DroneGun, il nuovo fucile anti drone viene dall’Australia

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Tempi duri per chi vorrebbe volare col drone senza perdersi dietro a regolamenti e buon senso di base. Se i droni infatti diventano sempre più sofisticati e performanti, montando telecamere che assicurano una qualità foto/video migliore e batterie che garantiscono una maggiore autonomia di volo, d’altro canto anche i sistemi antidroni si evolvono.

L’ultimo esempio è DroneGun, un’arma che ricorda i fucili dei film di fantascienza e funziona con le onde come un jammer. In pratica, una volta inquadrato il drone nel mirino, premendo il grilletto di questo fucile anti drone si è in grado di colpire il velivolo con delle frequenze che non solo disturbano il collegamento tra il drone e il radiocomando del pilota remoto, fino ad interromperlo, ma possono arrivare a compromettere il segnale GPS, facendogli perdere del tutto l’orientamento. A questo punto, il drone rimasto senza controllo può precipitare nel vuoto o – se dispone di una funzione come Return To Home – atterrare in automatico nel punto dal quale è partito (se il GPS è sopravvissuto all’attacco).

Video: come funziona DroneGun fucile anti droni

Un sistema del genere può risolvere all’istante il problema di un drone che sta violando uno spazio aereo interdetto, o che sta curiosando sopra un’area privata mettendo a rischio la privacy di qualcuno. L’azienda che lo produce, l’australiana DroneShield, assicura che il raggio d’azione di questo jammer arriva fino a 2 km.

Non pensate però di acquistarne uno per farvi giustizia da soli e vendicarvi del vicino spione, perché ai civili, in Europa e negli USA, è fatto divieto di utilizzare i jammer. L’unica cosa da fare, in questi casi, è rivolgervi alle autorità.

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