Yuneec H520, impressioni di volo

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Dronisport.it, rivenditore autorizzato  Yuneec, il 16 settembre scorso  ha fatto volare per la prima volta in Italia il drone industriale della casa cinese, durante il Campus ufficiale Yuneec presso la scuola di volo Ceraso – Nido delle Aquile ad Altamura (Bari). L’evento si è concretizzato in una giornata di studio in cui hanno partecipato piloti, fotografi professionisti ed esperti sui temi della fotogrammetria e rilievi 3d. Ecco come è andata.

Quello che colpisce maggiormente quando si armano i motori è il silenzio. Proprio come per l’ultimo nato di casa DJI, il Mavic Platinum, anche per l’H520  motori ed eliche sono stati progettati per diminuire il rumore in volo, e la differenza è davvero marcata rispetto al più anziano  Typhoon H. Se vengono armati i motori, rischiamo di non accorgerci che sono in funzione. Fortunatamente dopo qualche secondo, se non viene dato gas, vanno in time-out disarmandosi automaticamente. L’esperienza di volo è davvero emozionante, il feedback sui pollici” è eccezionale: si ha la percezione di un controllo totale senza sbavature, mentre la velocità è sempre controllata dalla praticissima ghiera “lepre/tartaruga”.

Non è un upgrade, è una macchina tutta nuova

L’H520 nonostante le somiglianze superficiali (colore a parte) è molto più di un semplice upgrade del fratellino minore Typhoon H (o H480 per i più tecnici). In realtà,  Yuneec ha riprogettato completamente la piattaforma hardware e software, ponendosi come obiettivo primario la conquista del mercato professionale. Le differenze non sono tanto quelle che si vedono, per esempio l’interasse più lungo di 4cm, motori più performanti, eliche maggiorate, carrello più alto per gimbal più “importanti”. Le nuove potenzialità dell’H520 si apprezzano lavorando sul flight controller, che è stato aperto  allo sviluppo di software di terze parti: è finalmente arrivato il tanto atteso SDK (software development kit) con il quale gli sviluppatori possono creare le loro app per piattaforme PC, IOS e Android, in modo da integrare l’H520 nelle soluzioni chiavi in mano più sofisticate.

Nuova anche la radio, una vera ground station da tenere in mano

La (bellissima e comoda) console ST16 ha acquisito una “s” finale, diventando ST16s, per indicare un modello più avanzato con il nuovo software di gestione del volo e della ground station: DATA PILOT. In una radio da pulpito ci sono tutte le possibilità di una tipica Ground Station, quindi definizione dei waypoint e griglie per rilievi fotogrammetrici tutto “offline”: le missioni si possono salvare nella memoria della ST16s per recuperarle in un secondo momento per una riesecuzione.

Finalmente sono arrivate le mappe per il volo automatico:  una funzione che tutti gli utenti del Typhoon H chiedevano da tempo. Si possono scaricare quando la ST16s è connessa ad Internet, magari in tethering con uno smartphone, in modo da essere recuperatee visualizzate automaticamente durante le missioni sul campo. E’ possibile seguire il drone sulla mappa, orientarsi con precisione in base alla prua e alla traiettoria tracciata, identificare l’home point e la posizione della ST16s. 

Il software di volo Data Pilot ha una interfaccia grafica completamente diversa dal precedente: ci sono tutti i parametri della telemetria, inclusa una bussola per l’orientamento. Con un approccio “picture-in-picture” è possibile switchare fra le mappe e la camera. Le informazioni sulla batteria sono esporessi in percentuale  e cliccando su u’icona è possibile visualizzare il voltaggio. Il menù della ground station è facilmente accessibile dalla barra superiore. Tutti gli alert sono visualizzati in tempo reale durante il volo e “accodati” in un log sempre a portata di clic. La comunicazione fra la ST16s e il pilota è tutta vocale (solo in lingua inglese, per ora): dal decollo, agli alert in volo, allo switch fra modalità foto/video, l’RTL (return to launch) persino l’atterraggio e il disarmo dei motori. Tutto “parlato” dal sintetizzatore vocale del Data Pilot.

E il payload? Lo scegli tu

Un’altra importante novità riguarda la possibilità di montare più camere, addirittura sostituiili “a caldo” senza spegnere il drone. La E90 da 20mp con sensore da un pollice in grado di registrare video in 4k a 60fps con codec HEVC a 100mbit, la E50 da 12mp con obiettivo da 40mm impiegabile per le ispezioni, e la termica CGOEt prossima ad uscire sul mercato, specifica per l’H520.

 

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