TwoDots Eagle Pro, drone low cost con un’ottima gimbal

0

Grosso, potente, con una autonomia buona per un drone a spazzole (15 minuti), l’Eagle Pro di TwoDots ha una gimbal molto efficace, che permette sempre riprese stabili anche con un volo aggressivo. Avrebbe meritato una camera migliore della modesta 720p di serie, ma per divertirsi va più che bene. 250 euro

Abbiamo avuto il piacer di provare l’ammiraglia della collezione 2017-2018 di TwoDots prima ancora che il drone fosse messo in commercio, non era nemmeno disponibile la app di controllo (ora comunque regolarmente sugli store Apple e Android), quindi abbiamo fatto tutte le prove con un software provvisorio che comunque ha svolto egregiamente il suo lavoro. Le confezioni di TwoDots sono sempre molto belle, ma stavolta in quel di Varese hanno voluto strafare: la valigia dell’Eagle Pro è semplicemente spettacolare, in schiuma leggera e robusta e protezioni interne in spugna per drone, radio, accessori, batteria eccetera. Peccato solo che bisogna ogni volta togliere le eliche per rimettere a cuccia il drone, ma si montano anche senza strumenti. 

Radio

Nella confezione trovi anche il libretto di DronEzine #IoVoloSicuro

La radio dell’Eagle Pro è un 2,4 GHz molto convincente, con display LCD monocromatico e supporto a scomparsa per il telefonino, con un discreto raggio d’azione (150 metri circa). Se cerchiamo di superarlo il drone protesta con dei sonori bip che ci convincono a rientrare nel raggio d’azione (se lo ignoriamo, atterra automaticamente). Il decollo e l’atterraggio possono essere completamente automatici, premendo il tasto in alto a sinistra sulla radio, oppure usando lo stick del gas.
Esteticamente apprezziamo la mancanza di antenne visibili, ci piace l’ergonomia degli stick  e la comodità della trasmittente, che si tiene facilmente in mano e non pesa troppo – poi certo bisogna vedere che cellulare ci mettiamo per il ritorno video, la cui portata dipende dal wifi del telefonino e comunque non supera mai i 50 metri. Dalla radio possono anche essere scattate foto, fatti i video, attivate funzioni come headless mode e ritorno a casa automatico (che non abbiamo provato perché riteniamo che possano diventare pericolose su droni privi di GPS). Un difetto è che i tasti sono tutti uguali e senza icone che ne illustrino il funzionamento, quindi potrebbe essere facile confondersi. Memorizziamo quindi subito che il primo tasto in alto a sinistra è decollo/atterraggio e magari evidenziamolo in qualche modo, magari con un adesivo colorato (vicino, non certo sul tasto stesso).

Prima di volare

Dopo aver letto (e capito) e manuali, la prima cosa da fare è caricare la batteria, che è customizzata e funziona solo con l’Eagle Pro. La carica è piuttosto lenta, richiede un paio d’ore, e troviamo molto pratico il caricabatterie,  da muro, composto da alimentatore e una baia che accoglie il case dell’accumulatore, una LiPo 2p da 2600 mAh. Anche nell’Eagle Pro troviamo il manualetto #IoVoloSicuro di DronEzine, che spiega con disegni e testi come si usano i droni amatoriali secondo la legge italiana. Il drone non ha un interruttore, si accende appena vene inserita la batteria. Una tecnica da aeromodellismo, l’idea è che se l’interruttore non c’è non si guasta, a noi piace ma immaginiamo che possa essere un poco strano per chi è abituato all’elettronica di consumo, dove gli interruttori non mancano mai. Quando estraiamo il drone dalla sua confezione la batteria è protetta da una fascetta di plastica per evitare che possa inserirsi accidentalmente, e consigliamo di usarla sempre visto che – come sappiamo – tutte le lipo si rovinano se si scaricano troppo. Poi vanno inserite le eliche, attenzione se siamo al campo a non perdere le rondelline e facciamo attenzione al verso: le eliche verdi vanno a prua, le nere dietro, una freccia sul braccio ci dice qual è il verso di rotazione corretto dell’elica.

In volo

Il decollo del drone è dolce e progressivo anche con la modalità automatica, il che è molto positivo dal momento che la massa non è trascurabile, ed è bene che lasci il tempo al pilota per eventuali correzioni nel caso in cui ci siano persone vicino – ma è auspicabile che non ce ne siano, prima di decollare bisogna sempre assicurarsi che la via sia libera.
Si possono selezionare tre velocità massime di volo, con la più alta la macchina è sorprendentemente reattiva per essere un drone così grosso, e volendo è anche veloce. La massa lo rende anche adatto a volare con brezze leggere, ma non di più. Il barometro tiene bene la quota, la mancanza di GPS e sensori si sente parecchio però, e tenerlo fermo in hovering non è facile, ma con un pizzico di allenamento riusciremo sempre a farci dei bei selfie. Decisamente è troppo grosso per usarlo indoor, a meno di non avere uno spazio davvero grande per volare, tipo una palestra: in casa non è proprio il caso.L’atterraggio è facile anche in manuale: basta tenere lo stick del motore tutto in basso e si posa da solo automaticamente. Volendo il drone può essere pilotato anche solo con il cellulare, ma – anche per ragioni anagrafiche – continuiamo a preferire gli stick.

Riprese

Il pezzo forte del drone è naturalmente la camera con la gimbal, a due assi, molto efficiente: tiene sempre perfettamente in bolla la camera, che assomiglia a una action cam ma ha una risoluzione di soli 720p per i filmati, mentre le foto sono scattate a 1600×1200 pixel formato jpg. Se si esagera con il beccheggio, può capitare che le eliche entrino per qualche istante nella ripresa, ma anche in questo caso il filmato è comunque molto stabile.  La qualità delle immagini non ci ha però impressionato, è quella di una tipica cam da giocattolo volante.

1121 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: