Cosa potrebbero fare i droni nelle operazioni di soccorso

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I droni civili interessano ormai ogni attività umana, dal puro uso ludico al supporto in tanti ambiti professionali.
Era indubbio che le opportunità innovative di tali sistemi entrassero subito nell’interesse di chi si occupa di soccorso, sia nella sua declinazione quotidiana (EMS) che in occasione di medio-macro emergenze (quello che riconduciamo all’ambito della Protezione Civile).

Potenzialità degli aeromobili a pilotaggio remoto (droni) nelle operazioni di soccorso lo sviluppo dei droni civili

di Gian Francesco Tiramani

È del tutto evidente che, soprattutto in Italia, l’ambito del soccorso non ha visto la stessa velocità di sviluppo applicativo che hanno avuto, invece, settori come l’agricoltura, la mappatura del territorio, la produzione documentaristica e cinematografica, ecc.
La scarsa conoscenza da parte degli operatori del soccorso delle diverse possibilità che questi sistemi offrono (anche in relazione al progresso tecnologico che si sviluppa con grande celerità) e il quadro normativo nazionale che non tiene ancora conto delle peculiarità di tali applicazioni per consentirne un uso più puntuale, non permettono ancora un accesso efficace e tempestivo a queste tecnologie; tempestività che gioca un ruolo determinante per l’esito fausto o meno del soccorso stesso.

LA SPECIFICITÀ DEL SOCCORSO

Ogni volta che un evento mette a repentaglio la vita delle persone, infatti, il tempo nel quale si è in grado di portare un aiuto qualificato (sanitario) incide in modo significativo sulla percentuale di sopravvivenza (ricordiamo la “Golden hour”); basti pensare che nel caso della compromissione delle condizioni vitali, un soccorso medico qualificato portato entro 10 minuti dal verificarsi dell’evento innalza la possibilità di sopravvivenza ad oltre il 100%, mentre con un intervento entro i 20 minuti la percentuale stessa si ferma appena sopra il 10%.
La letteratura scientifica indica che, nel caso di traumi importanti, circa il 30% delle morti potrebbero essere evitate, se venissero attuate precocemente le procedure di ripristino e mantenimento delle condizioni vitali, seguite da un trasporto protetto.

LA RICERCA DELLE PERSONE SCOMPARSE

Un caso particolare è quello della ricerca delle persone delle quali è stata denunciata la scomparsa: il dato complessivo fornito dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse parla di 24.440 denunce in un anno (30.6.2016 – 30.6.2017) con 13.396 persone che sono poi state rintracciate.
Uno degli elementi più mortificanti per i soccorritori stessi e per le famiglie coinvolte è che gran parte delle persone che vengono ritrovate dalle squadre di ricerca sono rinvenute decedute; ancor più allarmante è la constatazione che troppo spesso le vittime vengono individuate in aree che risultavano essere state indagate.

LE MACRO EMERGENZE

Nel caso di eventi di “Protezione Civile”, classificati secondo l’art. 2 della Legge n. 225 del 24 febbraio 1992, una delle necessità primarie per chi deve prendere decisioni finalizzate all’organizzazione dei soccorsi, è certamente quella di avere in tempi molto ridotti il “dimensionamento” dell’evento sia in ordine all’estensione territoriale che alla conoscenza quanto più puntuale possibile dei danni presenti e -conseguentemente – delle priorità di intervento.
Tali Eventi comportano, tra l’altro, quasi sempre l’interruzione delle reti di telecomunicazione ordinaria e del
sistema viario, con l’impossibilità – quindi – di avere informazioni utili e sufficienti per muovere
tempestivamente ed efficacemente il sistema dei soccorsi.

LA POTENZIALITÀ DEI SAPR IN AMBITO RESCUE

In Italia troviamo già diverse sperimentazioni interessanti con il ricorso agli APR sia nelle attività quotidiane
che negli eventi di più grande portata, ma senza dubbio le potenzialità vanno ben oltre.
Questi sistemi offrono alcune caratteristiche estremamente significative:
• Disponibilità al decollo entro breve tempo (come non è per ala fissa e rotante con equipaggi a bordo).
• Costi di esercizio estremamente più contenuti rispetto agli aeromobili manned.
• Rischio ridotto proprio per l’assenza di personale a bordo ma anche in caso di impatto al suolo per il personale impegnato nei soccorsi e per le stesse persone colpite dall’evento.
• Possibilità di operare anche in caso di pioggia (per i sistemi con adeguato grado di protezione) e nelle ore notturne, nonché in presenza di temperature molto basse o elevate.
• Grande diffusione sul territorio degli operatori disponibili.
Sono diverse in Italia le amministrazioni pubbliche (v. Regione Umbria) e le organizzazioni di volontariato (come ANA, ANC, ecc.) che hanno costituito gruppi di intervento specifico con SAPR, ma l’utilizzo di questi sistemi per il soccorso può svilupparsi in modo considerevole, in un contesto che lo possa favorire concretamente.
Le stesse amministrazioni pubbliche, però, non sempre si doteranno di tali sistemi per cui il ricorso al volontariato e ai privati rimarrà comunque una strada imprescindibile (come avviene ormai da anni in modo strutturale).

