Normativa droni in UK: si va verso registrazione obbligatoria e maggiori controlli

0

Il Regno Unito si prepara ad una riforma della normativa sui droni, che dovrebbe entrare in vigore già dalla prossima primavera portando un generale irrigidimento delle regole. La bozza del nuovo regolamento, che rivoluzionerà l’uso dei droni per gli hobbysti e i professionisti, contiene indicazioni che stabiliscono più limiti per i piloti, più potere alle forze dell’ordine (il che vuol dire maggiori controlli) e soprattutto registrazione obbligatoria per i droni di peso pari superiore a 250 grammi. Lo scopo è quello di porre un freno immediato all’uso irresponsabile (e in taluni casi deliberatamente illegale) dei droni.

Un comunicato sul sito del Dipartimento dei Trasporti UK informa che “Le misure mirano a consentire agli utenti di continuare a volare in sicurezza e legalmente, aiutando il Regno Unito a posizionarsi all’avanguardia dell’industria dei droni. Questo traccerà anche la strada affinché i dispositivi vengano impiegati per una vasta gamma di usi da parte delle imprese e dei servizi pubblici”.

Cosa cambierà?

Se non ci saranno modifiche, i principali cambiamenti che vedremo nel Regno Unito rispetto all’uso dei droni saranno:

  • Più potere alla polizia: gli agenti non solo avranno il diritto di imporre l’atterraggio al pilota sospettato di aver infranto la legge, ma potranno anche smontare e manipolare il drone nel tentativo di raccogliere le prove di un suo uso illegale.
  • I possessori di droni dal peso uguale o maggiore di 250 grammi dovranno registrare obbligatoriamente i loro velivoli
  • Probabilmente ai piloti che usano i droni per lavorare verrà chiesto di superare un test sul volo in sicurezza
  • Divieto di volo sopra i 400 piedi (121,92 metri) di altezza

Oltre a queste proposte, il governo inglese starebbe lavorando a stretto contatto con le imprese i produttrici di droni per sviluppare sistemi di geofencing migliori, in grado di prevenire l’ingresso di droni non autorizzati in spazi aerei ad accesso ristretto.

Se lo scopo di queste misure – per dirla con le parole del Ministro dell’Aviazione Baroness Sugg – è quello di bilanciare il settore, ponendo delle regole chiare che garantiscano la sicurezza degli hobbysti e lo sviluppo dell’interno comparto droni per le imprese e i professionisti, è innegabile che, come accaduto in altri paesi del mondo (ad esempio gli USA), il ricorso a una normativa più rigida sia stato fatto sulla base di incidenti che sono – per entità e numero – inferiori a quelli che vengono percepiti attraverso le notizie dei media. I molteplici casi di near miss segnalati dai piloti in fase di decollo o atterraggio nei pressi dell’aeroporto di Gatwick a Londra, ad esempio, si sono rivelati essere in gran parte degli incidenti sfiorati solo presunti.

Sebbene il superamento di un test di teoria (probabilmente online) e la registrazione obbligatoria non rappresentino di loro delle imposizioni inaccettabili, permangono delle riserve sulla capacità – da parte della polizia – di far fronte all’enorme mole di domande attese, oltre quelle secondo cui il limite di 250 grammi imposto per la registrazione obbligatoria non sia frutto di uno studio apposito, ma solo un valore scelto per coprire (o colpire) un certo numero di droni e una certa tipologia di utenti.

1252 visite
Commenta:

Segui DronEzine sui social: