Vorrei riprendere con il drone la Certosa di Pavia, come posso fare?

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1383616_10202445466883799_1548071800_nIn collaborazione con Alpha Lima Aviation, OC riconosciuta ENAC,  DronEzine offre ai soci il servizio Il Consulente riconosciuto da ENAC risponde. Le risposte alle domande che riguardano i dubbi sull’applicazione del regolamento ENAC sono fornite da Paolo Omodei Zorini di AlphaLima, pilota di jet commerciali e istruttore di volo anche per SAPR e membro del Comitato scientifico di DronEzine. Oggi risponde a un lettore che vorrebbe fare riprese video sulla Certosa di Pavia..

Vorrei sorvolare con il mio Drone (PHANTOM 4 PRO PLUS) alcuni palazzi storici nella mia zona: Piacenza, Pavia eccetera da postare sul mio sito internet .
Bene , sono partito dalla stupenda Certosa di Pavia. Mi ha risposto di monaci che che per questo tipo di richieste loro non potevano fare nulla in quanto è un area demaniale e che avrei dovuto sentire il demanio di Milano.
Cosa che ho puntualmente fatto telefonicamente ma non ho ricevuto risposta, ovvio che le riprese le avrei fatte durante gli orari di chiusura la zona è isolata.
(operazione non critica , scenario standard nessun rischio dunque). Un muro di gomma , ho provato presso una palazzo storico che ospita uno studio legale stessa riposta: rivolgersi (per gli stesi motivi) al demanio e ai beni culturali .
In rete si vedono filmati di vario genere , non entro nel merito della qualità o della sicurezza (quelli dei matrimoni fanno paura). Come faccio e a chi mi devo rivolgere per filmare qualcosa dell’immenso patrimonio che abbiamo in Italia?
Fino adesso porte in faccia , non capisco come fanno tante aziende blasonate su youtube a pubblicare praticamente tutto, durante gli orari di apertura dei palazzi storici, sorvolando aree affollate a alta densità.


Veniamo in primis alla domanda sull’occupazione del suolo alla Certosa di Pavia: l’area è demaniale pertanto in effetti sarebbe bene avere una concessione per le operazioni di involo ed atterramento anche se l’operazione avviene in giorni di chiusura. Sembrerebbe di capire che il “padrone di casa” non sia direttamente il Priore ed è bene accertarsi sulle concessioni landowner. Per quanto riguarda la tipologia di operazioni, sono non critiche se possiamo garantire il rispetto di quanto previsto dall’art. 9 del regolamento ma sorge un legittimo dubbio sulla sensibilità dell’infrastruttura intesa come bene culturale. Sarebbe forse meglio applicare un’operazione critica in scenario standard ex art. 10 comma 5 (attenzione: gli scenari standard sono esclusivamente concessi per operazioni critiche, e quindi serve la relativa autorizzazione).
Questo processo (che può portare ad una operazione critica o non critica in funzione della tipologia di infrastruttura) fa parte dell’analisi del rischio che l’operatore deve effettuare e conservare. Siamo tutti consapevoli del fatto che gli enti spesso siano poco preparati a gestire una richiesta di questo genere ma, non essendo per nulla contraria alla legge, invito ad insistere per ottenere una risposta. Molto spesso minime capacità “diplomatiche” permettono di poter centrare l’obiettivo in tempi brevi. Mi spiego meglio: è probabile che gli uffici abbiano poco personale e spesso le competenze sono ripartite tra più di un ente governativo. La burocrazia è noiosa ma chiedendo a chi di dovere cosa fare, sapendo che probabilmente anche l’interlocutore dovrà informarsi in merito, dovrebbe essere possibile avere l’esatto percorso amministrativo da seguire. Se l’email non è presidiata credo sia possibile telefonare per chiedere di parlare con un funzionario et similia: è il loro lavoro e parto dal presupposto che lo sappiano fare e lo facciano appena fisicamente possibile. Non voglio con questo dare lezioni ma l’esperienza aeronautica insegna che, spesso, le amministrazioni non strettamente aeronautiche o militari abbiano poca familiarità con i nostri argomenti e pertanto occorre anche spiegare esattamente e semplicemente cosa comporterebbe l’operazione in oggetto. Il solo fatto di partire per la strada giusta è un chiaro segnale che si vogliono fare le cose per bene e spesso saranno proprio gli Enti a suggerire quali siano le alternative più facilmente percorribili. Non possiamo entrare nel merito dei filmati reperibili in rete in quanto in effetti si vede un po’ di tutto e spesso operazioni sicure e legali vengono criticate mentre altre non proprio a norma sbandierate ai quattro venti con atteggiamenti piuttosto guasconi. Non sarà l’inferno ma mi sento di consigliare un dantesco “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Molto più spesso di quanto possa sembrare “guardano” anche ENAC e FF.OO..
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