USA: il tribunale punisce l’abuso di potere della FAA, l’Enac americana. Ma il problema resta

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato scientifico di DronEzine

francobn21Lo scorso maggio la Corte di Appello del Distretto di Columbia ha dichiarato illegittimo l’obbligo di registrazione imposto dalla FAA (Federal Aviation Administration – l’autorità dell’aviazione civile statunitense) ai proprietari di droni con un peso massimo al decollo superiore ai 250 grammi. In particolare, secondo la decisione della Corte, tale obbligo non deve essere imposto agli aeromodellisti, coloro che, quindi,  utilizzano i droni a scopo hobbistico o ricreativo.

Le ragioni che conducono a tale decisione sono da ricondursi nei poteri conferiti alla FAA nel FAA Modernization and Reform Act del 2012, con cui il Congresso degli Stati Uniti ha incaricato la FAA di creare regole per disciplinare il settore degli aeromobili senza equipaggio, in particolare quelli utilizzati esclusivamente per attività professionali. Infatti, con il Federeal Modernization and Reform Act del 2012, furono pertanto conferiti compiti e funzioni alla FAA con il chiaro limite di non occuparsi di aeromodelli.

Sulla scorta di tale legge federale, nel dicembre 2015, la FAA ha tuttavia stabilito che tutti i proprietari di droni con peso massimo al decollo superiore ai 250 grammi avrebbero dovuto registrarsi come operatori in un database nazionale tenuto dalla stessa FAA e ciò a prescindere dal fatto che tali droni fossero utilizzati per finalità ricreative o professionali.

La sentenza in esame ha stabilito che nella creazione di questo registro la FAA abbia superato i limiti del suo mandato legale, imponendo anche agli aeromodellisti di registrarsi. Infatti, secondo la corte statunitense, essendo chiaramente previsto nel FAA Modernization and Reform Act che la FAA non avrebbe dovuto imporre alcuna regola o regolamentazione relativa agli aeromodelli, l’obbligo di registrazione non avrebbe dovuto includere gli aeromodelli.

A nulla sono valse le difese della FAA fondate su argomentazioni fondate sulla obbligatorietà della semplice registrazione per tutti i velivoli (inclusi gli aeromodelli) e soprattutto sulla necessità di garantire la sicurezza delle operazioni. Secondo la Corte l’obbligo di registrazione, deve essere letto come un obbligo che disciplina, se pur maniera indiretta, l’utilizzo degli aeromodelli e che pertanto, rappresenta una nuova regolamentazione che vìola le competenze attribuite alla FAA.

Si tratta pertanto di un vizio dovuto ad eccesso di potere, che avrebbe visto gli aeromodellisti costretti a sottoporsi a regole illegittime. Ed infatti, il nuovo regime di registrazione imponeva agli aeromodellisti il rispetto regole stringenti quali quelle di pagare le tasse di registrazione e fornire informazioni che in precedenza non erano obbligatorie. Cosa ancor più grave, il nuovo regime normativo imponeva nuove sanzioni – amministrative e penali – ai proprietari di droni che non rispettavano tale obbligo. Per tali ragioni, conclude la Corte, i droni utilizzati per finalità ricreative ed hobbistiche non sono soggetti ad alcun tipo di registrazione, a prescindere dal loro peso.

Pur essendo dal punto di vista giuridico una decisione logica e congrua, la sentenza della Corte d’Appello del Distretto di Columbia pone l’accento sulla difficile convivenza tra droni utilizzati per attività professionali ed aeromodelli. Se da un lato, infatti, è stata premiata la necessità di non imporre regole stringenti e severe a coloro i quali, per mero divertimento, vogliano utilizzare un drone, dall’altro lato, tuttavia, potrebbe creare, nel lungo periodo, problemi dal punto di vista della sicurezza. Gli aeromodellisti, soprattutto quelli occasionali, sono coloro che generano maggiori problematiche, in quanto dotati di scarsa cultura aeronautica ed in generale meno attenti alle regole di utilizzo sui droni. Sotto tale aspetto, l’assenza di qualsivoglia controllo potrebbe creare serie conseguenze, che l’obbligo di registrazione imposto dalla FAA, poi dichiarato illegittimo, avrebbe certamente attenuato.

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