coinvolto un escursionista di 19 anni, dato per disperso su Quandary Peak. Come riporta l’articolo su Cbsnews, i soccorsi hanno inizialmente individuato il ragazzo grazie a un drone con termocamera, ma il dettaglio che ha dato la svolta all’operazione, gravata da condizioni ambientali molto complicate per via del forte vento presente, è stato un approccio semplice ed inedito: il rilascio di una torcia vicino alla sua posizione.

Una salita complicata e l’allarme per un escursionista in ritardo

Quandary Peak è una delle cime oltre i 4 mila metri più frequentate del Colorado, perché offre una delle ascensioni più abbordabili. Nonostante questo, la montagna rimane sempre un ambiente dove il contesto climatico può evolvere velocemente, e in inverno questo significa anche improvvisa comparsa di una bufera.

E infatti vento forte, neve trasportata, visibilità ridotta e temperature rigide hanno reso la situazione critica, perciò quando è arrivata la segnalazione di un “overdue hiker”, le squadre di ricerca si sono attivate sapendo di dover agire in fretta, prima che il meteo peggiorasse ulteriormente.

La ricerca con il drone e i limiti dell’alta quota

Per localizzare il giovane, i soccorritori hanno impiegato un drone dotato di termocamera. Volare a quelle altitudini comporta però difficoltà tecniche significative: l’aria più rarefatta costringe il drone a generare maggiore spinta per ottenere la stessa portanza, con un impatto diretto su autonomia e gestione delle batterie.

Questo ha obbligato il team a pianificare con attenzione la rotta di ricerca e i tempi di volo. Inoltre, dopo aver individuato il ragazzo, i soccorritori si sono resi conto che la batteria del suo telefono era quasi scarica e non aveva a disposizione altre fonti di luce affidabili.

La “light drop”: una soluzione improvvisata ma decisiva

A quel punto, la squadra ha deciso di tentare qualcosa di estremamente semplice ma anche originale: ha fissato una torcia al drone, e poi l’ha sganciata in prossimità della posizione del ragazzo. Secondo quanto riferito dalle autorità, il rilascio è avvenuto a una distanza stimata tra i 15 e i 30 metri da lui, sufficientemente vicina per essere recuperata in breve tempo.

La torcia da un lato ha fornito all’escursionista una luce utilizzabile per orientarsi e muoversi in maggiore sicurezza, dall’altro ha creato un punto luminoso facilmente individuabile nel buio, permettendo ai soccorritori di avvicinarsi con maggiore precisione.

Un dettaglio che accelera il salvataggio

Invece di avanzare su un versante oscuro e privo di riferimenti, la squadra si è coordinata con l’operatore del drone per convergere verso una fonte luminosa ben visibile: la torcia ha giocato un ruolo chiave nel guidare il giovane di nuovo verso il sentiero e nel ridurre i tempi necessari per raggiungerlo.

Un esempio per il futuro del search and rescue

Solo quindici anni fa, un intervento di questo tipo avrebbe potuto avere un esito molto diverso. La possibilità di ricevere una chiamata di emergenza, dispiegare un drone e localizzare una persona in meno di dodici ore dimostra quanto la tecnologia stia cambiando le operazioni di soccorso.

Per chi si occupa di pianificazione SAR, il messaggio è chiaro: non limitarsi alla sola individuazione dall’alto. Pensare anche a micro-consegne di emergenza e testare sistemi di sgancio improvvisati può fare la differenza quando ogni minuto conta.

Categorie News