Droni inoffensivi: Partiti in tutta Italia i minicorsi per volare e lavorare senza patentino, ma bene informati

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I trecentini inoffensivi, derivati da popolari droni da supermercato come i DJI Spark o i Parrot BeBop, hanno dei veri superpoteri: sono gli unici droni con cui i fotografi professionisti possono riprendere gli sposi all’uscita della chiesa e anche volarci sopra, possono lavorare in città senza il costoso e complesso attestato di pilota remoto (il patentino). Ma sono comunque dei SAPR, non degli aeromodelli, e per poterli usare nel rispetto della legge ci sono molte cose da sapere. Per questo DronEzine, insieme alle più importanti scuole di volo riconosciute ENAC in Italia, lancia l’iniziativa #IoVoloTrecentino: minicorsi di una giornata dove imparare tutto quello che serve  a un prezzo davvero molto, ma molto piccolo. Si parte venerdì 10 novembre a Milano, a seguire in tutta Italia.

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E’ scoppiata la mania dei trecentini, ormai da mesi più della metà dei nuovi operatori di SAPR riconosciuti da ENAC usano droni inoffensivi sotto i 300 grammi. Piccoli gioielli di tecnologia con cui si possono fare non solo riprese fotografiche, ma anche aerofotogrammetria, per lavoro o per hobby senza bisogno del costoso Attestato di Pilota Remoto, entrando anche nelle CTR aeroportuali, volando nel centro cittadino e persino sorvolando le persone, purché non in assembramento.

Firenze ripresa da un trecentino

A sapere come fare, con i trecentini si può fare davvero di tutto, e si è fatto di tutto: c’è chi li ha usati per le riprese di uno spot pubblicitario nel cuore di Firenze, volando sul Ponte Vecchio. C’è chi li ha sfruttati per aerofotogrammetria a uso scientifico sul Colosseo di Roma, nonostante come sappiamo ci sono ben due no-fly zone permanenti sulla capitale. Operazioni portate a termine da piloti preparati, che sanno come ottenere le autorizzazioni necessarie anche se l’area è interdetta al volo a causa dell’ATZ di un aeroporto (Firenze, nel nostro caso, ma lo stesso problema c’è per esempio a Milano) o da un divieto permanente di volo (il centro di Roma, nel caso dell’aerofotogrammetria sul Colosseo).

Aerofotogrammetria con trecentini sul Colosseo

I trecentini non sono aeromodelli, sono aeromobili, e al pilota è richiesta la conoscenza delle regole dell’aria, il saper leggere una carta aeronautica per scoprire se il luogo delle sue operazioni è libero o c’è un area P, R, D o una ATZ, che possono essere volate con i trecentini ma solo a ben precise condizioni. Deve conoscere le limitazioni nel volo nelle CTR, essere informato sulla necessità o meno di ottenere nullaosta non aeronautici (comune, prefettura, questura, ministeri, belle arti, enti Parchi eccetera). Deve sapere come tenere in ordine la documentazione di legge, dalla manualistica aeronautica ai logbook, conoscere le scadenze per le informative ENAC, progettare e rispettare un calendario di manutenzione e tanto altro.

Per rispondere a questa necessità di informazioni e di cultura aeronautica, DronEzine insieme alle più importanti Organizzazioni di Addestramento italiane (italdron, AlphaLima, Cardtech, Club Astra, Salento Droni, x-Crowd e tante altre) ha lanciato l’iniziativa #IoVoloTrecentino: minicorsi molto economici, come economici sono i trecentini, da svolgersi in giornata, per imparare tutto quello che deve fare parte del bagaglio di conoscenza del pilota trecentino.

Il pacchetto comprende il corso, il manuale “300 grammi di libertà” sull’uso dei trecentini, il logbook dell’operatore e un anno di associazione a DronEzine che significa anche poter accedere alle condizioni particolarmente vantaggiose per assicurare il piccolo drone inoffensivo (che sarà anche inoffensivo, ma la polizza è lo stesso obbligatoria).

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