Cina: DJI sospende la Licenza al Pilota che ha usato un Drone Agricolo per sollevare un uomo a 10 metri da terra

Mentre in Italia lo sdoganamento dei droni agricoli per migliorare la produttività nei campi procede lento, ma per fortuna apparentemente inesorabile, in altri Paesi del mondo e soprattutto in Cina – vera e propria “patria” dei droni commerciali – sono una realtà consolidata già da diversi anni.

Una tecnologia più accettata ed utilizzata, insomma, ma un contesto che però da solo non basta ad evitare il verificarsi di situazioni al limite dell’assurdo, derivanti da un uso quantomeno troppo leggero (per non dire sconsiderato) di questi velivoli.

Accade infatti che DJI, ossia la più grande azienda produttrice di droni civili al mondo, ha diffuso un comunicato ufficiale in seguito al grave uso improprio di un drone, un modello agricolo che è stato impiegato per il trasporto di persone.

Come riporta il sito Newuas.com, l’azienda ha preso una posizione netta nei confronti dell’operatore responsabile del gesto, identificato come Zheng, al quale è stata revocata la licenza di pilota di droni agricoli, con il divieto di richiederne una nuova per un periodo di un anno.

Cosa è successo: i fatti

Secondo quanto riportato, l’incidente risale a dicembre 2025 ed è avvenuto in un agrumeto nella contea di Fengjie, a Chongqing. In questa occasione, Zheng ha utilizzato un drone agricolo per sollevare del personale su una montagna, portandolo a oltre 10 metri da terra.

Un’operazione estremamente pericolosa, che ha esposto le persone coinvolte a un rischio concreto per la loro sicurezza.

L’accaduto è emerso durante un’ispezione di routine condotta da DJI. A seguito della scoperta, l’azienda ha immediatamente avviato un’indagine interna e le procedure disciplinari previste.

Le regole sono chiare: cosa dice la normativa

Il comportamento dell’operatore viola esplicitamente quanto stabilito dall’articolo 62, punto 8 del “Regolamento provvisorio sulla gestione dei voli di droni” del Consiglio di Stato, visto che ovviamente i droni agricoli devono essere utilizzati esclusivamente per attività legate alla produzione agricola, come agricoltura, silvicoltura, allevamento e pesca.

È invece severamente vietato impiegarli per scopi diversi, come il trasporto di persone o qualsiasi attività che possa mettere in pericolo la sicurezza pubblica.

Anche i programmi di formazione DJI ribadiscono questo principio: in caso di utilizzo per attività rischiose o illegali, l’autorità può revocare il certificato o rifiutarne il rinnovo. Ed è proprio sulla base di queste disposizioni che DJI ha deciso di revocare la licenza di Zheng.

La posizione di DJI: tolleranza zero per gli usi pericolosi

Nel comunicato ufficiale, DJI ha ribadito con fermezza che i droni agricoli devono essere utilizzati esclusivamente per scopi produttivi e in contesti controllati.

Tra le attività vietate rientrano il sorvolo di folle in aree densamente popolate, il trasporto o sollevamento di persone e qualsiasi azione che possa danneggiare proprietà altrui.

“I droni agricoli sono strumenti a supporto della produzione agricola, non veicoli per operazioni illegali e rischiose”, ha dichiarato un rappresentante dell’azienda.

DJI ha inoltre sottolineato l’impegno a rafforzare i controlli e la formazione sulla sicurezza del volo, promuovendo procedure standardizzate tra gli operatori.

Un segnale importante per tutto il settore

Questo episodio rappresenta un chiaro richiamo alla responsabilità per tutti gli operatori di droni. Con la diffusione sempre più ampia dei droni agricoli, cresce anche la necessità di un utilizzo corretto e consapevole.

Il rispetto delle regole non è solo una formalità, ma una condizione essenziale per garantire la sicurezza delle persone e la sostenibilità dell’intero settore.

La collaborazione tra aziende, operatori e autorità resta fondamentale per prevenire incidenti e assicurare un impiego dei droni conforme alle normative.

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