Combattere le zanzare con droni e maschi sterili

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L’idea di adottare un drone per combattere le zanzare non rappresenta di per sé una novità. L’uso dei droni per svolgere in modo più sicuro, efficiente ed economico le necessarie operazioni di disinfestazione nei campi, ad esempio, è già presente e comincia a diffondersi in molti paesi, tra cui l’Italia.

Ma la guerra a colpi di insetticida è costosa, pericolosa anche per l’uomo e in fondo neppure tanto efficace, a meno che non vengano sparati colpi in modo continuo. Ecco perché negli ultimi tempi sta prendendo piede sempre di più la guerra biologica. Nello specifico, i ricercatori di numerose università in tutto il mondo portano avanti alcuni progetti che hanno in comune l’uso di maschi allevati in laboratorio, resi sterili attraverso l’intervento genetico oppure mediante l’infezione pilotata con un batterio che, al momento dell’accoppiamento, è in grado di passare alla femmina della zanzara e infettare le uova, impedendo loro di schiudersi dopo la deposizione. Generazione dopo generazione, gli scienziati mirano a decimare la popolazione di zanzare, che ricordiamo sono gli animali più pericolosi del mondo, responsabili di milioni di infezioni di dengue, febbre gialla, zika, malaria e altre malattie, che specie nei paesi più poveri si rivelano letali.

Rispetto al tradizionale trasporto su gomma, invece, i droni sono più costosi, ma in molti paesi poveri, soprattutto nell’area equatoriale e tropicale in cui le zanzare proliferano, l’uso di automobili e camion è condizionato dallo stato delle infrastrutture stradali. In quei casi un drone assicura una precisione di intervento e quindi un’efficacia dell’operazione che vale tutto il suo prezzo.

zanzare trasportate nei droniIn questa nuova ottica, i droni rappresentano gli strumenti ideali attraverso cui diffondere in modo più efficace possibile i milioni di esemplari sterili di maschio, che durante i primi test in Sud America sono stati trasportati sul campo negli zaini degli scienziati. Il limite di questa operazione è legato soprattutto all’area circoscritta in cui i maschi vengono liberati, mentre se fossero stipati all’interno del cargo di un piccolo drone potrebbero essere rilasciati in diversi punti, accelerando quindi i risultati dei test. Dal momento che ogni carico dovrebbe trasportare centinaia di migliaia di zanzare, gli esperti sostengono che sarebbe opportuno utilizzare dei contenitori pre-raffreddati ad una temperatura tra i 4 e gli 8 gradi, che sarebbero in grado di “sedare” le zanzare, impedendo loro di muoversi in uno spazio stretto e danneggiarsi durante il trasporto.

Quel che è certo è che, se la lotta alle zanzare vuole diventare più efficace e tecnologica, allora fare affidamento sui droni diventa imprescindibile per ottenere risultati concreti e in tempi più brevi.

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