Il Drone eVTOL più pesante d’Europa prende il volo: primo test pubblico per Romeo, “Peso Massimo” da 2,7 tonnellate [VIDEO]

Mentre, dopo tante chiacchiere e pochi fatti, l’entusiasmo per i taxi volanti urbani rallenta in tutta Europa, dalla Baviera arriva invece un segnale contrario. ERC Systems, startup con base nell’area di Monaco, ha infatti avviato i test di volo del suo dimostratore Romeo, un eVTOL da 2,7 tonnellate pensato non per i voli cittadini, ma per missioni mediche inter-ospedaliere e applicazioni nel settore difesa.

Un cambio di rotta strategico che guarda a esigenze operative concrete, con l’obiettivo di costruire un velivolo sostenibile dal punto di vista industriale ed economico.

Un primo volo simbolico in Baviera

Come riporta Aerospace Global News, il primo test pubblico si è svolto presso l’ex base aerea di Erding, in Baviera, oggi in fase di sviluppo come centro di innovazione della Bundeswehr. Davanti ai media invitati, il velivolo telecomandato si è sollevato fino a poco meno di 10 metri di quota, ha eseguito una breve traiettoria a “otto” ed è atterrato dopo meno di cinque minuti.

Un volo breve, ma dal forte valore simbolico. Segna infatti l’ingresso ufficiale di un nuovo attore europeo nel settore dell’Advanced Air Mobility.

L’eVTOL più pesante mai volato nell’Unione Europea

Con un’apertura alare di 16 metri e otto rotori montati su bracci laterali in configurazione lift-plus-cruise, Romeo viene descritto da ERC come l’eVTOL più pesante finora volato nell’Unione Europea, sulla base dei dati pubblicamente disponibili.

Al momento il dimostratore è limitato al volo in spinta verticale, all’hovering e alle manovre a bassa velocità, ma un secondo esemplare, previsto nel secondo trimestre, dovrebbe tentare la transizione completa al volo sostenuto dalle ali.

Secondo il CEO David Lobl, la sfida più complessa in questa fase è la gestione di un hovering stabile. Il volo in avanti verrà affrontato una volta validate architettura propulsiva e sistemi di controllo.

Romeo rappresenta l’evoluzione di un precedente dimostratore tecnologico, Echo, che ha volato per la prima volta nel 2023 ed è servito per sperimentare concetti di propulsione elettrica distribuita e ridondanza delle batterie.

Il nuovo velivolo si avvicina invece a un prototipo industriale, con componenti forniti da supplier e pratiche costruttive orientate alla produzione, per testare non solo le prestazioni in volo ma anche la producibilità.

Charlie: 800 km di autonomia e certificazione EASA nel mirino

I dati raccolti con Romeo confluiranno nel progetto del velivolo di serie, denominato Charlie, un progetto che inizialmente era stato concepito come completamente elettrico, ma che ora è stato ripensato in chiave ibrida.

Il cofondatore e chief commercial officer Maximilian Oligschlager ha spiegato che le aspettative iniziali sulla densità energetica delle batterie non si sono concretizzate con la rapidità prevista. L’autonomia full electric si è rivelata insufficiente per il profilo di missione inter-ospedaliero, mentre l’infrastruttura di ricarica rappresentava un ulteriore vincolo operativo.

La nuova configurazione ibrida manterrà la propulsione elettrica ma integrerà un generatore alimentato a carburante come range extender, una soluzione che, secondo ERC, dovrebbe consentire un’autonomia massima di circa 800 chilometri, preservando al tempo stesso il profilo di manutenzione ridotto tipico dei motori elettrici.

Charlie dovrebbe avere un’apertura alare di 15 metri, un peso massimo al decollo di 3.300 kg e un carico utile di 500 kg. La certificazione è prevista per il 2031 secondo la Special Condition VTOL di EASA, che applica un obiettivo di sicurezza 10-9 equivalente a quello richiesto per gli aeromobili di trasporto commerciale.

Perché niente taxi volanti urbani?

La strategia di ERC si discosta nettamente dalla narrativa dei “flying taxi” che ha dominato il settore nei primi anni del decennio.

L’attenzione è rivolta a missioni strutturate e ripetibili, come i trasferimenti di pazienti tra ospedali. Secondo l’azienda, l’invecchiamento della popolazione europea, la concentrazione delle strutture sanitarie e la carenza di personale medico stanno aumentando la domanda di trasferimenti rapidi tra centri specialistici.

L’idea è che un velivolo progettato ad hoc possa affiancare i servizi di elisoccorso, occupandosi dei trasferimenti programmati o semi-programmati e liberando gli elicotteri per le missioni di emergenza primaria.

ERC ha collaborato con l’operatore tedesco di elisoccorso DRF Luftrettung per definire concetti operativi e requisiti normativi. Tra le caratteristiche pensate per l’ambito sanitario figurano porte posteriori a conchiglia, cabina rialzata e una configurazione che consente al personale medico di muoversi in sicurezza attorno al velivolo.

DRF prevede che velivoli di questo tipo possano entrare stabilmente in flotta entro gli anni 2030, con una prima esperienza operativa pianificata nella regione sanitaria di Memmingen-Unterallgäu.

Applicazioni nella difesa e variante unmanned

Le applicazioni nel settore difesa rappresentano ovviamente un altro pilastro della strategia. Tra le possibili missioni figurano evacuazioni e operazioni di supporto. Una variante senza equipaggio dovrebbe essere presentata nel corso dell’anno, con possibili impieghi nel trasporto cargo, nella logistica e in missioni governative, in particolare in contesti dove l’accesso a piste tradizionali è limitato.

Un debutto prudente in un mercato complesso

Fondata diversi anni fa, ERC Systems ha preferito finora operare lontano dai riflettori. L’emergere pubblico del programma avviene in una fase in cui il settore europeo eVTOL è diventato più cauto, anche alla luce delle difficoltà incontrate da altri sviluppatori di taxi volanti.

La certificazione nel 2031 rappresenta un obiettivo ambizioso e richiederà capitali significativi e uno sforzo industriale continuativo. L’azienda afferma di collaborare con il gruppo aerospaziale IABG per supporto ingegneristico ed expertise man mano che il programma evolve. Staremo a vedere, sperando che seguano presto – per quanto possibile vista la complessità di questi modelli – altre dimostrazioni concrete.

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