ALCUNI ESEMPI DI IMPIEGO IN QUESTI AMBITI

L’utilizzo di queste tecnologie nel soccorso sanitario consente:
✓ il trasporto urgente di equipaggiamenti “salvavita” (DAE, medicinali urgenti, salvagenti, ecc.);
✓ il rilievo per dimensionare incidenti stradali, ferroviari, industriali, navali, aerei e per atti legati a
crimini e al terrorismo; in questi eventi risulta importante non solo avere il pronto dimensionamento dell’evento ma poter individuare efficacemente le aree di accesso per i mezzi di soccorso;
✓ un supporto importante dell’infortunistica sul lavoro;
✓ le ispezioni di aree di difficile o pericoloso accesso.
Nella ricerca di persone scomparse (quando vengono attivate squadre di ricerca in aree definite) l’impiego di APR con payload specifici cambia radicalmente l’esito quando la persona è ancora in vita. L’utilizzo di sensori a bordo in grado di rilevare le differenze di temperatura (anche di decimi di grado) consente di individuare efficacemente persone in vita grazie all’evidenziazione automatica del delta tra la temperatura corporea e quella dell’ambiente circostante (che nel nostro Paese difficilmente è più alta di quella corporea, anche nelle stagioni più calde). Ricordiamo poi che un APR è in grado di ispezionare un ettaro di territorio in pochissimi minuti e può raggiungere senza problemi aree di difficile o pericoloso accesso.
Oltre all’ispezione “live”, che dovrebbe garantire già una risposta significativa, è possibile usufruire anche delle ore notturne (quando sono impossibili le operazioni tradizionali di ricerca) per rivedere le immagini registrate nelle ore diurne precedenti, con possibilità di analisi più approfondita (grazie a rallenty, ingrandimenti, ecc.)
Anche per le attività di Protezione Civile l’impiego di queste tecnologie può essere utile (solo alcuni esempi):
✓ nei rilievi fotogrammetrici per restituire ortofoto georeferenziate e modelli 3D dell’area interessata all’evento, da mettere a disposizione in tempi ristretti (entro 2 ore indicativamente) delle strutture di gestione operativa del Sistema Nazionale di Protezione Civile (Di.Coma.C, COR, CCS, COC, COM). Anche in questi eventi risulta determinante non solo avere il pronto dimensionamento dell’evento ma poter individuare efficacemente le aree di accesso e deflusso per i mezzi di soccorso e quelle da destinare alla realizzazione di PMA e strutture simili;
✓ nel trasporto urgente di materiale (farmaci, ossigeno, viveri, ecc.);
✓ nel trasporto ed esercizio in quota di sistemi di telecomunicazione di emergenza;
✓ nel trasporto di sistemi di Public Address per avvisi alle persone;
✓ nei rilievi con sensori dello spettro termico per analisi e predizione dello sviluppo di incendi boschivi;
✓ nei rilievi aerofotogrammetrici ed elaborazione delle restituzioni per il monitoraggio del dissesto
idrogeologico, con previsione degli sviluppi futuri;
✓ nel prelievo di campioni chimici in caso di incidenti rilevanti e simili;
✓ nell’ispezione delle superfici innevate trasportando sistemi di analisi GPR per la profilazione di ghiaccio e neve;
✓ nel monitoraggio delle acque frequentate da bagnanti per l’individuazione tempestiva di specie
pericolose per l’uomo.

IL QUADRO NORMATIVO ITALIANO

Oggi la regolamentazione nazionale relativa ai Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto emanato da ENAC prevede – con esclusione del settore aeromodellistico – due tipologie di “attori” interessati alle attività di soccorso quotidiano e di Protezione Civile:
a) Le Amministrazioni dello Stato con aeromobili “di proprietà dello Stato” (art. 744 del Codice della Navigazione) che in quanto tali sono esentate dal rispetto del Regolamento ENAC relativo ai MAPR (v. art. 2 dello stesso)
b) I “privati” che invece sono tenuti al pieno rispetto del Regolamento citato.
➢ Enti ed organizzazioni pubbliche che non rientrano tra quelli citati dal CDN sopra richiamato: tra questi le Polizie Locali e le Agenzie Regionali di Protezione Civile.
➢ Le associazioni di volontariato inserite organicamente sia nel sistema di emergenza-urgenza sanitaria
territoriale (Sistema 118, con idonee convenzioni che ne disciplinano le attività ed i protocolli
organizzativi), che in quello della Protezione Civile come gruppi comunali o di livello superiore, facenti parte delle colonne mobili regionali (anche attraverso i raggruppamenti provinciali).
➢ Professionisti e privati in genere disponibili ad offrire competenze ed equipaggiamenti utili alle
attività di ricerca e soccorso.
La riforma del Titolo V della Costituzione (ma non solo) ha portato ad una diversa organizzazione del Sistema Nazionale di Protezione Civile, con una profonda delega alle Regioni, soprattutto nella gestione della fase dei soccorsi per calamità. Il fatto che le stesse Agenzie regionali (o strutture simili) oggi dal punto di vista regolamentare siano considerate alla stregua di un operatore privato, le pone senza dubbio in posizione di svantaggio rispetto ad assimilabili Pubbliche Amministrazioni che vedono un riferimento normativo del tutto
diverso.

Ecco, quindi, la necessità di una particolare previsione del Regolamento ENAC per gli utilizzi in ambito Rescue dei SAPR, che trovi equilibrio tra il dovere inderogabile di garantire standard di sicurezza innegabili e una flessibilità di impiego che risponda alle peculiarità di un settore così delicato e determinante per l’intera collettività come quello del soccorso.

about:
Gian Francesco Tiramani, è un rescue planner nonchè pilota e operatore di SkyView

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