Droni oltre l’orizzonte: come fare approvare un volo fuori dalla vista del pilota

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Il regolamento ENAC prevede da tempo la possibilità di effettuare voli che vadano oltre la visuale del pilota: si chiama EVLOS, che sta per Enhanced Visual Line of sight (linea dell’orizzonte aumentata) e prevede il ricorso a più piloti oppure un solo pilota e più osservatori. In questo modo, almeno in teoria, si potrebbe far volare un drone da Bolzano a Catania, passando da un pilota (o un osservatore) all’altro, in una sorta di staffetta. Ma come si può fare nella pratica a ottenere l’autorizzazione per un volo del genere?

Di Filippo Fiaschi, istruttore di volo SAPR e ceo di Ileron

Le operazioni in EVLOS possono essere condotte previa specifica autorizzazione da parte di ENAC. Certo, non c’è nessun modulo ad hoc per effettuare la domanda di autorizzazione per operazioni in condizioni EVLOS, questo vuol dire che il richiedente dovrà farselo di sana pianta (utilizzare i template dell’ENAC è al limite condizione facilitante, non necessaria), integrando in falsariga le informazioni complementari e lo spazio per il bollo dal modello ENAC previsto per le autorizzazioni relative agli scenari standard, al sorvolo di persone Art. 10 comma 6 ed all’attività sperimentale per ricerca e sviluppo.
Naturalmente, oltre all’applicazione del bollo sulla domanda andranno anche pagati, prima dell’invio della stessa, i diritti ENAC per scenari non standard. Tutta la documentazione (manuali ecc.) dovrà essere allegata alla PEC. Successivamente alla protocollazione la vostra domanda sarà presa in carico da un team responsabile del procedimento che valuterà il tutto. Generalmente in questo tipo di pratiche è sovente uno scambio di comunicazione con il team ENAC.
EVLOS con più osservatori e un singolo pilota

EVLOS con un solo pilota e più osservatori per operazioni in presenza di ostacoli

Per farsi autorizzare in EVLOS, l’organizzazione dovrà principalmente mettere mano con procedure specifiche al Manuale delle Operazioni ed al documento per l’analisi del rischio. Ipotizzando di adottare il metodo alternativo di mantenimento del VLOS con l’utilizzo di osservatori (uno dei due metodi suggeriti anche da ENAC) sarà necessario prevedere che tutto il personale sia dislocato secondo precise posizioni a seconda degli scenari (tenendo conto dell’orografia del terreno e delle altre condizioni ambientali) e che sia, per forza di cose, sempre in contatto radio. Tutte le comunicazioni dovranno avvenire tramite una fraseologia codificata per lo scopo, completa, efficace e priva di ambiguità. La scelta del tipo di apparati radio per le comunicazioni, che faranno parte quindi dell’equipaggiamento minimo per intraprendere le operazioni, non è da considerarsi come banale: un sistema compliant consisterebbe in radio-ricevitori operanti in bande di frequenza autorizzate e sufficientemente lontane – per sicurezza – da quelle utilizzate dal SAPR; ad esempio: i classici baracchini in Banda Cittadina od i PMR 446; quest’ultimi sono generalmente più compatti e maneggevoli. Attenzione, che l’utilizzo di questi apparati radio, sebbene sia possibile, è comunque normato da specifici regolamenti e soggetto a (piccole) tasse da pagare. Inoltre le radio dovrebbero essere utilizzate tramite headset cuffia-microfono ed un sistema il più ergonomico e sicuro possibile di attivazione della trasmissione, quindi Push-to-Talk (PTT) di tipo tattico (il bottoncione ad attivazione rapida all’altezza del petto o integrato nella SPR, comodo e sicuro soprattutto per il pilota) oppure attivazione vocale hands-free (gli hands-free che funzionano però, per esperienza personale, non sono quelli economici).

A livello di gestione del rischio, una mitigazione probabilmente necessaria potrebbe essere quella di stabilire che le operazioni avvengano in spazio aereo segregato. Importante sottolineare due aspetti basilari: il primo, è che l’organizzazione – nell’accezione più ampia del termine – venga (preventivamente all’invio della domanda) testata con esito positivo in attività sperimentale propedeutica (ASP). Naturalmente ciò va eseguito in scenari EVLOS simulati: in ASP, anche se per domanda EVLOS, non vi azzardate assolutamente ad eccedere i limiti oggettivi e soggettivi (macchina, pilota, condizioni ambientali) del vostro VLOS, pure in relazione ad ostacoli oscuranti la vista dell’APR.
Può anche darsi comunque, nei casi più complessi, che quello che avete fatto non basti ad ENAC e che vi chieda ulteriori prove ed analisi. Il secondo aspetto è che dovranno essere codificate delle procedure di safety e contingency ad hoc per l’EVLOS: quali sono i metodi che possano garantire, con sufficiente sicurezza, il continuo contatto radio PIC-osservatori? quali sono, in ultima analisi, le misure di emergenza per far fronte ad un eventuale perdita delle comunicazioni? ecc. Un ultimo appunto: il pilota, in EVLOS, anche se fisicamente non ha in vista diretta l’APR (lo hanno gli osservatori) rimane il responsabile del volo ed ha piena autorità sull’equipaggio.
EVLOS Long Range con più piloti

EVLOS con un PIC (Pilot in command) e più piloti aggiunti: una staffetta che almeno in teoria può portare il drone in capo al mondo

Più complesso (e costoso) è dotarsi di più stazioni di pilotaggio remoto e più piloti, con un passaggio in-line del comando e controllo. Un sistema interessante, ipotizzato da noi (Ileron, ndr), potrebbe essere quello di utilizzare un sistema misto con osservatori e l’impiego di UgCS, il software ground-station, per avere la telemetria multi-stazione in tempo reale condivisa in un server virtuale sotto rete 3G/4G (è l’unico software al mondo che può permettere di fare ciò).

Tolte al limite le operazioni specializzate in EVLOS, non ha molto senso chiedere un’autorizzazione in scenari non standard senza il sorvolo di persone, perché ENAC ha già previsto con gli scenari standard il 99% di quello che nel concreto richiede il mercato, ottimizzando al massimo la tempistica di risposta e l’economicità per l’evasione della richiesta stessa.

Una schermata di UGCS

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