Dal mondo dell’automotive (che non se la passa granché bene di questi tempi) a quello della difesa, il passo può essere più breve del previsto. Renault, ad esempio, ha avviato una collaborazione con il gruppo specializzato Turgis Gaillard per sviluppare e produrre droni militari destinati alle forze armate francesi.
La notizia, riportata da Reuters, segna l’ingresso ufficiale del costruttore francese nel settore della difesa, pur con una precisazione importante: il core business resterà l’auto.
Un progetto sotto la supervisione della Difesa francese
Secondo Reuters, l’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto volto a sviluppare un’industria francese dei droni, sotto la supervisione della Direzione generale degli armamenti, l’ente che coordina gli acquisti militari in Francia.
“Qualche mese fa siamo stati contattati dal Ministero delle Forze Armate francesi per un progetto di sviluppo di un’industria francese dei droni”, ha dichiarato a BFM TV Fabrice Cambolive, Chief Growth Officer di Renault. “Siamo stati coinvolti per le nostre competenze industriali, produttive e di progettazione”.
La collaborazione con Turgis Gaillard si inserisce in un contesto più ampio, legato alle nuove esigenze militari emerse in Europa in seguito all’invasione russa dell’Ucraina e ai cambiamenti nella politica estera statunitense. Secondo Reuters, questi fattori stanno generando una domanda di equipaggiamenti e sistemi militari che i tradizionali attori della difesa faticano a soddisfare nel breve periodo.
Produzione e capacità industriale
Renault non ha confermato ufficialmente i dettagli industriali, ma secondo fonti citate dalla stampa francese parte della produzione potrebbe essere localizzata negli stabilimenti di Le Mans, dove verrebbero realizzate le strutture dei droni, mentre a Cléon sarebbe affidata la costruzione dei motori.
Secondo le fonti riprese da più testate internazionali, l’obiettivo sarebbe raggiungere una capacità produttiva fino a 600 unità al mese entro il primo anno di attività. Anche su questo punto Renault ha preferito non commentare ufficialmente.
Droni a lungo raggio e strategia industriale
I velivoli senza pilota oggetto della collaborazione sarebbero pensati per missioni di sorveglianza e attacchi mirati, con caratteristiche che ricordano da vicino quelle dei droni Shahed sviluppati in Iran e impiegati nei conflitti degli ultimi anni. Le informazioni tecniche circolate sulla stampa specializzata parlano di piattaforme guidate a distanza e progettate per una produzione su larga scala.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro strategico che mira ad adeguare l’industria nazionale a prepararsi a una vera e propria “economia di guerra”, in grado di rispondere alle tensioni geopolitiche globali. Un orientamento ribadito anche nel comunicato ufficiale della Direzione generale degli armamenti del 22 gennaio 2026, che definisce le grandi linee guida della DGA per rafforzare le capacità industriali e tecnologiche francesi nel settore della difesa.
Non si tratta di un caso isolato, perché ci sono in effetti anche altre aziende del comparto automotive che sono state coinvolte in iniziative analoghe: il fornitore Valeo partecipa a un “patto per i droni della difesa” insieme a circa cento aziende, mentre Fonderie de Bretagne si prepara a produrre componenti destinati al settore militare.
Renault: l’auto resta il core business
Nonostante l’apertura al settore della difesa, Cambolive ha voluto rassicurare sul posizionamento del gruppo: l’attività principale di Renault resterà quella automobilistica.
L’ingresso nel comparto dei droni rappresenta quindi un’estensione delle competenze industriali e produttive del gruppo, in risposta a una richiesta diretta del governo francese, più che un cambio di identità aziendale.




